Lez. N° 43 • I tre tipo fondamentali di personalità: ragione, volontà, emozione

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 43 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 43
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore. Vi porto benedizioni, carissimi amici. Benedizioni a tutti voi. Miei cari, vediamo con grande gioia che molti di voi stanno progredendo benissimo sul percorso che hanno scelto, e che altri hanno intrapreso questo sentiero di liberazione. Ogni anima che prende questa importante decisione suscita gioia nel mondo spirituale, gioia che prima o poi sentirete anche voi nel cuore, sia pure dopo aver superato i primi ostacoli e resistenze. Abbiate la certezza che la definitiva decisione di percorrere questo sentiero di evoluzione, così come ogni singola vittoria su questo percorso, generano per voi una benedizione particolare. Anche se al momento forse ancora non la percepite, questa benedizione è una realtà.

Molti dei miei amici hanno pregato per ricevere aiuto e forza lungo questo sentiero ma, quando la richiesta viene esaudita, molti di voi non se ne accorgono. Spesso la risposta alla preghiera giunge sotto una forma che non vi piace – un conflitto, una frizione o qualcosa che vi induce a credervi trattati ingiustamente. Non vi rendete conto che proprio l’evento che vi causa un temporaneo dolore è la risposta alla vostra preghiera  – la preghiera con cui chiedete aiuto per conoscere voi stessi e i vostri conflitti, in modo da potervi purificare.

Come potreste riconoscere un vostro conflitto interiore se non si manifestasse esteriormente? Solo in questo modo potete divenire consapevoli di quella parte nascosta in voi che devia dalla legge divina. Dal momento che la deviazione è negativa, non può che materializzarsi in qualcosa che percepite come disarmonico. Spesso trascurate questa semplice logica e persistete nel considerare gli attriti della vostra vita come se non avessero nulla a che fare con voi. Così vi prego, cari amici, considerate i conflitti esterni che vi si presentano come risposte alla vostra preghiera. Cambiate  direzione. Invece di diventare insolenti e sentirvi offesi, guardatevi dentro, voltatevi indietro [NdT: guardate l’accaduto da un altro punto di vista], non importa quanto gli altri possano apparirvi in errore. Interrogatevi, chiedete a Dio, “C’è forse un granello di verità in questo conflitto doloroso? Solo riconoscendolo continuerò a imparare e ad evolvermi”.

Deve arrivarvi una profusione di ulteriore conoscenza che cancellerà tutta la disarmonia, tutto il senso di ingiustizia o tristezza, di sfida o tormento. Quando vi sentite trattati ingiustamente o feriti, spostate semplicemente l’attenzione alle vostre reazioni interiori, amici miei, e vedrete che si tratta proprio della risposta alla vostra preghiera. Se vi renderete conto dei vostri errori interiori, tutto l’attrito fra voi e i vostri fratelli e sorelle scomparirà come neve al sole. Scoprirete di sentirvi uniti con comprensione e amore.Noi del mondo dello spirito preghiamo perché quella comprensione e quell’amore vi siano dati, voi, nostri fratelli e sorelle incarnati, abbastanza coraggiosi da fare l’unica cosa che conta: guardarvi dentro per riconoscervi e purificarvi. La vita sulla Terra non ha altra ragione se non seguire il percorso che avete scelto. Più lo affrontate con convinzione, più dimostrate sinceramente la vostra buona volontà e più vi renderete conto di non aver vissuto la vostra vita invano. Non è mai troppo tardi per incominciare.

Molti di voi provano il sincero desiderio di unirsi a Dio, ma prima di poterlo fare, dovete trovare le mille piccole opportunità di unirvi ai vostri simili umani, di mettere in pratica l’umiltà e l’amore verso il prossimo, lasciando da parte l’orgoglio e l’egoismo e dimostrando che le vostre intenzioni sono serie. Perché solo qui e ora, proprio lì dove siete, potrete trovare Dio. E ora, cari amici, continueremo ad esplorare le erronee conclusioni interiori che hanno creato così tanti problemi nelle vostre vite.

