Lez. N° 39 • Ricerca delle immagini

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 39 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 39
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore. Vi porto benedizioni, cari amici. Benedetta è quest’ora. Il mondo materiale vi presenta continuamente ostacoli che vi impediscono di vedere il mondo per come è realmente. Questi ostacoli includono tempo, spazio e movimento. Nel mondo spirituale tempo, spazio e movimento sono completamente diversi rispetto al vostro mondo di manifestazione. Voi avete periodi di tempo definiti e misurazioni invariabili e oggettive. Un anno è un anno; un mese, una settimana, un giorno, un’ora esistono indipendentemente dagli atteggiamenti personali. Lo stesso si applica alla distanza. Avete anche delle direzioni ben precise – destra, sinistra, alto e basso. Nel mondo dello spirito le cose non stanno così.

Ho una buona ragione per menzionare questi concetti di tempo e misura, questa sera. Gli scienziati hanno intuito e trovato una parte di questa verità attraverso la fisica nucleare e l’esplorazione spaziale. In un futuro non troppo lontano, l’esplorazione dello spazio esterno verrà accettata comunemente come oggi i viaggi in aereo. Quando i piloti siedono in un normale aereo, non hanno bisogno di strumenti che indichino loro se stanno salendo o scendendo di quota. Ma quando finalmente gli esploratori voleranno nello spazio esterno, non sarà così e tutti arriverete a verificare la realtà di ciò che vi dico. Nel momento in cui lascerete il campo gravitazionale terrestre, non sarete più in grado di stabilire se vi starete muovendo verso l’alto o verso il basso. Quando l’aereo sale avrete l’impressione di scendere e viceversa. Questo è molto significativo, amici, perché pur vivendo ancora in un mondo di manifestazione, quando esplorerete lo spazio con mezzi tecnici, vi avvicinerete alle leggi dello spirito. Questi fenomeni dovrebbero aprire gli occhi alle persone riflessive.

Vi ho parlato a lungo della necessità di esplorare la vostra anima e, particolarmente nell’ultima lezione, ho discusso delle immagini interiori, le impressioni e le conclusioni sbagliate che un essere umano si costruisce nel corso di diverse vite. Ho parlato dell’importanza di rintracciare quelle immagini. Questo è l’unico mezzo che vi permetterà di comprendere voi stessi e tutto quello che vi è accaduto e che continuerà ad accadervi finché non le avrete dissolte. Come per lo spazio esterno, così avviene nella vostra evoluzione: solo andando verso il basso, potrete andare verso l’alto. Solo esplorando le profondità, i recessi più remoti della vostra mente inconscia, potrete evolvervi spiritualmente e ascendere nel vero senso della parola. Per qualche tempo vi sembrerà di regredire. Nella ricerca di che cosa e chi siete realmente, le temporanee depressioni sono pressoché inevitabili. Ma pensate all’analogia tra l’esplorazione spaziale e l’esplorazione di sé, amici miei, che verrà presto confermata dalla scienza umana [NdT: la comunicazione risale al 1958, periodo che precede la conquista dello spazio da parte di Unione Sovietica e Stati Uniti] Per raggiungere la liberazione e la chiarezza della verità assoluta, per quanto possiate percepirla mentre siete ancora in un corpo, dovete discendere nel vostro inconscio.

Vi ho promesso che stasera avrei continuato la mia discussione sulla ricerca delle immagini. Ci sono alcuni fattori importanti per procedere a una ricerca accurata. Ciò che dirò, non significherà granché per chi si sente ancora riluttante a intraprendere questo sentiero e per chi si limita ad ascoltare queste parole. Forse tali persone guadagneranno un po’ più di comprensione sui principi del Lavoro sul Sentiero; questi rapidi accenni potrebbero alla fine aprire la porta a una ricerca personale attiva, così necessaria per una completa purificazione, per oltrepassare volontariamente la soglia che conduce dall’oscurità alla luce. Prego quelli di voi che ancora non hanno iniziato, ma che hanno intenzione di farlo, di chiedere a qualcuno del gruppo interno di lavorare con voi, perché è un lavoro che non si può fare da soli. Vi accorderete su come fare e sarete guidati. Chiunque desideri davvero crescere spiritualmente, troverà aiuto; di questo potete esserne certi.

