Lez. N° 42 • Benedizione di Natale – Oggettività e Soggettività

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 42 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome di Dio…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 42
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome di Dio e di Gesù Cristo. Stasera vi porto benedizioni, miei cari, benedizioni molto speciali. In questo periodo dell’anno, le grandi energie d’amore provenienti dal Re dell’Universo, toccano tutte le sfere. Chiunque sia aperto e in uno stato di quieta armonia può ricevere questa forza che è una benedizione per il corpo, l’anima e lo spirito.

Tuttavia, a questa forza spesso riesce così difficile penetrare nella vostra anima. Se la vostra emanazione non è armoniosa, il suo raggio dorato è costretto a rimbalzare, perché vi chiudete ad esso ogni volta che siete risentiti, arrabbiati e feriti anche se, per lo più, sono sentimenti così superflui e infondati. Sapete che il rimedio non consiste nello scansarli come se non esistessero, quanto piuttosto nel portarli allo scoperto e chiedere a Dio, chiedere al  Cristo, di mostravi qual è l’origine in voi, là dove avete eretto il muro che si frappone tra voi e le forze benedicenti. Esse sono in attesa di rigenerarvi con un effetto a lungo termine; lasciatele fluire in voi, miei cari. Se siete arrabbiati con un vostro fratello o sorella, cercate di comprendere sia voi che l’altro. Non siate più severi con gli altri di quanto non siate con voi stessi. E questo, ahimè, accade ai migliori tra voi. Cercate di rafforzare la vostra capacità di amare, di comprendere e di perdonare, in modo da poter essere partecipi di questo meraviglioso nutrimento spirituale. Potrebbe riempirvi il cuore e ogni particella dell’anima, ripulendola per sempre da ogni impurità.

Noi del mondo dello spirito, siamo particolarmente felici di questo gruppo, amici miei, perché la maggior parte di voi si è seriamente impegnata. I vostri sforzi hanno dato frutti, sebbene non possiate sempre rendervi conto pienamente del valore del vostro lavoro. Ma alcuni di voi lo capiscono o iniziano a capire. A tratti incominciate a osservare in voi una maggiore armonia, dove solo poco prima avreste provato rabbia e risentimento. In molti di voi queste emozioni sorgono ora in grado minore e meno spesso. Il progresso è indiretto. Non potete fare progressi forzandovi a non provare disarmonia, ma potete risalire all’origine dei conflitti  che vi portate dentro. Questo è il modo per raggiungere un sano distacco, che continuerà ad aumentare finché sarete toccati solo dall’amore e dalla comprensione fraterna. A quel punto non sarete più ciechi alle vostre limitazioni ma le affronterete a viso aperto, ed esse non vi influenzeranno più negativamente.

Stasera il mio messaggio è dire a tutti quelli che hanno lavorato in questa direzione: continuate con tutti i mezzi! Andate avanti, anche se l’inizio è difficile. Le forze del bene,i potenti raggi dorati del Cristo vi riempiranno sempre di più, non solo nei tempi speciali quando queste forze sono le più intense dell’universo, ma in ogni momento. Finché non avrete raggiunto la meta, continuate a cercare di penetrare nelle vostre disarmonie, in modo da poter ricevere ciò che è in attesa di benedirvi. Se tenterete sinceramente, riceverete un grande aiuto. Molti dei vostri cari nel mondo spirituale hanno trovato la strada per essere qui stasera. Sono stati guidati qui. Essi ascoltano e vedono. Anche voi potete ascoltare, miei cari, ma non potete vedere ciò che agli spiriti è concesso vedere in questa occasione. Durante una lezione come questa, le forze edificano una sfera che stabilisce tale comunicazione. Gli spiriti vedono una bella luce dorata, un’armonia di splendore come non hanno mai visto  prima. È il loro dono di Natale da parte del mondo di Dio.

