Lez. N° 41 • Immagini: il danno che provocano

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 41 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel Nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 41
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel Nome del Signore. Cari amici, vi porto le consuete benedizioni. Quest’ora è benedetta.

C’è così tanta paura, vergogna e senso di separazione nel cuore umano! Noi lo vediamo continuamente. Ma, spesso, paura e vergogna vengono tenute nascoste al punto che la personalità non ne è nemmeno più consapevole e soffre di un dolore costante, vago e logorante. Com’è triste osservare tutto questo, soprattutto perché è inutile; sono solo fantasmi, amici. La paura e la vergogna che vi date tanta pena di nascondere non sono reali, eppure vi rovinano la vita che invece potreste godere e usare per costruire la vostra forza spirituale. Sto andando avanti con questa serie di lezioni sulle immagini nell’anima umana, perché non vi è persona che ne sia esente. Tali impressioni interiori si formano negli anni giovanili e da esse vengono tratte conclusioni sbagliate. Sono proprio quelle immagini le responsabili della vostra sofferenza, dei fantasmi che vi portate appresso decennio dopo decennio, e spesso incarnazione dopo incarnazione.

Tutti voi vi sforzate per ottenere la luce di Dio, per liberarvi dalle vostre catene. Ma quanta, quanta gente cerca questa liberazione attraverso mezzi esterni, come la conoscenza intellettuale o gli avvenimenti esteriori, mentre non è questo il modo per ottenerla. L’unico modo per poter raggiungere la libertà per cui lottate, è cercando dentro voi stessi. Così facendo attraverserete un tunnel di oscurità per poi riemergere dall’altra parte, ritrovandovi nella luce della vera indipendenza. Solo dopo aver compreso che siete voi i responsabili dell’oscurità incontrata nel tunnel – che non è una facile esperienza – vi sarete realmente guadagnati la vera indipendenza. Quindi non cercate questa liberazione all’esterno, non vi servirà a nulla; se non avete ancora trovato e dissolto le vostre immagini, vi resterete intrappolati. Voi rimettete continuamente in scena i drammi causati dai vostri errori e dalle conclusioni sbagliate. Ne siete prigionieri inconsapevoli e non fate che reiterare per tutta la vita e, come ho detto, spesso per molte vite, ciò che avete dedotto dalle vostre conclusioni sbagliate, attirandole realmente verso di voi.

Per tutti i miei amici che non hanno ancora iniziato fattivamente questa ricerca, non potrò mai sottolineare abbastanza quanto ne valga la pena. Questa indagine dentro se stessi è l’unica cosa che conti veramente nella vita e che vi darà sollievo. Vorrei poi consigliare a tutti coloro che non hanno ancora fatto tale esperienza, di parlare con quei miei amici che già hanno ottenuto qualche successo dai loro sforzi, e con i quali mi congratulo. Infatti, per comprendere il senso di questa ricerca, non c’è niente di meglio dell’esperienza di chi si trova già sul percorso. Non sapendo come procedere, all’inizio potreste esitare. Potrebbe anche mancarvi il coraggio di chiedere aiuto e consiglio. Perciò può essere saggio incominciare discutendo proprio con gli amici che conoscete particolarmente bene e che hanno già ottenuto qualche risultato in questo sforzo.

Chi è alla ricerca delle sue immagini, inizialmente non potrà non attraversare momenti di confusione e scompiglio incontrando in sé riluttanza e resistenza. Ma sono proprio queste le cause che portate radicate in voi stessi, e non potete eliminare quei grumi di sofferenza senza affrontarli e comprenderne il vero significato. Avete bisogno di riconoscere il significato nascosto dei vostri errati meccanismi di difesa, indipendentemente da quanto li abbiate razionalizzati a livello conscio. Tutti i dubbi e la sfiducia che nutrite nei confronti degli altri, in realtà non sono altro che la sfiducia che nutrite nei vostri stessi confronti. Ricordatevelo! Scoprite il perché non vi fidate di voi. Alla radice troverete che non state vivendo secondo le vostre aspettative e che non accettate questo fatto. Così il primo passo deve essere semplicemente quello di accettarvi per come siete nel momento presente.