Ora, cari amici, prima di iniziare la ricerca delle vostre immagini, è necessario conoscere diversi fatti importanti. Il primo è non affrontare il vostro inconscio con un atteggiamento moralistico. Al vostro inconscio la cosa non piacerebbe e cercherebbe di resistere. Combatterà contro di voi e la vostra coscienza piena di buona volontà troverà più difficile scendere a patti con esso. Nell’evoluzione conseguita finora, vi siete resi conto dell’importanza della purificazione e dell’auto-conoscenza. Avete incominciato tutti a ragionare sui vostri errori, i vostri difetti e le vostre debolezze. Lo stesso vale per tutti i livelli del vostro essere.

Quando dico “tutti i livelli del vostro essere”, intendo dire che esistono diversi strati e non semplicemente uno strato conscio ed uno inconscio. Infatti, per ogni concepibile atteggiamento, per ogni difetto e ogni debolezza così come anche per le vostre qualità e punti di forza, esistono numerosi gradi di coscienza e di essere. In ultima analisi, le errate impressioni interiori presentano una forma rigida che controlla tutti gli eventi della vostra vita. Tale forma riguarda anche i difetti che potete conoscere piuttosto bene a livello conscio. Tuttavia, potreste non rendervi conto che quelle stesse debolezze esistono anche su un altro livello. Così, se vi apprestate alla ricerca con un atteggiamento moralista, avrete delle difficoltà. Ecco perché vi ho consigliato di partire con un approccio diverso.

Il miglior modo di iniziare è pensando alle vostre ferite, conflitti e problemi. Considerate i vostri errati atteggiamenti interiori quali l’ignoranza e l’errata percezione. In effetti, tutti i difetti si riducono a questo! Riflettete sulle vostre idiosincrasie, sui pregiudizi, sulle emozioni costrittive che manifestate in certi ambiti della vostra vita. Pensate a come reagite emotivamente a certe cose, e a quando e come quelle reazioni si ripetono attraverso tutta la vostra vita. Ripercorrete le delusioni che apparentemente non hanno nulla a che fare con le vostre azioni e reazioni. A quel punto, una volta identificato lo schema, sarete in grado di vedere il collegamento con un’atteggiamento interiore che fino a quel momento poteva essere sfuggito alla vostra consapevolezza. Solo dopo aver ottenuto una certa comprensione delle vostre reazioni interiori e della loro attinenza con gli eventi esterni, noterete che quelle reazioni non sono che un difetto, o diversi difetti che esistono ad un livello più profondo, a prescindere dalla vostra personalità esteriore.

Quando vi sarete resi conto che le vostre reazioni interiori derivano da un’atteggiamento imperfetto, ci sono due possibilità: ciascuna di esse rappresenta un ostacolo rimosso al meglio dalla consapevolezza. Una possibilità è che voi ritroviate gli stessi difetti che avevate già riconosciuto ad un livello esterno superficiale. Entro certi limiti, alcuni di quei difetti potreste addirittura averli già superati. Sarete oltremodo sorpresi di continuare a trovare le stesse tendenze; reagirete dicendo di sapere già di avere quel difetto, impedendovi di rendervi conto di esservi imbattuti in qualcosa di nuovo, nonostante siate consapevoli della sua esistenza a livello esteriore. Invece è proprio necessario considerare quel difetto come qualcosa di nuovo, nonostante la sua esistenza a livello esteriore vi sia familiare. Se non vi ci accostate in questo modo, non potrete sperimentare né rivivere le emozioni originarie che vi portarono inizialmente a dar forma a quell’atteggiamento; e senza sperimentare di nuovo quelle emozioni, non potrete acquisire la necessaria comprensione. Quando vi imbattete in reazioni conosciute o in difetti inerenti alle vostre immagini interiori, state attenti a quell’atteggiamento che vi fa dire di conoscerli già. Certo, potete anche conoscerli, ma essi esistono anche ad un altro livello e voi dovete avvicinarli con la stessa spontaneità che avreste se li steste incontrando per la prima volta. Ricordatevi di questo, amici.