La personalità umana si può suddividere in tre tipi fondamentali. Il primo governa la sua vita e le sue reazioni soprattutto attraverso la ragione. Il secondo lo fa principalmente con le emozioni e il terzo con la volontà. In altre parole, le tre personalità-tipo sono dominate dalla ragione, dall’emozione e dalla volontà. Nella vostra ricerca personale vi sarà utile scoprire a quale tipo appartenete. Una personalità non è mai completamente limitata ad un solo tipo; ogni persona è una mescolanza nella quale però c’è sempre una caratteristica  predominante. In certi casi, la predominanza è ovvia; in altri, il miscuglio è più complesso e perciò è più difficile da determinare il tipo che predomina.

Nella personalità ideale, ciascuno dei tre aspetti ha la sua giusta collocazione. La persona armoniosa ha tutte e tre le caratteristiche perfettamente in equilibrio. Tuttavia, dal momento che nessun essere umano è completamente purificato, spesso le tre tendenze sono indirizzate in canali sbagliati, senza contare lo sbilanciamento o la predominanza. Per esempio, dove dovrebbe prevalere la ragione, prevale invece l’emozione o viceversa. Quando, nel vostro lavoro interiore, vi addentrate nella vostra anima, [per trovare] le immagini, le conclusioni sbagliate, gli strati dei vostri errori e qualunque altra cosa possiate incontrare, questo modo di lavorare vi farà maggiormente comprendere chi siete effettivamente, che cosa siete, come siete in realtà.

Partiamo dal tipo razionale, dalla personalità governata prevalentemente dalla ragione. Quelli che conducono la loro vita basandosi principalmente sul ragionamento, tendono a trascurare le emozioni. Hanno paura delle emozioni; le contrastano e le storpiano e, così facendo, alterano deformandolo uno dei più importanti strumenti a disposizione nella vita, cioè l’intuizione. Chi teme le emozioni non può fidarsi delle sue intuizioni, venendo queste offuscate dalla paura delle stesse, considerate inaffidabili a causa della sfiducia nella loro supposta intangibilità. Il tipo razionale, spesso segretamente guarda dall’alto in basso il tipo emotivo. È fiero di essere così dotato della capacità di ragionare. E utilizza la volontà – e non necessariamente si tratta di volontà egoica – principalmente per seguire deduzioni risultanti dal processo di ragionamento, prestando raramente attenzione alle emozioni o alle intuizioni che al pari dovrebbe prendere in considerazione.

Un individuo di tal genere è spesso un intellettuale, magari uno scienziato; spesso un agnostico o addirittura un ateo che tende al materialismo. Tuttavia, sarebbe una generalizzazione grossolana affermare che tutti, o comunque la maggior parte dei tipi razionali siano meno evoluti o meno consapevoli dal punto di vista spirituale rispetto, per esempio, ai tipi emotivi. Non è così. Ci sono molte persone razionali altamente evolute e spiritualmente risvegliate, come ci sono tipi emotivi risvegliati. Differiscono solo per l’approccio. Il tipo razionale trova più difficile sperimentare il divino nella sua interiorità. Il tipo emotivo incontra altre difficoltà. Inoltre, il tipo razionale incontra grande difficoltà con il giudizio intuitivo, sia suo che altrui. La volontà, che nella vita è per tutti un’esigenza, viene  usata a senso unico da entrambi i tipi. Il tipo razionale usa la volontà in maniera premeditata, spesso con eccessiva cautela, mentre il tipo emotivo si lascia trasportare dalle emozioni e usa la forza di volontà inconsapevolmente e sporadicamente. La personalità armoniosa trova invece la giusta via di mezzo, e usa la volontà razionalmente o emotivamente a seconda della situazione. La volontà dovrebbe essere al servizio sia della ragione che dell’emozione.