So di averlo ripetuto spesso, ma vi accorgerete che è necessario applicare ripetutamente questa verità a sempre nuovi livelli del vostro essere. Se la ricerca darà i suoi frutti, incontrerete in voi la tendenza a voler essere più di ciò che siete, e quello è il motivo per cui vi sentite insicuri. Ed è anche il motivo per cui dubitate degli altri. Inconsciamente ragionate così, “Dal momento che non sono onesto con me stesso, perché voglio apparire migliore e più maturo di quello che sono, non sono degno di fiducia e probabilmente la stessa cosa vale anche per gli altri ”. Si giudicano sempre gli altri paragonandoli a noi, pur non essendone consapevoli. Se riuscite a smascherare questo ragionamento interiore, se lo fate uscire allo scoperto in maniera da poter osservare tutto il processo di pensiero in modo conscio, farete grande chiarezza. Non è sufficiente pensare che probabilmente è quel che sta succedendo in voi, perché vi conviene. È assolutamente necessario che scopriate e sperimentiate questo ragionamento e come esso operi nel vostro caso personale; a che cosa si riferisce; come mai reagite proprio in quella data maniera.

Inutile dire che all’inizio sarete riluttanti a scoprire tutto ciò dentro di voi. Vi sembrerà molto più facile e gradevole opporre resistenza, accusando gli altri e giustificando i vostri sospetti con argomentazioni razionalmente ben fondate. Ma una volta che, per amore della verità, avrete superato la resistenza chiedendovi con spirito da vero ricercatore, “Che cosa sta succedendo in me, in realtà?”, allora sentirete il sollievo e la libertà che si provano solo quando affrontate la vostra personale verità, per quanto sgradevole possa apparire di primo acchito, per quanto poco lusinghiera sia di per sé. Il rispetto per voi stessi, che dovrà per forza mancarvi finché vi disprezzate di nascosto, aumenterà automaticamente, almeno fino ad un certo punto, persino prima di aver modificato il vostro atteggiamento interiore, per il solo fatto di aver avuto il coraggio di affrontare la verità in voi. Ci sono molti fattori importanti da comprendere, e stasera ve ne illustrerò qualcuno in più riguardante le immagini e la loro ricerca. Spesso non capite che cosa vi ha fatto ritenere un’impressione dalla quale avete poi tratto una conclusione sbagliata. La vostra mente è cresciuta, è cambiata in conseguenza di ciò che avete appreso dal vostro ambiente e dalla vita. Eppure se la vostra immagine è ancora viva significa che non siete cambiati.

Ad un certo punto della vostra infanzia avete subito un trauma. [In genere] quando si parla di trauma, ci si riferisce ad un’esperienza improvvisa che ha avuto un fortissimo e inaspettato impatto, quale un incidente. Ma un trauma, specialmente in un bambino, può anche essere causato dalla graduale scoperta che la realtà che lo circonda non corrisponde alle sue più care e nutrite aspettative Per esempio, un bambino vive con l’idea che i suoi genitori siano perfetti e onnipotenti. Quando incomincia a capire che non è così, subisce un trauma, anche se la presa di coscienza può verificarsi spesso con una serie di eventi singoli che si traducono poi in un’impressione finale. Quando un bambino scopre che quel che era abituato a pensare dei suoi genitori o del mondo, non è vero, perde la sua sicurezza. È spaventato. Ciò che ha scoperto non gli piace, perciò respingerà quella sgradevole scoperta nell’inconscio e, dal momento che si sente in colpa, erigerà anche delle difese contro ciò che considera una minaccia.

Sia che accada all’improvviso o con eventi graduali, quella minaccia origina il trauma in questione. Tutti voi sapete che i traumi paralizzano. Il corpo, come pure i nervi e la mente rimangono intorpiditi persino al punto di perdere temporaneamente coscienza o soffrire di altri sintomi. Così il bambino sperimenterà un trauma perché i genitori, il mondo o la vita non sono come li immaginava. Nonostante la percezione della realtà che originò il trauma possa essere o meno oggettivamente corretta, le conclusioni che il bambino è in grado di trarne sono sbagliate. Perché i bambini tendono a generalizzare, non prendono in considerazione alternative diverse e proiettano le loro conclusioni su tutte le altre situazioni della vita. I genitori sono per il bambino tutto il suo mondo, il suo universo, e quindi, secondo lui, le conclusioni che trae dopo il trauma devono applicarsi a chiunque altro, alla vita in generale. Questa è la conclusione errata che crea l’immagine.