Il modo in cui gli spiriti vedono e il significato di ciò che osservano, si differenziano dalla vista umana. Quando voi osservate un bel panorama o qualcos’altro che appaia bello, può essere meraviglioso da guardare, ma non ha nulla a che fare con voi personalmente, con il vostro stato mentale, con la vostra pace e armonia interiori. Ma quando gli spiriti vedono la bellezza, si rendono conto che quello è un mondo, uno stato d’essere, che può essere il loro se vivono in sintonia con questi insegnamenti. Cercate di visualizzare e immaginare che un mondo del genere sia qui, intorno a voi e in voi. Nel mondo spirituale si vede ciò che si ode e si ode ciò che si vede. Cari amici, Gesù Cristo morì sulla croce in piena consapevolezza del suo destino liberamente scelto. Vita e morte avvennero secondo la sua volontà e per suo desiderio. Non fu travolto dal destino come accade agli esseri umani, per i quali un evento è questione di karma, una conseguenza di causa ed effetto. Egli scelse quella vita e quella morte rendendosi conto che era una necessità. Il suo fu il più grande atto d’amore.

Tutti conoscete il Piano di Salvezza, l’ho spiegato lungamente. Cari amici, avete mai pensato al gesto di Gesù come al più grande atto di coraggio mai concepito? Per un essere umano è già un atto di coraggio affrontare un destino inevitabile con uno spirito di positiva e costruttiva ricerca di sé, con un atteggiamento di umile accettazione. E quanto sia più coraggioso scegliere un tale destino per amore, non ha bisogno di spiegazioni. Il vero amore, la vera gentilezza, il vero altruismo sono impensabili senza coraggio. Meditate sul significato del coraggio, miei cari. Se vi manca il coraggio, è perché siete troppo attaccati a voi stessi e in maniera non sana. C’è un genere giusto e appropriato d’amore rivolto a sé. La vigliaccheria non è altro che il viziare e compatire se stessi. Il coraggio attribuisce ad una causa, ad un problema o ad un’altra persona, tanta importanza quanta a se stessi. Perciò coraggio e amore, in ultima analisi, sono inseparabili. Pensateci, amici cari. Non solo comprenderete meglio la vita del Cristo e la sua morte, ma sarete anche capaci di comprendere e valutare meglio voi stessi, vale a dire che avrete più successo nel processo di purificazione. Alla luce del lavoro che avete fatto finora, non dovrebbe esservi difficile vedere dove dimostrate coraggio e dove esso vi manca. E là dove il coraggio è carente, troverete sempre che manca anche l’amore.

E ora discuterò dell’oggettività, un argomento che in passato ho toccato occasionalmente. Per un essere umano libero e armonioso, l’oggettività è essenziale. Più mancate di purificazione e di armonia, meno sarete obiettivi. Oggettività significa verità. Soggettività significa invece verità colorita [dalla personalità], ben che vada una mezza-verità e in molti casi totale falsità. Al contrario di una menzogna conscia, la soggettività si esplica in una menzogna inconscia e non voluta. Tutto questo proviene dal livello emozionale di un essere. Mentre svolgete l’opera di purificazione, troverete innanzitutto la falsità presente nelle profondità della vostra anima. Una volta espulsa quella falsità, sarete capaci di seminare la verità in voi stessi. Solo un percorso di rigorosa auto-ricerca renderà possibili queste scoperte e i conseguenti possibili cambiamenti. Ma questo ulteriore punto di vista dal quale osservare l’intero processo, e voi stessi in particolare, vi aiuterà a fare un altro passo avanti.

Per incominciare, prendiamo quel fenomeno comune per il quale spesso non vedete in voi come grave difetto ciò che criticate negli altri. Non fa alcuna differenza se il difetto sia esattamente lo stesso o se abbia una forma leggermente diversa e modificata. L’obiezione ai difetti che osservate negli altri può anche essere giusta; ma se giudicate gli altri, non riuscendo a vedere che anche voi deviate allo stesso modo da ciò che è giusto e buono, la vostra è solo una mezza verità. Inoltre, il difetto degli altri può coesistere con buone qualità che voi magari non possedete. Quindi il vostro giudizio è falsato perché concentrate le vostre obiezioni  su un unico punto dolente, senza considerare molti altri aspetti che completerebbero il quadro. Così, cari amici, ogni volta che vi risentite per i difetti altrui, per favore chiedetevi, “Non avrò forse anch’io un simile difetto, magari in forma diversa? E la persona che sto criticando tanto aspramente, non avrà qualche buona qualità che a me manca?”.  E poi riflettete sulle buone qualità dell’altro, che voi non avete. Ricordate anche di chiedervi se non abbiate dei difetti che la persona che criticate e che vi provoca dei risentimenti, non ha.