Vi sarà facile notare che il tipo razionale attraversa la vita perdendo l’occasione per una gran quantità di  esperienze, soprattutto per paura e orgoglio. Questo tipo teme che l’emozione possa coinvolgerlo in un’esperienza che non sarà capace di gestire. La vita emotiva porta necessariamente con sé incertezza e rischio, mentre il tipo razionale cerca di mantenere tutto ben ordinato, “sapendo” ad ogni istante dove si trova ed evitando le emozioni dalle quali ne ricava un senso di smarrimento. Il tipo emotivo è ugualmente a senso unico. Le persone in cui predomina l’aspetto emotivo spesso si inorgogliscono ritenendosi le uniche capaci di veri sentimenti. Si sentono segretamente superiori a coloro che etichettano senza mezzi termini come “intellettuali”. Eppure, l’estremo di questo tipo non è affatto più lontano dall’armonia e dalla legge divina di quanto non sia il razionalista estremo. Il tipo emotivo tende effettivamente ad avere una buona intuizione e di solito ha meno timore dei sentimenti e delle esperienze interiori rispetto al razionale.

Tuttavia, il tipo emotivo, al contrario di quello razionale che tiene le redini della vita troppo tirate, spesso perde del tutto la presa. Le persone esageratamente emotive, perdono  completamente di vista il fatto che anche la ragione viene data da Dio. Tali persone sono arroganti quanto quelle del tipo razionale, che guarda dall’alto in basso il tipo emotivo. Spesso si lasciano talmente trasportare da sentimenti incontrollati, da perdere non solo il dominio di se stessi ma di non riuscire più a vedere ciò che più vale per la loro vita e la loro evoluzione. A causa della troppa enfasi posta sull’emotività, esse trascurano le funzioni raziocinanti del pensiero, della discriminazione, della capacità di scelta e del peso da dare, che sono ugualmente importanti. Devono imparare ad usare l’intelletto per porre un freno alle emozioni incontrollate che, pur non essendo necessariamente impure, scorrono senza scopo né direzione. Solo a quel punto potranno usare adeguatamente la volontà.

Le emozioni incontrollate portano la rovina nella vita di chi è estremamente emotivo e anche in coloro che lo circondano. Inizialmente la tentazione di cedere alle emozioni è controllabile, ma più ci si abbandona ad esse e più diventa difficile resistere alla tentazione, finché si viene semplicemente travolti dal torrente delle emozioni fuori controllo, che distruggono tutto sulla loro scia. Una persona del genere non può fare a meno di essere egoista e distruttiva, sebbene questo tipo di egoismo sia diverso da quello della persona  razionale. Il tipo emotivo deve per prima cosa rendersi conto che ciò che lo ha reso tanto orgoglioso ha cessato di essere una qualità a causa della sua manifestazione estrema. Egli deve coltivare la facoltà di scelta, il pensiero consapevole e la pianificazione. Questo processo di selezione è l’inizio della saggezza. Anche il tipo emotivo usa la volontà, naturalmente, perché non vi è nessuno che non lo faccia. Ma il tipo emotivo la usa in maniera caotica e impulsiva, senza considerazione né riflessione. Sommerso da istinti fuori controllo là dove sarebbe opportuna l’intuizione costruttiva, questa persona perde l’equilibrio vitale, proprio all’estremo opposto del tipo razionale.

Entrambi sono inconsciamente spaventati dai loro estremi opposti e restano quindi nel loro estremo. In questo modo agiscono sulla base di una conclusione sbagliata. Guidati da tale deduzione errata, sentono o pensano inconsciamente chela loro posizione sia la soluzione migliore di quella del tipo opposto. Il tipo razionale, timoroso di perdere il controllo, rinuncia  non solo a gran parte delle necessarie esperienze di vita, ma anche alla bellezza e alla felicità. Il tipo emotivo teme che frenare le emozioni e disciplinare la sua natura gli farà perdere qualcosa di valore. Entrambi sono in errore – perché solo l’armoniosa via di mezzo porta alla completa soluzione.