La seconda possibilità è che incontriate tendenze del tutto contraddittorie rispetto al sé che riconoscete consapevolmente. Anche questo può rappresentare un ostacolo, perché potreste essere tentati di dire, “Oh, non può essere così, io non ho questo difetto. In realtà una delle mie migliori qualità è proprio il suo opposto”. Facciamo qualche esempio per chiarire meglio. Consideriamo quelle persone che nella vita hanno un forte senso di responsabilità. Nell’ambito della famiglia e del lavoro sono ritenute assolutamente responsabili. Eppure, quando cercano di comprendere la loro vita e se stesse, e si mettono alla ricerca delle loro immagini, possono stupirsi nel dover constatare di essere, per certi versi, irresponsabili. La risultante perplessità può condurle a rifiutare come errate le nuove scoperte, dal momento che entrano in contraddizione con un altro lato del loro essere e, in quello stato di confusione, potrebbero essere tentate di occultare di nuovo velocemente proprio ciò che stavano per portare allo scoperto.

Oppure, prendiamo delle persone note per avere grande coraggio. Scoprendo determinate reazioni emotive, tendenze e condizioni interiori, esse si ritrovano faccia a faccia con la parte codarda della loro personalità. Il rendersene conto può essere quasi uno shock; diranno a se stesse che non può essere così. Potrebbero mettersi a elencare una serie di situazioni in cui hanno dimostrato il loro coraggio, ma la scoperta di certe reazioni emotive vigliacche resta comunque valida.

Così, amici, è importante che vi rendiate conto che nello strato più profondo delle vostre immagini, potete trovare dei difetti che all’esterno non appaiono. Esteriormente avete delle reazioni completamente opposte e genuine – non solo come maschera. Tendete sempre a pensare in termini esclusivi: o questo o quello. L’umanità ha finalmente imparato che è sbagliato definire una persona buona o cattiva. Quanta strada avete fatto! Ma il bisogno di escludere un giudizio o l’altro resta comunque innato in ogni tendenza individuale – o è buono o è cattivo. Se avete questa comprensione generale, amici miei, se imprimete questa conoscenza nella vostra mente, vi sarà molto più facile raggiungere la meta. In tal modo, quando scaverete nei regni più profondi del vostro essere, rimuoverete quelle difficoltà che esistono solo perché ignorate certi fatti della vita dell’anima.

Al giorno d’oggi la gente parla di psicologia del profondo. La vostra ricerca interiore è esattamente questo. Ma per vincere la battaglia dovete anche imparare la preghiera profonda, la meditazione profonda e il pensiero profondo, amici miei. All’inizio la vostra preghiera o meditazione è un esercizio intellettuale, ma quando arriverete a fare delle scoperte a livello del sé interiore, dovrete andare ancor più in profondità. Sono rari i momenti in cui siete pregni di Dio e delle leggi di verità. Tali momenti possono verificarsi molto prima di arrivare a scoprire livelli più profondi di coscienza. Questo sentire non può essere forzato, non può essere controllato. Significa grazia, amici; e diventerà uno stato più o meno permanente, una volta che avrete portato alla consapevolezza tutte le falsità inconsce e ve ne sarete liberati.

Ciò che intendo con “preghiera profonda” o “meditazione profonda” o “pensare profondo” è il prendere tutto quello che avete scoperto riguardo alle vostre reazioni nascoste – sia che si tratti di tendenze che ritrovate di continuo o di reazioni ben diverse dalle vostre consuete – e che pensiate ai loro effetti su di voi e sugli altri. Confrontatele con la legge spirituale per come la conoscete ora. Riflettete sia sui punti di vista spirituali che su quelli pratici. Lavorate con la nuova conoscenza sperimentando di nuovo i sentimenti che evoca. E a quel punto, ripensate di nuovo a tutto, il più obiettivamente possibile. Pregate Dio per ottenere ulteriore illuminazione e la forza di trasformare le vostre reazioni erronee. Basta spostare il vostro pensiero ad un livello più profondo e applicarlo alla conoscenza che avete acquisito. Questo per alcuni dei miei amici può non essere facile da capire, particolarmente per coloro che non hanno ancora iniziato la ricerca. Ma sono sicuro che la maggior parte dei miei amici che si trova più avanti su questa strada, capirà ciò che intendo. È una questione molto sottile e importante.