Questo vi aiuterà a valutare più obiettivamente a vostra irritazione nei confronti delle limitazioni di altre persone. E se per caso, il risultato della valutazione fosse che i vostri difetti sono decisamente tanto inferiori a quelli degli altri e le vostre qualità tanto superiori, allora avrete un motivo ancora maggiore per coltivare tolleranza e comprensione. Così facendo, dimostrerete indubbiamente uno stadio superiore di evoluzione, il che comporta soprattutto il dovere di essere comprensivi e di perdonare. Mancando di questa capacità, tutte le vostre qualità superiori e i vostri difetti inferiori non significheranno nulla! Ma se farete seri sforzi in quella direzione, Dio vi aiuterà ad essere più obiettivi. Allora godrete senza alcun dubbio di maggiore pace e quel che ora vi infastidisce così tanto, cesserà di irritarvi. Ogni volta che vi irritate per i difetti di un altro, anche in voi deve esserci qualcosa che non va. Questo lo sapete, amici, ma quando avete delle occasioni per esaminarvi, ve lo dimenticate sempre. Ma ancora, se veramente siete intenzionati a scoprire quello che si cela nel vostro intimo, Dio vi aiuterà! Il fatto che l’altro possa essere tanto apertamente in errore, così più di voi, non dovrebbe interessarvi. Cercate di trovare il granello di imperfezione in voi, invece di concentrarvi sulla montagna dell’altro. Perché è proprio il vostro insano briciolo di falsità a privarvi della pace, e mai la montagna di errori presente nell’altro!

Esiste un’altra forma di estrema soggettività che deriva dalla stessa radice, sebbene si manifesti in un modo molto differente. Numerosi esseri umani sono severissimi con chi li fa  sentire non amati e criticati, o al limite insicuri. La loro severità è una difesa. Se foste sicuri del vostro valore, non vi sentireste insicuri e di conseguenza  svilupperete una naturale tolleranza. Ma la maggior parte di voi è tuttora talmente insicura da ricorrere ancora a tali imperfetti meccanismi di difesa.  Questo comportamento ricade nella stessa categoria dell’idealizzare ciecamente le persone del cui amore siete sicuri. In tali situazioni siete incapaci di notare in loro proprio quelle tendenze che criticate strenuamente in qualcun altro. Anche questo è pericoloso, miei cari, specialmente perché è una tendenza che si presta bene a indurvi a credere che la vostra idealizzazione esprima amore e tolleranza. Voi cercate di convincervi di essere buoni e tolleranti nel passare sopra ai difetti di chi amate, solo perché loro vi amano. No, amici, questo non è vero amore. Il vero amore è capace di vedere la realtà. Se siete pronti ad amare nel modo più vitale e maturo, non cercherete di chiudere gli occhi davanti ai difetti di chi amate, ma farete proprio l’opposto.

Se persistete nel chiudere gli occhi, è per due ragioni. Una è l’orgoglio: la persona che avete scelto di amare e che ha scelto di amare voi, non deve avere difetti che considerate inaccettabili. Oh, potete ammettere qualche difetto nell’altro, come accettate di averne alcuni anche voi, sapendo che non esistono esseri umani senza debolezze. Ma continuate ad ignorare molte tendenze che non vi piacciono, pensando quasi inconsciamente che il vostro atteggiamento dimostri amore e tolleranza, mentre in realtà è spinto dall’orgoglio. La seconda ragione è che nel profondo del vostro cuore siete così insicuri della vostra stessa capacità di amare che avete bisogno di una versione idealizzata della persona amata. Se vi sentite costretti a vedere quella persona in una cornice idealizzata, il vostro non è vero amore; è una debolezza e spesso una schiavitù.

Il vero amore è libertà, cari amici. Può superare il test della verità, per come si presenta nell’altro in questo momento della sua evoluzione. Quando raggiungerete quello stadio, sarete in grado di vedere chi vi sta a cuore come è veramente e non come vorreste che fosse. Ma finché chiudete un occhio sulla vera figura dell’altro, siete incapaci di amare. Indubbiamente siete così consapevoli della vostra incapacità, sia pure ad un livello inconscio piuttosto superficiale, che continuate a tenere gli occhi chiusi, timorosi di non poter continuare ad amare se doveste ammettere la verità. L’orgoglio e la vostra attuale incapacità di amare veramente, vi fanno sbandare da un estremo all’altro. Da una parte rifiutate di vedere la persona che vi è cara com’è in realtà, dall’altra la giudicate troppo duramente, nonostante  la critica in sé possa essere giustificata. Presa a sé, la vostra critica può anche essere fondata, ma non la valutazione di tutta la persona nel suo complesso, con le innumerevoli sfaccettature che non avete modo di conoscere. Se insistete ad essere ciechi davanti ai difetti dei vostri cari, sarà spesso inevitabile che una crisi, uno scossone e un risveglio doloroso vi feriscano profondamente. In effetti, a quel punto non sarà l’altra persona ad avervi irritato e ferito, ma la vostra testarda cecità passata. In una crisi del genere, la cosa di cui vi risentite più profondamente è la cecità dimostrata. Evitate una crisi di questo tipo, miei cari. Se imparate a vedere ed amare gli altri per come sono veramente, potete riuscirci.