Nonostante ci siano ovvie rappresentazioni di entrambi i tipi, ce ne sono molti altri che non sono così ben definiti: una persona può essere super-emotiva o super-intellettuale per alcuni aspetti della sua personalità, eppure più equilibrata o addirittura tendente all’estremo opposto per altri aspetti. Oppure, la sua vera natura può essere mascherata. Per esempio, una persona fondamentalmente emotiva, per paura e a causa delle correnti immature, sceglie una maschera di intellettualismo che è estraneo alla sua vera natura. Esteriormente tale persona può apparire molto calma e controllata, mentre interiormente è preda di una tempesta emotiva, incapace di trovare pace finché non deciderà di mettersi all’opera per conquistare un corretto equilibrio. Alla terza categoria appartiene il tipo volitivo, a sua volta diverso. La volontà dovrebbe essere un servitore, mai un padrone. Idealmente, la volontà dovrebbe essere al servizio sia della capacità di ragionare che delle facoltà emotive e intuitive. Il tipo volitivo trasforma un servitore in padrone. Questo porta la personalità fuori fuoco, in un modo da diventare  pericoloso.

Come gli altri due, le persone del terzo tipo possono inconsapevolmente guardare dall’alto in basso gli appartenenti alle altre due categorie. Il tipo volitivo pensa o sente qualcosa come, “Il tipo razionale è solo un intellettuale che parla bene e ha meravigliose teorie, ma tutte astratte. Non conclude niente. Io invece ho successo”. Il tipo emotivo, che realizza persino meno cose, agli occhi del tipo volitivo è addirittura più disprezzabile. Il giudizio è giusto in entrambi i casi, così come sono nel giusto gli altri due tipi, giudicando gli altri estremi. Ma tutti quanti sono in errore nel credere che il loro estremo sia migliore di quello degli altri, che loro guardano dall’alto in basso. La persona volitiva, per la quale il servitore è un padrone, mira a raggiungere obiettivi e risultati tangibili. Questo concentrarsi sull’esito, tende a rendere una tale persona impaziente e soggetta a mancare proprio il risultato che cerca. Essa storpia il processo di ragionamento che, unito alla natura emotiva, conduce alla saggezza.

Senza tale saggezza le persone non riescono a portare a termine quel che si sono proposti, oppure, se ci riescono, non possono trarne il giusto beneficio, che quindi sfugge loro di nuovo. Il tipo volitivo tende a perdere di vista non solo la cautela ma anche molti aspetti e considerazioni sulla vita che sono essenziali allo scopo di raggiungere la verità sia per se stesso che per gli altri e per ogni situazione. La persona volitiva trascurerà anche il lato emotivo, temendo le emozioni quanto il tipo razionale, ma con in mente uno scopo diverso, spesso inconscio. Per il tipo volitivo le emozioni sono accettabili solo finché ne rimane padrone; altrimenti, esse potrebbero costituire un ostacolo ai suoi propositi. Al tipo volitivo, come a quello razionale, sfugge inoltre quella parte integrale dell’esperienza di vita che permette di abbandonarsi ad un sentimento senza sapere a che cosa porterà e gli eventuali vantaggi che potrebbero derivarne.

Queste sono le tre chiare tipologie, amici miei; come ho detto, non sempre si trova una personalità con caratteristiche tanto predominanti da poterla facilmente riconoscere. Tutti voi conoscete molte persone e, poiché è sempre più facile conoscere gli altri piuttosto che se stessi, potreste trarre alcune conclusioni sulle persone che conoscete, osservandole dal punto di vista che vi ho descritto. Nella maggior parte delle persone, predominano due caratteristiche su tre, mentre la terza è distorta. In moltissime altre funzionano tutte e tre, ma ciascuna in un canale sbagliato, almeno per certi aspetti, mentre ciò che funziona correttamente è insufficiente e non concerne l’intera personalità.