Non mettete da parte ciò che avete appena appreso, perché così facendo potreste benissimo ricadere nel medesimo vecchio schema. Potreste facilmente ingannarvi, pensando che avendo scoperto una parte importante e significativa riguardo la vostra anima, non sia necessario altro. Potete avere una conoscenza teorica eppure continuare a reagire nel solito vecchio modo. Non è sufficiente arrivare ad una comprensione interiore delle vostre tendenze e reazioni nascoste e poi lasciare le cose come stanno. Il lavoro inizia proprio solo dopo tale ricerca. Ed è in questo che consiste la meditazione profonda, al livello emozionale profondo che avrete scoperto. Se trascurate quella meditazione, potrete anche conservare ciò che avete trovato, ma il ricordo si farà gradualmente sempre più remoto, fino a diventare una mera conoscenza teorica nella vostra mente, mentre in profondità continuerete a reagire come prima. In quel caso, non sarete riusciti a integrare e unificare le vostre erronee reazioni emotive e le conclusioni sbagliate con la conoscenza intellettuale.

Le emozioni sono più legate alle abitudini di quanto non siano le inclinazioni esteriori; inoltre sono talmente elusive che nonostante i vostri sforzi, i vostri schemi possono continuare inalterati, sfuggendo alla vostra attenzione. Siete talmente abituati a sospingere le vostre conoscenze scomode nell’inconscio, che non vi riesce di sbarazzarvi di un’abitudine da un giorno all’altro. Interrompere un’abitudine richiede parecchio allenamento, concentrazione e sforzo. È necessario instaurare nuovi modelli abitudinari, per arrivare a riconoscere i segnali delle tendenze nascoste che vanno rese consce. Per far questo, dovete sviluppare una sensibilità speciale – e questo richiede tempo. Può anche succedere di andare all’estremo opposto, che è altrettanto dannoso della vecchia reazione e altrettanto legato alle vostre immagini. Questo può accadere sia perché siete inconsciamente impazienti e volete correggere in fretta e in modo drastico le tendenze della vostra anima – il che, naturalmente, non è fattibile – o perché siete arrabbiati con voi stessi e agite con spirito di sfida sia contro voi stessi che contro il mondo nel suo insieme. Questa reazione è sbagliata quanto i vecchi modelli di comportamento. State solo cambiando le apparenze, non la sostanza.

State attenti a queste due insidie, amici. L’unico modo di lavorare è con la comprensione che avete ottenuto, con calma, con pazienza e accettando diligentemente la vostra temporanea incapacità di reagire in modo diverso, ben sapendo che l’unica strada possibile è quella di una crescita graduale. Prendete la nuova conoscenza appena conquistata ed esaminatela da varie angolature. Pregate e meditate al livello più profondo di questa nuova conoscenza, piuttosto che al livello esteriore sul quale avete lavorato finora. Anche nella preghiera e nella meditazione potete aver stabilito abitudini. Queste erano utili nell’ultima fase del vostro sviluppo, ma ora dovete spostarvi ad un livello più profondo.

Un altro punto ugualmente importante che voglio portare alla vostra attenzione è che, stranamente, tutto quel che concerne queste immagini interiori distorte, vi causa un acuto senso di vergogna, anche se – parlando obiettivamente – l’immagine non si riferisce assolutamente a qualcosa di vergognoso. Quella vergogna non è affatto giustificata e se osservaste un comportamento simile negli altri, pensereste che non ci sia nulla di cui vergognarsi. Una volta avuto il coraggio di portare i vostri sentimenti alla luce del sole, constaterete da soli che il senso di vergogna e di imbarazzo svanirà completamente. Ma prima che sia sparito, mentre ancora lo combattete, il vostro senso di vergogna sarà molto forte.

Potreste avere un difetto infinitamente più grave di quello per cui vi vergognate ma, avendolo scoperto da molto tempo, avete finito con l’accettarlo e quindi non ve ne vergognate più. Potreste addirittura essere capaci di parlarne apertamente con gli altri. Alcuni difetti minori, o tendenze senza legami apparenti con difetti o colpe, vi causano tuttavia un’acuta vergogna finché non li avete affrontati. Supponiamo, ad esempio, che vi rendiate conto di essere stati pesantemente influenzati e dipendenti da uno dei vostri genitori, qualcosa che di per sé non è nulla di cui vergognarsi. Finora avevate ignorato fino a che punto e in che maniera eravate stati influenzati e quanto ancora siete dipendenti dalle emozioni create da quella dipendenza. La prima volta che ve ne rendete conto, provate un forte imbarazzo.