Vorrei darvi un consiglio, amici: pensate alle persone che amate di più al mondo e  fate una lista delle loro buone qualità e dei loro difetti, esattamente come al momento state facendo per voi stessi. Poi chiedete ad amici comuni, “Per favore, mi dite che cosa ne pensate? Ho ragione? Gradirei la vostra opinione sulle qualità e i difetti di questa persona, vorrei sapere se li vedete come me, in modo da poter verificare se sono obiettivo o meno. Lo chiedo allo scopo di migliorarmi”. Se anch’essi sono sul sentiero, tanto meglio. E a quel punto confrontate come voi e gli altri, che sono probabilmente più distaccati e obbiettivi, vedete la stessa persona.

Osservate le vostre reazioni nell’udire i difetti delle persone che idealizzate, e che non potreste, o meglio non vorreste, mai immaginare. Quando vi arrabbiate e vi sentite feriti dentro, quello potrebbe essere il segno che non siete obiettivi, che temete la verità, con tutta probabilità a causadelle due ragioni che ho chiarito: l’orgoglio e l’incapacità di amare l’altro per come è veramente. Altrimenti rimarreste tranquilli, anche se la persona amata venisse accusata di un difetto che non possiede. Prendere in considerazione i difetti delle persone amate, potrebbe essere molto salutare per alcuni dei miei amici. Imparerete a valutare le persone che amate e il vostro amore maturerà e crescerà di statura. Così uscirete dallo stato di immaturità che vi fa amare come un bambino spaventato che non riesce a vedere la verità.

Nella scorsa lezione ho parlato della mentalità immatura che continua ad esistere nelle vostre immagini. Il bambino ragiona per estremi: buono o cattivo, perfezione o imperfezione, onnipotenza che garantisce la sicurezza, o assoluta debolezza che va evitata. Il bambino può accettare solo la prima di queste alternative. Quando scopre che un genitore adorato ha dei difetti e non è onnipotente, o si allontana da lui incominciando ad odiarlo e a risentirsi, sentendosi tradito e deluso, o seppellisce la scoperta nell’inconscio, sentendosi colpevole per aver trovato nel genitore qualcosa di indegno. Quelle reazioni continuano ad esistere nell’anima dell’adulto, falsando le sue reazioni e i suoi modelli di comportamento per tutta la vita, o almeno finché non vengano riesaminati e rivalutati alla luce di un giudizio maturo e aderente alla realtà. Quando osservate le vostre attuali relazioni da questo punto di vista, all’inizio il processo sarà doloroso, ma neanche la metà di quanto la vostra resistenza inconscia vorrebbe farvi  credere. Non datele retta. Andate avanti nella vostra ricerca della verità. Posso promettervi che diventerete persone molto più felici, più libere e più sicure. Per molti di voi questo è l’unico rimedio, miei cari.

Vi prego di non dire sbrigativamente che i difetti dei vostri cari li vedete. Sì, potrete vederne qualcuno, ma probabilmente solo quelli che potete tollerare; mentre probabilmente vi impedite di vedere gli altri.  In questo modo non vi fate un concetto della loro intera personalità. Vedete un quadro che è altrettanto distorto di quando siete troppo severi e intolleranti. Il quadro è fuori fuoco in entrambe le situazioni, entrambe sono specchi che non riflettono la realtà. E ogni specchio distorce in modo diverso. Siete così spaventati dal confrontarvi con la verità, perché in voi persiste ancora l’emozione del bambino, per il quale ammettere una verità spiacevole riguardo la persona amata è insopportabile, e quell’emozione vi spinge a ritirare il vostro amore.  Ma quella non è affatto la verità. Se vi accostate alla verità, sapendo che il vostro amore invece di indebolirsi, crescerà e maturerà, potrete superare la resistenza ad accettare la realtà.