Forse ricordate la lezione che diedi sulle forze attive e passive [Lez. 29, Forze Attive e Passive – Scoprire la Volontà di Dio], nella quale spiegavo che entrambe le correnti sono necessarie per un’anima umana armoniosa. Anche essere totalmente attivi o totalmente passivi sarebbe sbagliato. In realtà, una persona così non esiste, sebbene in molta gente possa predominare uno dei due tratti. Ma quel che accade di frequente è che la corrente attiva fluisce in un canale destinato ad una corrente passiva e viceversa. La stessa cosa accade per la ragione, l’emozione e la volontà. Anche quando non c’è un’evidente predominanza, l’emozione può venire usata dove servirebbe la ragione e viceversa; la volontà non opera dove dovrebbe, o spesso lo fa dove non dovrebbe. Queste parole, miei cari, dovrebbero aiutarvi mentre vi spingete sempre più in profondità nella vostra anima, per scoprire dove e come tutti questi aspetti o correnti funzionano – dove l’una interferisce con l’altra, invece di integrarsi reciprocamente andando a costituire un tutto armonioso.

Ci sono domande su questo argomento, amici miei?

DOMANDA: Questa suddivisione non corrisponde forse ai cosiddetti tipi di Kretzschmar: i cerebrotonici, i somatotonici e i viscerotonici? In altre parole, i tipi di personalità sono collegati con le abitudini fisiche degli esseri umani?

RISPOSTA: Sì, naturalmente. Questa suddivisione si applica a tutto. Nessuna corrente è del tutto indipendente dalla sua manifestazione fisica. Il corpo fisico è una manifestazione esteriore delle correnti dell’anima, e questa manifestazione può avvenire in molti modi.

DOMANDA: È possibile reagire in modo prevalentemente emotivo con certe persone, e con forza di volontà con altre?

RISPOSTA: Certamente. Ma ci deve essere una ragione per farlo. La gente che è su questo sentiero e riscontra questo fenomeno in se stessa, dovrebbe chiedersi come mai verso una particolare persona reagisce in modo diverso dal solito. Tutte queste cose sono molto importanti per l’auto-osservazione.

DOMANDA: Per ottenere una purificazione completa, presumo che i tre aspetti dovrebbero più o meno bilanciarsi?

RISPOSTA: Esattamente.

DOMANDA: Ognuno di noi ha il medesimo potenziale per sviluppare ciascuna di queste caratteristiche?

RISPOSTA: No. Ci sono tipi di base. Ogni spirito divino venne creato perfetto in una maniera specifica, ma ciascuno era un essere distinto,con una personalità propria, con talenti e caratteristiche diverse. Ma non c’era alcuna disarmonia nella distribuzione delle correnti. L’angelo più elevato che governa le forze attive non è disarmonico nella sua attività, come sarebbe invece un essere umano ancora impuro con una corrente iperattiva. A suo modo, l’angelo è perfetto, uno specialista nella sua attività che esclude la possibilità di un eccesso disarmonico. Lo stesso vale per le più elevate rappresentative dei tre aspetti discussi stasera.  La perfezione della personalità raziocinante corrisponderebbe all’Angelo della Saggezza. La perfezione della personalità emotiva sarebbe l’Angelo dell’Amore. La perfezione della personalità volitiva, l’Angelo del Coraggio.

DOMANDA: Ideale sarebbe che fossero tutte e tre bilanciate?

RISPOSTA: La forma ideale è l’equilibrio, ma questo non significa che siano distribuite in ugual misura. Equilibrio e armonia non sempre significano un’uguale proporzione di ogni corrente. L’equilibrio dipende da come sono distribuite le correnti; da come funziona la distribuzione su causa ed effetto, dal modo in cui una corrente rafforza un’altra invece di indebolirla come accade nell’essere disarmonico, non purificato. Se rileggete la storia della Creazione che vi ho raccontato qualche tempo fa [Lez. 20 – Dio: la Creazione], vedrete che Dio creò ogni spirito perfetto a suo modo. L’idea era che quegli spiriti avrebbero perfezionato se stessi con la forza creativa di cui erano stati dotati. In altre parole, si sarebbero perfezionati sotto ogni aspetto, invece di rimanere perfetti solo in uno particolare, divenendo in questo modo simili a Dio. Invece, molti spiriti usarono il loro potere in modo sbagliato – causando la Caduta. Se la Caduta non fosse avvenuta, tutti gli spiriti sarebbero diventati realmente divini sotto ogni possibile aspetto, invece di specializzarsi in uno particolare.