Questa è una tipica reazione da immagine, amici miei. E se vi aspetterete che succeda, tutto vi sarà più facile. Non sarete vittime della sensazione soggettiva ed emotiva di essere gli unici a provare tali sentimenti, che è quel che inconsciamente pensate nel provare tanta vergogna. Con tutte le vostre difese fuori luogo, vi siete isolati da soli; ma rendendovi conto che quella sensazione di isolamento è comune a tutti, che è un sintomo che vi dovete aspettare, sarete in grado di reagire, non dandogli eccessivo peso.

Abbatterete il muro di separazione che vi rinchiude nell’oscurità, nella solitudine, nella paura, nella colpa e nella falsa vergogna. Solo in quel modo potrete diventare una persona libera che cammina a testa alta, invece di lasciarsi governare da false impressioni e dalla vergogna. Ci vuole solo un briciolo di coraggio per affrontare quel che vi sembra tanto vergognoso e accettarvi per quel che siete. Questo è il solo modo per portare allo scoperto l’illusorio mondo di paura e di vergogna, che oltretutto non è reale. Ricordatevelo.

Così, cari amici, vedete che quando vi rivolgete alla vostra interiorità e andate in profondità, imparate a capire le ombre della vostra anima e a comprendere come si formano. Nell’osservare le vostre errate conclusioni emotive, scoprirete che combattere le vostre vergogne immaginarie e le vostre resistenze con gli strumenti della pazienza, del sano impegno e della forza di volontà, è in verità l’unico modo di ascendere in spirito. Pensare di poter evitare questa apparente discesa, ottenendo comunque una crescita spirituale, è del tutto irrealistico. È un auto-inganno e un sogno a occhi aperti. Non potete evitarlo.

DOMANDA: Hai detto che tutti gli umani vengono dotati del medesimo lasso di tempo. Significa che il tempo è alquanto diverso per ogni singolo spirito?

RISPOSTA: Mi spiego meglio: supponiamo che voi disponiate di un’ora di tempo. Un’ora rimarrà un’ora, indipendentemente da come la percepite. Questo è valido sia che quell’ora sia piacevole o spiacevole. Potete misurarla ma si tratterà sempre di un’ora. La vostra impressione, quel che penserete e sentirete durante quello specifico periodo di tempo, è soggettivo e non ha alcun collegamento con l’oggettiva ora trascorsa. Ora, nel mondo spirituale avviene esattamente il contrario. La soggettività avvalora l’atteggiamento spirituale; ogni valutazione o qualsiasi altro valore è soggettivo nello spirito. E chiaro?

INTERLOCUTORE: Sì, grazie.

DOMANDA: Trovo difficile comprendere il significato di meditazione e preghiera in profondità. Quando si è già affrontato un problema, come lo si può affrontare di nuovo ad un livello più profondo?

RISPOSTA: Toccare lo stesso vecchio problema ad un livello più profondo è qualcosa che avviene in modo organico, mentre procedete nel lavoro. Perché una volta scoperto un nuovo approccio ad un problema, dovete ripensarci, meditare e pregare daccapo su tutte le nuove scoperte. Sia che scopriate le stesse tendenze delle quali eravate anche prima più o meno consapevoli, sia che scopriate delle reazioni completamente nuove, dovete avvicinarle con spirito di novità, con un nuovo sguardo, in modo da entrare in risonanza con l’esperienza della comprensione. Poi dovrete rifletterci. Pregate di poter assimilare in modo appropriato il nuovo materiale. Pregate di essere in grado di integrarlo alla vostra personalità, in modo da affinarvi. Una nuova scoperta generalmente non rientra nel quadro mentale che avete di voi stessi. [Integrarla] richiede una certa attenzione. Per armonizzare e rendere sane le emozioni distorte, si deve lavorare sulle proprie scoperte nel modo che vi ho spiegato in questa lezione.

DOMANDA: Stasera volevi parlare del problema del rapporto tra desiderio e rinuncia.