Dovete sapere quale dei due estremi della soggettività sia per voi più importante affrontare per primo. Entrambe le alternative si applicano a tutti voi, ma una delle due è sempre in primo piano. Iniziate concentrandovi su quella. Anche l’obiettività richiede coraggio, amici miei. Molti di voi sono ancora troppo deboli e codardi per vedere la verità, sia negli altri che in se stessi. Amore maturo significa amare gli altri nonostante i loro difetti, conoscendoli, vedendoli, non chiudendo gli occhi su di essi costruendo poi su quanto di buono già c’è. Amore immaturo significa osservare l’altra persona in termini assoluti di “o così o così”, sebbene possiate in qualche modo aver moderato questo atteggiamento, poiché la vostra intelligenza è maturata. Per ora riuscite ad accettare determinati difetti che non violino i vostri principi e i vostri concetti personali.

Giudicare le persone severamente, come se tutti gli esseri umani fossero allo stesso livello evolutivo, è ugualmente immaturo. L’altra persona può anche non essere meno evoluta di voi, ma essere semplicemente cresciuta sotto un altro aspetto. Perciò non potete paragonare o giudicare. Semplicemente constatare! Se non riuscite ad osservare senza risentimento, avete bisogno di rendervi conto che quella reazione proviene dalla stessa sorgente dell’altro estremo, vale a dire che non riuscite ad accettare imperfezioni e quindi emotivamente siete ancora dei bambini. Così, anche a questo riguardo, seguite la via segnata dal Cristo. Crocifiggete le illusioni costruite dal vostro ego per vanità, per orgoglio, per la vostra persistente incapacità di amare. Su questa verità potrete allora erigere un vero amore. Ed ora, miei cari, passiamo alle vostre domande.

DOMANDA: La preghiera silenziosa, senza pronunciare le parole, è sufficiente, oppure la formulazione e la pronuncia delle parole a voce alta rende la preghiera più efficace?

RISPOSTA: La preghiera silenziosa, se le parole sono pensate sinteticamente, è ovviamente altrettanto efficace. Non c’è alcun dubbio, perché il pensiero è una forma, esattamente quanto una parola pronunciata. In effetti, se una parola viene verbalizzata a bassa voce, senza l’impatto dell’emozione e del significato, ha molto meno potere ed effetto, e perciò è una forma molto più debole della parola solo pensata, ma profondamente sentita. Tuttavia, se in una riunione di gruppo, una persona trova difficile pregare di fronte agli altri, la cosa va approfondita perché questo sta ad indicare un blocco. Che cosa significa il blocco? Spesso indica orgoglio. Sì, amici, ad alcuni di voi questo potrebbe sembrare strano, poiché potete spiegare così bene che la vostra incapacità di pregare di fronte ad altri è dovuta alla modestia. Eppure, quando analizzate i vostri sentimenti sul perché sia tanto imbarazzante pronunciare  una preghiera di fronte ai vostri amici, scoprirete che il vostro imbarazzo deriva da un senso di umiliazione.

Quando pregate Dio, vi sentite umili con relativa naturalezza. E apparire così umili di fronte ad altri vi fa sentire come se veniste umiliati. Essere umile è qualcosa che una parte delle vostre emozioni vuole evitare. In presenza di altre persone volete apparire sicuri, in cima al mondo. Non volete mostrarvi agli altri per come siete veramente, come dovete mostrarvi a Dio: brancolanti, insicuri, incerti. In altre parole, mostrare la vostra vera natura come la mostrate a Dio, vi dà l’impressione di umiliarvi, e questo è orgoglio. La persona davvero umile non teme di mostrarsi come è veramente; ha il coraggio di essere se stessa. Perciò, in questo unico, piccolo sintomo dell’avere difficoltà a pregare davanti ad altri, si trova un elemento molto significativo del vostro stato emotivo, che ha bisogno di essere indagato. Se di fronte ad altri non riuscite a pregare col cuore, quell’incapacità è proprio la cosa che dovreste superare – non necessariamente forzandovi a farlo, sebbene questo possa aiutare – ma indagando nelle vostre reazioni psicologiche e valutandole alla luce della vostra attuale verità. È sempre bene accostarsi alla meta da due lati, da quello esteriore e da quello interiore.

DOMANDA:  Non potrebbe trattarsi anche di timidezza?