Questo processo di perfetta creazione continuerà, dopo che tutti gli spiriti caduti ritroveranno nuovamente la loro perfezione originale nel loro specifico aspetto, fino a quando il Piano di Salvezza non si sarà concluso con successo. Prima di quel momento, tutti i puri spiriti – sia quelli che non presero parte alla Caduta, sia quelli che avranno nuovamente recuperato il loro stato originario, uniranno le loro risorse per cooperare al Piano di Salvezza, rinviando in certa misura la loro stessa creazione, anche se in maniera indiretta operano per quel fine aiutando nel Grande Piano.

DOMANDA: Oltre questa triade – volontà, pensiero, emozione – esiste anche un altro tipo?

RISPOSTA: Sì. Alcuni li ho già discussi, altri li discuterò in futuro.

DOMANDA: Non capisco perché l’angelo del coraggio sia il modello perfetto della volontà. Questo non riesco proprio a capirlo.

RISPOSTA: Se hai coraggio, hai bisogno di una grandissima volontà, in senso positivo. Non è evidente? Puoi spiegare come mai ritieni che coraggio e volontà non siano collegati?

INTERLOCUTORE: Ebbene, conosco parecchie persone che non hanno forza di volontà ma sono molto coraggiose.

RISPOSTA: Questo non ha nulla a che fare con questo. Una persona può essere molto emotiva ma le emozioni possono essere completamente nascoste, tanto da farla apparire molto fredda. Una persona senza forza di volontà ma che ha coraggio, può richiamare questo coraggio in parte dai recessi dell’anima là dove sono latenti tutte le sue perfette qualità, e in parte in risposta agli eventi esterni, per provare a se stessa e agli altri di possedere forza di volontà.

DOMANDA: C’è anche un certo coraggio che deriva dalla paura?

RISPOSTA: Sicuramente. Un attributo positivo può scaturire da un motivo, o corrente, sia positivo che negativo. Questa è la complicazione dell’anima umana. Oltre che dalla sua purezza di fondo, ogni qualità può essere motivata da tendenze negative. Lo stesso vale per i difetti. Ma la naturale e positiva estensione della volontà è il coraggio. Volontà e coraggio sono entrambi attivi. Nella volontà deve esserci una corrente fortemente attiva. Che la volontà venga spesso usata negativamente e rivolta contro se stessi in maniera distruttiva, è ancora un’ altro aspetto. Inoltre, il fatto che il coraggio innato, basato sulla forza di volontà, non possa funzionare a causa di altre deviazioni della personalità, non nega il principio. Non stiamo discutendo delle numerose possibilità rappresentate dal mescolio delle correnti dell’anima, dove la volontà può essere spezzata per poi ricomparire solo in particolari aspetti della vita. La volontà richiede una spinta attiva, positiva o negativa che sia. Richiede attività. Nello stato purificato, la volontà si manifesta quale coraggio. Si può addirittura manifestare quale coraggio in uno stato non ancora purificato, sebbene in quel caso esso venga usato per scopi sbagliati. Il coraggio non può esistere senza attività; il coraggio si manifesta in uno spirito di azione, in uno spirito di attività, piuttosto che in uno spirito di essere, come per esempio avverrebbe nell’amore.

DOMANDA: Durante la scoperta e la purificazione di sé, un individuo prevalentemente intellettuale può anche esprimere di più le altre due correnti?