RISPOSTA: In una precedente occasione, dissi che l’assenza di desiderio può essere facilmente fraintesa, specialmente se vi accade di avere un’immagine che vi comunica paura di vivere, paura di provare dei sentimenti, paura di amare. La conoscenza intellettuale che potete acquisire grazie agli insegnamenti spirituali, può rafforzare proprio questa immagine e venire usata per razionalizzare la pseudo-soluzione del ritrarsi dalla vita, poiché l’inconscio negativo è sempre pronto a usare argomenti del genere per giustificare se stesso e la sua immagine. Con la conoscenza guadagnata finora, adesso comprenderete meglio perché a suo tempo dissi che l’assenza di desiderio deve essere considerata con attenzione, altrimenti farà più male che bene. Le persone con questo genere di immagine hanno molta paura di affrontare il mondo, i loro sentimenti e le inevitabili delusioni, così si ritraggono e utilizzano l’assenza di desiderio per camuffare la loro immagine. Si tratta di un fenomeno comunissimo. Solo chi non nutre tale paura può comprendere il vero significato dell’assenza di desiderio e della rinuncia.

Ogni volta che in un’immagine sia contenuta la paura di vivere – e molte persone in qualche misura ne hanno – l’unico modo per ottenere una genuina assenza di desiderio è proprio affrontando la paura della vita e dell’amore. È importante esporsi al rischio di venire feriti e sopportare la paura di non veder esauditi i propri desideri, piuttosto che cercare di evitare in tutte le maniere di passare attraverso questo indispensabile stadio di sviluppo. Solo dopo aver provato volontariamente le ferite connesse al desiderio, sarete capaci di lasciarlo indietro. Non potete riuscirci aggirandolo, cari amici. Non potete forzarvi ad entrare in uno stato di “assenza di desiderio” che non avete ancora raggiunto: questo equivarrebbe ad una menzogna, addirittura ad un imbroglio. Finché continuate a nutrire dei desideri, dovete prenderne atto e attraversarli per poterli superare onestamente. Gradualmente, durante quella crescita organica che l’evoluzione spirituale sempre promuove, le ferite diminuiranno, non perché le temete e le evitate, ma perché sarete disposti a fronteggiarle. Questo è l’unico modo di realizzare rinuncia e assenza di desiderio senza errori né inganni.

E solo voi, individualmente, potete giudicare quanto sia utile al momento meditare sull’assenza di desiderio. Solo se e quando non proverete più alcun timore di ferite e delusioni, il tempo sarà maturo, miei cari, e non prima! Se vi siete costretti in uno stato di rassegnazione, l’avete fatto per la motivazione inconscia di rifuggire da ciò che temete. L’unica procedura valida è quella di accettare di nutrire ancora dei desideri e di pagarne il prezzo. Grazie all’accettazione, i vostri desideri differiranno da quelli delle persone che non hanno propositi spirituali. Costoro si lasceranno sospingere dagli aspetti egoistici della loro volontà. Controllati dai loro desideri, si ribelleranno a tutte le cose e a tutti coloro che ne ostacoleranno la gratificazione.

Ma voi che siete su questo sentiero, siete in grado di valutare queste correnti, di osservarle da una certa distanza e di controllarle consapevolmente, senza dar loro sfogo né sopprimerle. Ascoltandovi dentro e interpretando i vostri sentimenti, sarete capaci di vedere dove la vostra volontà egoica, l’orgoglio e l’ego reclamano proprio quella gratificazione che il vostro sé superiore ritiene sbagliata. Chi è conscio che lo scopo della vita non consiste nella gratificazione della volontà egoica, che non è la felicità l’unica meta, ma che la vita gli è data per imparare sia dalla felicità che dall’infelicità, non si arrenderà ai desideri del sé inferiore. Se a volte non potete fare a meno di cedere al vostro sé inferiore, da questo imparerete un’ulteriore lezione. Solo chi non rifugge l’infelicità può arrivare alla felicità. E soltanto chi non rifugge l’infelicità può raggiungere la vera assenza di desiderio, anche se forse solo molto più tardi. Qui sta la risposta, amici. E sentendo queste parole, spero che non userete l’idea di assenza di desiderio e di rinuncia per spiegare razionalmente le vostre paure interiori della vita, dell’amore e del venire feriti. È chiaro? [Sì]

DOMANDA: E per quanto riguarda il problema dell’atteggiamento egoistico nella preghiera?