RISPOSTA:  Voi potete razionalizzare e coprire i vostri sentimenti con molte spiegazioni. Che cos’è la timidezza, dopotutto? Che cos’è un complesso di inferiorità in questo caso? Non è altro che una forma di orgoglio, perché chi è così timoroso di come apparirà agli altri, chi tiene così tanto all’impressione che suscita, è un orgoglioso o, se preferite, un vanitoso. È la stessa cosa. La timidezza è una delle manifestazioni di un complesso di inferiorità. La sfacciataggine ne è un’altra. È una questione di temperamento e carattere individuali. Tutti i complessi di inferiorità hanno il comune denominatore dell’orgoglio e della volontà egoica. Volontà egoica: perché agognate talmente tanto alla gratificazione del vostro orgoglio che, o agite con più sicurezza di quanta ne proviate, mentendo quindi a voi stessi, o altrimenti è la forza della vostra volontà egoica a paralizzarvi rendendovi timidi. E dove esistono orgoglio e volontà egoica, deve esistere anche la paura. Se non foste affatto interessati a ciò che pensano gli altri, restando sicuri di voi, sinceri con voi stessi come siete adesso, e se aveste il coraggio di essere ciò che siete, nessuna paura potrebbe toccarvi.

Temete inconsciamente che gli altri vedano che non siete come il vostro comportamento esteriore vi fa apparire. Temete che il vostro orgoglio e la vostra volontà egoica non vengano gratificati. Se non fosse così e voi non foste timidi, non ci sarebbe alcun complesso di inferiorità. Un complesso d’inferiorità non è determinato dall’effettivo merito e valore, esiste solo quando si vuole essere più di ciò che si è. Così se i miei amici esamineranno i loro sentimenti d’inferiorità da questo punto di vista, faranno un grande progresso nel liberarsi dalle loro paure e ansie.

DOMANDA: Gli animali uccisi a scopo alimentare vanno nella stessa sfera degli animali domestici quando muoiono?

RISPOSTA: Non fa alcuna differenza per quale ragione un animale muore. È come per l’essere umano. La sfera spirituale cui accede un essere umano nel momento del trapasso non è determinata dal tipo di morte in cui è incorsa l’anima. La sfera è determinata dall’evoluzione e dall’assolvimento dei compiti previsti per ogni esistenza.

DOMANDA: Potresti dirmi, per favore, in che cosa consiste il risveglio di un animale dopo la morte? Come si risvegliano? Non capisco il concetto di “anima-gruppo” di cui hai parlato. Che cosa si intende per anime di gruppo?

RISPOSTA: L’anima gruppo deve essere intesa nel senso che un animale è la particella di un’intera anima, proprio come un essere umano è metà di uno spirito completo. L’altra metà, che viene detta “doppio”, può essere o meno incarnata. Per gli animali la suddivisione va oltre. Un intero essere consiste di molte particelle che sono incarnate in differenti forme di esistenza. Più è bassa l’evoluzione, più grande è la suddivisione. Con il procedere dell’evoluzione, esse tendono a riunirsi formando un tutt’uno.

Il processo di risveglio di un animale è molto simile a quello dell’essere umano. A seconda della gravità di una malattia, o di un incidente improvviso seguito da uno shock, ci può essere per l’animale un periodo più o meno lungo di riposo o di incoscienza. In altri casi, l’anima è desta e libera nel momento stesso in cui scivola fuori dal suo corpo fisico. È felice. Si sente leggera. E prima di reincarnarsi può vivere per un certo tempo in una speciale sfera animale. Può far visita ai suoi precedenti padroni.  In ogni caso, di solito è molto più felice nell’aldilà che sulla Terra. Comunque non si deve generalizzare. Ogni caso può essere leggermente diverso, ma ci si prende cura di ogni animale. Ci sono spiriti addetti proprio a tale compito.

DOMANDA: In relazione a quanto hai appena detto circa il complesso d’inferiorità, in un’altra occasione desti una spiegazione differente. Mi domando quale sia il collegamento, perché sono sicuro che debba essercene uno. Dicesti che un complesso di inferiorità è in realtà un complesso di colpa, quale reazione sbagliata ai propri difetti.