RISPOSTA: Deve succedere, perché ciò corrisponde al processo di purificazione. Spesso la persona la cui forza di volontà è distorta, ma che comunque esprime coraggio in certe situazioni, può essere simile ad una persona che sembra essere del tipo più intellettuale ma che in realtà non la è affatto. Chi per natura è più emotivo, può temere le emozioni e indossare perciò una maschera che non corrisponde alla sua vera natura. Nel processo di purificazione, tutti questi tipi devono iniziare a scoprire la loro vera natura e a vivere coerentemente; solo a quel punto potranno risolvere la disarmonia nelle loro anime. In altri casi, la personalità razionale è esattamente ciò che appare. Il vero tipo razionale imparerà l’equilibrio, in modo che la ragione operi adeguatamente nel processo di ricerca e purificazione di sé, e questo alla fine eliminerà i fantasmi della paura che avevano impedito il funzionamento armonioso. Quella persona rimarrà un tipo razionale, ma espresso in modo armonioso e perfetto, senza interferire con le altre capacità della sua personalità. Lo stesso vale per gli altri due tipi. Essi rimarranno esattamente come sono per natura, ma senza paralizzare le loro altre facoltà, imbrogliando le loro vite.

E ora, miei cari, passiamo alle domande preparate.

DOMANDA: Nel libro di Greber si dice che l’unica via evolutiva passa per la medianità o la comunicazione spirituale in qualche altra forma. In altri insegnamenti si afferma che è possibile entrare in contatto con la propria parte divina interiore, che contiene tutta la saggezza. Chi ha ragione e come operano l’una e l’altro?

RISPOSTA: Ovviamente lo scopo finale è trovare il divino in voi. Su questo non ci sono dubbi. Ma fino a quando non sarete riusciti a tanto, avete bisogno di aiuto e spesso la comunicazione con il mondo dello spirito di Dio è il mezzo migliore per ottenerlo. Per quanto complicato e pericoloso possa essere stabilire tale contatto, una volta instaurato è il mezzo più adatto per aiutarvi a rimuovere tutto ciò che ostruisce la vostra scintilla divina. Tuttavia, questo non è l’unica maniera. Anche i maestri umani possono aiutarvi a rimuovere i vostri ostacoli interiori. Ci sono sempre stati grandi maestri che hanno fatto proprio questo. Nella vostra epoca c’è un ulteriore mezzo, quella medicina dell’anima che chiamate analisi del profondo.

Il fatto che non sempre venga utilizzata bene, non invalida il suo valore nel liberare l’anima – e quello è il suo scopo principale, che i vostri medici se ne rendano conto o meno – come la medianità bloccata o applicata maldestramente non ne inficia il valore. In definitiva, la comunicazione con il mondo dello spirito ha un unico scopo, indipendentemente da quale sia l’evoluzione del medium. Venire a sapere dei fatti della Creazione, di Dio e di quel che accade nell’universo e nelle varie sfere è secondario, amici miei. L’unico scopo del parlarvi di queste cose è per aiutarvi a comprendere la ragione della vita e la necessità dell’evolversi, offrendovi un incentivo per superare la vostra resistenza a intraprendere i passi per raggiungere la vostra scintilla divina. Dovreste considerare tutti gli insegnamenti e tutte le religioni da questo punto di vista.

La conoscenza dei fatti universali è un aiuto e un incentivo e non lo scopo ultimo. La meta finale è la conoscenza e la purificazione di sé, perché solo per loro mezzo potrete entrare in contatto con la vostra scintilla divina. Altrimenti tutto diviene offuscato e inaffidabile, e può essere facilmente confuso con i desideri inconsci, che nulla hanno a che fare con la divinità nell’essere umano. Comunque, il contatto con il mondo divino non è una strada adatta a tutti gli esseri umani; per alcuni possono esserci metodi migliori. Dipende dalla personalità e dallo stadio evolutivo, ma l’unica ragione della vita sulla Terra è la purificazione e la conoscenza di sé. Ci sono molte strade che possono aiutarvi in questo. Se avete la grazia e il privilegio di poter comunicare con gli alti piani spirituali, questo metodo dovrebbe rivelarsi il migliore, perché sarà ovviamente un pochino più rapido e più diretto nel mostrarvi come procedere sul Sentiero per ritrovare voi stessi. Ma non è l’unico modo.