RISPOSTA: Ne ho parlato in varie occasioni, ma lo farò di nuovo, forse da un’angolazione leggermente differente, amici. So che molte persone temono che le loro preghiere siano poste egoisticamente. Ma questo dipende moltissimo dal modo in cui pregate. Non potete giudicare se un atto sia o meno egoistico senza prima esaminarlo. A parte gli esempi grossolani, in tutti i desideri e gli atteggiamenti quel che conta è la vostra intenzione. L’egoismo dipende sempre dal come e determinarlo è davvero molto facile. Se pregate unicamente perché volete delle cose, perché sarebbe piacevole averle, e per nessun’altra ragione, allora ovviamente sarà una preghiera egoistica che non vi porterà affatto del bene. Perché solo una forza spirituale pura che promani dalla vostra anima sortirà un effetto. Una preghiera egoistica indica che avete mal compreso la vita e perciò verrà fatta in falsità, nonostante non siate deliberatamente disonesti. Infatti, per quanto un pensiero scorretto possa essere innocente e formulato in buona fede, non può incontrarsi con le vere forze del cosmo. Il simile attrae il simile, e questa legge non può essere modificata.

Una delle prime cose che imparate su questo sentiero è domandarvi quali siano i motivi che vi spingono a desiderare una certa cosa; a chiedervi il perché di certe vostre reazioni emotive. Se non trovate la risposta, un buon inizio è pregare per avere la volontà di indagare su voi stessi senza paura e con onestà. In questo caso, perciò, dovreste pregare affinché le vostre intenzioni vengano purificate e questo non si può considerare egoistico. Inoltre, non è certamente egoistico pregare per il bene di altre creature. Se poi riuscite a pregare per coloro che vi hanno ferito – e a farlo sinceramente – questo è di per sé un atto di purificazione. E se pregate per ricevere forza e comprensione, in modo da superare la paura di affrontare voi stessi e la resistenza che opponete al vostro sviluppo, non c’è nulla di egoistico in quello. Se credete che volere quella felicità che, superato un certo stadio, deriva inevitabilmente dalla purificazione, significhi servire se stessi, allora rimanere impuri e infelici vi sembrerà un obiettivo più nobile, poiché privo di egoismo!

A questo proposito, dovete comprendere come agiscono le leggi di Dio: solo chi è felice può portare felicità agli altri. Non intendo quella felicità a buon mercato e facilmente ottenibile, ma la vera felicità che arriva solo grazie ad un duro lavoro su di voi e che nessuno potrà mai togliervi. Non vedrete mai una persona infelice che possa rendere veramente felici gli altri. È impossibile. Una persona infelice può fare una buona azione, un singolo atto altruista, ma non può assolutamente rendere felice un’altra persona. Perciò, la vostra purificazione e la vostra evoluzione dovrebbero essere l’obiettivo principale della vostra preghiera, oltre al pregare per gli altri, considerandone la risultante felicità come una conseguenza, un mezzo per un fine, piuttosto che il fine in sé.

Se l’egoismo, cioè il desiderio fine a se stesso di diventare felici, entra un tantino nelle vostre intenzioni all’inizio della vostra scalata verso l’alto, riconoscetelo ma senza dare troppa importanza alla cosa. Accettatevi per come siete, ancora imperfetti. Anche se l’intenzione egoistica non è altrettanto pura dell’aspettarsi la felicità solo come un effetto consequenziale, è comunque un passo avanti nella realizzazione della verità. Solo purificando voi stessi potete diventare felici. La persona che ha un più basso grado di consapevolezza, tuttavia, crede che la felicità derivi dal cedere a tutti i desideri provenienti dalla natura inferiore.

Se non siete privi di egoismo – e raramente un essere umano lo è – è certamente più sano ammetterlo chiaramente, invece di negarlo; altrimenti rimarrebbe semplicemente nascosto nella vostra anima causandovi più danno che non riconoscendolo apertamente e coraggiosamente. Sappiate che il vostro obiettivo è superiore ma che emotivamente non siete ancora a quel livello.

Sappiate che non esiste una felicità isolata [circoscritta a voi]. Il muro di separazione deve crollare, ed è ciò di cui tutti avete paura; vi spaventa. Non vi rendete conto che tenendo in piedi il vostro muro di separazione annullate il vostro stesso scopo, contraddicendo il vostro desiderio di evolvervi, la cui forza è esattamente uguale al timore che ne avete. Tutti voi desiderate la felicità e tutti desiderate dare felicità, ma non potrete ottenere nessuna delle due senza rinunciare alla vostra separazione.