RISPOSTA: Hai perfettamente ragione. La connessione è questa: se si è orgogliosi – che è un difetto – non è forse naturale sentirsi colpevoli? L’inconscio della personalità dirà, “Sono orgoglioso, so che non è bene esserlo, non voglio avere questo orgoglio, perciò lo nascondo a me stesso”. La vostra preoccupazione per l’opinione degli altri, vi porta a violare la vostra personalità. Il vostro interesse a quello che gli altri pensano di voi, viola la vostra personalità. Non siete onesti con voi stessi, e questo forse è uno dei più grandi errori spirituali, dal quale inevitabilmente scaturiscono altri errori. E questo vi fa sentire in colpa.

DOMANDA: Che relazione e differenza ci sono, fra il temere la disapprovazione e il desiderare l’approvazione, come nel timore della pubblica opinione?

RISPOSTA: Non c’è necessariamente una differenza, ma potrebbe essercene una. Se una persona è eccessivamente interessata alla pubblica opinione, è sicuramente perché ne ricerca l’approvazione. E se non viene criticata, si sente al sicuro. Inoltre, non le piace sentirsi diversa. Quando si sente diverso dagli altri, un bambino soffre. Per lui essere diverso significa essere inferiore. Quando cresce, a volte quella tendenza rimane e si manifesta con un’esagerata adesione alle tendenze di massa, all’opinione della maggioranza, giusta o sbagliata che sia.  L’opinione pubblica può essere corretta in molti frangenti, ma se una persona vi aderisce senza prima analizzare le sue personali opinioni, diventa un bavaglio. Una persona libera, disinteressata alle opinioni altrui, sicura di se stessa, che dà retta solo alla sua coscienza e a Dio, esaminerà ogni questione singolarmente, e poi sceglierà liberamente la sua linea di condotta. In alcuni casi concorderà con la pubblica opinione, ma la sua adesione sarà ben diversa da quella di una persona schiava dell’opinione di massa. In altri casi quella persona dissentirà dalla pubblica opinione, poiché non le appare giusta. E sarà disposta a pagarne il prezzo. Questo è l’atteggiamento sano È chiaro?

INTERLOCUTORE: Sì, fin qui è chiaro, ma in che modo si differenzia dal volere l’approvazione?

RISPOSTA: Non è diverso. Direi che ne rappresenta un aspetto. In alcuni tipi di personalità, il forte bisogno di essere approvato dagli altri si manifesterà con la dipendenza dall’opinione comune. In altre personalità, si cercherà l’approvazione pubblica comportandosi in modo opposto. Una persona del genere può schierarsi sempre contro la pubblica opinione per lo stesso motivo di fondo che ha quella legata all’opinione generale. Entrambi i modi possono essere sbagliati; entrambi possono essere maturi ed armoniosi. Per un individuo maturo e  armonioso, tuttavia, non c’è un modello prestabilito. In un caso condividerà la pubblica opinione, in un altro se ne discosterà. Ma colui che vi aderirà o ne dissentirà sempre, può a ragione essere sospettato di essere mosso da motivazioni scorrette. Il motivo per cui una persona sceglie di manifestare la sua insicurezza e la sua dipendenza in un modo, e un’altra nel modo opposto, dipende da molti fattori. È una questione di evoluzione, di ambiente, di influenze e, più di tutto, naturalmente, di tratti personali e di carattere individuale. Di solito, non ci sono due persone che reagiscano nello stesso modo in una stessa situazione e nelle medesime condizioni.

Miei cari, cari amici, in questa stanza stasera ci sono angeli di Dio venuti a benedirvi. La benedizione si estende anche a tutti gli amici che sono assenti, a tutti coloro che seguono questi insegnamenti. Continuate su questo sentiero, miei cari. Grazie al vostro strenuo impegno, in così poco tempo avete portato a termine molte cose. Non fermatevi. Continuate così e otterrete la forza dell’amore e della comprensione che possono essere vostre solo scendendo nel profondo del vostro essere per affrontare voi stessi con onestà. Nel nome di Dio, nel nome di Gesù Cristo, che ha compiuto il più grande atto d’amore e di coraggio per tutti voi singolarmente, confidate di arrivare al successo, una volta superate le difficoltà iniziali. È indubbiamente l’unico vostro sforzo che possa avere un reale successo durevole. Ricevete queste forze particolari, tutti voi. Lasciate che i raggi dorati penetrino il vostro cuore, la vostra anima e il vostro spirito per sostenervi. La luce di Cristo brilla su di voi. Siate in pace, siate in Dio!

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 26.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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