DOMANDA: Dal punto di vista spirituale, qual è il ruolo della Vergine Maria?

RISPOSTA: Lo spirito della donna che chiamate Vergine Maria è uno spirito molto evoluto, uno spirito che non ha mai avuto a che fare con la Caduta. Gesù Cristo non sarebbe potuto nascere da uno spirito impuro. È la purezza di questo spirito che portò al malinteso sul significato di “immacolata concezione” che si riferisce alla sua natura esente dalla Caduta. Dico spesso che ogni errore nelle varie religioni deriva da qualche antefatto che rende tale errore comprensibile. Attraverso le comunicazioni spirituali, all’umanità venne detto che la madre di Gesù era un puro spirito – e non avrebbe potuto essere altrimenti. Da ciò ebbe origine il malinteso che tale purezza fosse intesa in senso sessuale e che la madre di Gesù avesse concepito rimanendo vergine in senso fisico. L’equivoco è tutto qui.

Sulla Terra molti indirizzano male le loro energie sessuali e pensano quindi che di per sé la sessualità sia impura. Non è così. La madre di Gesù era ed è uno spirito puro, ma il concepimento avvenne come ogni concepimento normale. Le leggi di Dio sono perfette, indipendentemente da come l’umanità ne travisi o meno alcuni aspetti. Così, non c’é alcun motivo che Dio non tenga conto delle Sue leggi. Vedete, amici miei, come sempre la verità sta nel mezzo. Alcuni, con l’idea che tutto quanto è legato al sesso sia impuro, dicono che la madre di Gesù Cristo doveva essere vergine e che negarlo è un sacrilegio. Altri si schierano all’estremo opposto e non solo negano la purezza dello spirito della madre di Gesù, ma anche che il Cristo sia Figlio di Dio, semplicemente perché non possono accettare queste errate affermazioni. E non riescono a trovare la verità fra i due estremi.

DOMANDA: Violando una legge divina in buona fede o consapevolmente, le conseguenze sono le stesse?

RISPOSTA: No, naturalmente no. Quando la si viola in buona fede la valutazione è diversissima da quando si è consapevoli di ciò che si sta facendo. Ma, amici cari, vorrei dire che dal momento che tutta la sapienza è contenuta in voi, qualcosa di quella conoscenza traspare all’esterno ed ecco perché molti di voi si trattengono dall’intraprendere questo Sentiero. Qualcosa in voi dice, “Più conosco e più sarò responsabile del mio cambiamento. Stando alla larga dalla conoscenza, potrei continuare a rimanere come sono, che è molto più comodo”. Questo è il motivo di molta della vostra resistenza. Verranno presi in considerazione sia il motivo della resistenza che la mancanza di sincerità verso se stessi, per quanto inconscia o semiconscia possa essere. Se si esaminassero le resistenze, le reali ragioni di queste sarebbero del tutto ovvie a molti. Si usa ogni genere di pretesto, per poi darne spiegazioni razionali, quando poi in realtà il fatto è che la gente non vuole cambiare.

Amici carissimi, ricevete le benedizioni di amore e di forza che in questo momento permeano il vostro cuore, la vostra anima e il vostro intero essere. Siate consapevoli di essere in Dio e che Dio è in voi. Non dovete fare altro che tendere le mani a Lui che attende che facciate il primo passo per superare l’infanzia spirituale, e diventare un figlio di Dio forte ed indipendente, crescendo in spirito, forza e amore. Amatevi reciprocamente, miei cari. Comprendetevi a vicenda. Rimuovete i muri della paura tra voi, perché non hanno ragione d’essere. Chi ha paura dell’altro, sappia che anche l’altro ha paura di lui. Ricordatevelo questo, quando vorrete appianare le differenze, e Dio sarà al vostro fianco. Così procedete su questo Sentiero. Considerate che ogni passo in avanti qualche volta potrà farvi andare temporaneamente in crisi, una difficoltà, che non sarà che la conseguenza dei vostri stessi errori. Vedetela in questo modo e ne uscirete vittoriosi.

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 26.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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