E come potete superare la separazione? Facendo proprio la cosa che vi appare più difficile. Magari si tratta di rinunciare al vostro orgoglio, sopportando la vostra apparente vergogna. Accostandovi al problema in questo modo, vi renderete conto che in questo genere di preghiera non c’è assolutamente nulla di egoistico. Dio infatti vuole che siate felici.

Una lunga serie di affermazioni male interpretate, spesso mai pronunciate, vuole che essere religiosi significhi essere infelici e austeri. La religiosità è equiparata al martirio e questa immagine è impressa in tutta quanta l’umanità. No, amici miei, non è così, quindi non sentitevi in colpa se anche voi arrivate alla felicità. Ma non pregate direttamente per quella, pregate piuttosto per la forza e la capacità di rimuovere gli ostacoli che avete posto tra voi e la felicità. Questo significa passare attraverso quell’infelicità che vi siete auto-inflitti per errore e ignoranza. Il risultato sarà la luce limpida della pace, dell’armonia, della bellezza e della gioia che vi apparterranno indipendentemente dalle azioni degli altri. Questo è lo spirito che dovreste avere quando pregate.

DOMANDA: Posso chiederti perché a volte è così difficile mettersi a pregare?

RISPOSTA: Tutti voi sapete che la vostra evoluzione non procede verso l’alto o verso il basso lungo una linea costante, ma fluttua andando su e giù seguendo delle spirali. E qualche volte, mentre vi trovate lungo una curva discendente, non vi rendete conto di essere un gradino più in alto rispetto alla curva ascendente in cui vi trovavate prima. Nonostante l’ultima svolta verso l’alto fosse in complesso più bassa dell’attuale svolta verso il basso, ogni curva verso l’alto appare migliore. Sentite un’euforia e una liberazione che non si provano sulla svolta discendente, alla quale ora vi siete portati. Ogni volta che vi trovate su una curva discendente, incontrate dei confitti che non avete ancora risolto. Essi vi preoccupano; vi rendono inquieti e vi spaventano finché non li avrete perfettamente elaborati e compresi; finché non li avrete fatti rientrare nella parte del quadro d’insieme che per ora vi è accessibile. Fatto questo, si innesca nuovamente un’altra svolta ascendente, e voi gioite dell’aria pura di un altro po’ di verità acquisita.

Ma quando raggiungete una nuova curva discendente, dovete scavare nel buio della vostra confusione e dei vostri errori, e questo vi taglia fuori dal flusso divino. Semplificando al massimo, potreste dire “È tutto deprimente; sto vivendo situazioni spiacevoli, per questo sono tagliato fuori dalla corrente divina”. Avete ragione solo parzialmente, e questo è sempre pericoloso. La difficoltà che sperimentate è solo un riflesso, un necessario effetto conseguente alla causa che vi portate dentro e che aspetta di essere dissotterrata. Ecco perché, quando siete su una curva discendente, la cui lunghezza può variare in funzione della personalità e dei problemi interiori da risolvere, siete tagliati fuori dal flusso. Siete nuovamente circondati dalle forti impressioni del mondo della manifestazione. Non riuscite più a connettervi a quel senso di realtà che avete assaporato in altre occasioni. La disconnessione è necessaria; essa vi spinge a combattere per ottenere una nuova vittoria. Ogni vittoria significa una nuova svolta verso l’alto.

È del tutto naturale che in tali periodi di momentanea oscurità non riusciate a percepire l’assoluta verità di Dio, che non riusciate a vibrare con essa. È qualcosa che non dipende dalla vostra volontà. Ma quel che potete e dovreste fare quando vi trovate in quei periodi è riflettere in modo chiaro e logico sulle vostre scoperte, alla luce di ciò che adesso sapete, nonostante per ora sia una conoscenza soltanto mentale, e poi aspettatevi di tornare a sentirvi ricolmati da questa conoscenza. Siate benedetti, miei cari.

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 19.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

Il lavoro di affinamento della traduzione delle lezioni della Guida procederà anche dopo che le lezioni verranno pubblicate sul sito www.pathwork-ilsentiero.com per fare in modo che questo prezioso materiale possa essere usufruito anche se la qualità non è ancora del tutto perfezionata come avremmo voluto. 

Chiunque riceva questa traduzione s’impegna a rispettare le regole del Copyright che proteggono il documento originale.