L’immagine è stata creata quando il mondo ordinato e i concetti del bambino sono andati distrutti. Le conclusioni sbagliate derivano innanzitutto dalla sua tendenza a generalizzare. La realtà è che non tutti hanno gli stessi difetti dei genitori; non tutte le circostanze della vita sono simili a quelle che il bambino scopre nel suo ambiente. Secondariamente, il meccanismo di difesa scelto dal bambino con una limitata comprensione del mondo è altrettanto sbagliato; e lo è ancora di più se applicato a persone e situazioni diverse da quelle del suo immediato circondario. Questo, amici miei, è il modo in cui le immagini prendono vita. Ma lì per lì non potete ricordare le vostre emozioni, le reazioni, le vostre intenzioni interiori e le conclusioni. Non potete ricordarle perché sentiste il bisogno di nascondere l’intero processo a causa della sua irrazionalità, e anche perché vi vergognavate che i vostri genitori non fossero come, secondo voi, avrebbero dovuto essere.

Nella vostra mente infantile deduceste che il vostro caso fosse unico, che tutti gli altri bambini avessero genitori perfetti e perfette situazioni familiari; di essere voi gli unici a sperimentare quella scioccante singolarità che doveva restare celata a tutti, persino a voi stessi, come del resto ai vostri genitori e alle altre persone attorno a voi. Il senso di vergogna sorse dall’idea erronea che il vostro caso fosse unico e l’intero pensiero e processo emotivo dovesse restare nascosto a causa di quella vergogna. Quando quei processi rimangono nascosti, parte della vostra personalità non può maturare assieme al resto del vostro essere. Non può cambiare, armonizzarsi né imparare, perché solo quello che sta alla luce può crescere. Se una pianta viene lasciata nella terra con le radici tagliate, non può crescere. Lo stesso avviene per ogni corrente e tendenza emotiva. Perciò non dovreste sorprendervi scoprendo che le conclusioni rappresentate dalle vostre immagini non si conformano affatto alla vostra intelligenza che, invece, è maturata.

Lo stesso processo si ha con gli animali. Supponiamo che un cane, per esempio, senta un medesimo tipo di stimolo sonoro prima di ricevere ogni pasto. Dopo qualche tempo reagirà istantaneamente, sapendo che il cibo è in arrivo. Nel sentire il suono, si presenterà automaticamente. Il cane si è formato un’immagine, in questo caso non derivata da un trauma ma da impressioni ripetute dalle quali ha tratto una conclusione. Oppure, per usare un esempio diverso: un cane viene ustionato dalle fiamme e rimane ferito; da quel momento ogni volta che vedrà un fuoco ne sarà spaventato, particolarmente se si è bruciato non una ma diverse volte. Si è formata l’immagine che il fuoco fa male e la conclusione sarà che tutti i fuochi feriscono. Un altro cane potrebbe invece sperimentare il fuoco come qualcosa di piacevole. Quando il fuoco è acceso [è bello] essere lì accanto al suo padrone che lo accarezza e ha tempo di giocare con lui. Allora quel cane non avrà un’immagine pericolosa del fuoco. Così vedete che lo stesso procedimento opera anche negli animali. Se così non fosse non potreste addestrarli. Per un bambino il processo è simile.

Un neonato o un bambino piccolissimo conoscono solo le emozioni più primitive. Distinguono ciò che appare buono o cattivo. Provano amore e piacere quando i loro desideri vengono soddisfatti, e odio, risentimento e dolore quando non accade. Tutto si riduce a quei parametri elementari. Solo molto tardi nella vita si impara a dare valutazioni più obiettive, non derivanti dal proprio dolore o piacere. Finché le vostre immagini sussistono, voi continuate con quel comportamento infantile perché a quel proposito la vostra mente è rimasta infantile a dispetto di quanto possa essersi migliorato il resto della vostra personalità e di quanto voi abbiate già imparato. La vostra personalità evoluta è in grado di giudicare in modo maturo a livello intellettuale e persino a livello emozionale, in determinati casi dove non ci siano correnti/immagini a ostacolare la vostra percezione. Ma dove l’improvvisa o graduale impressione traumatica ha colpito l’anima, l’esperienza non viene assimilata a livello cosciente e quindi la mente rimane allo stadio infantile; lo stadio in cui era quando le conclusioni/immagini si formarono e vennero sospinte nell’inconscio.

In molte delle mie lezioni, molto tempo prima di incominciare a parlare di immagini, menzionai il termine “maturità emotiva”. Ora comprenderete meglio perché una parte della persona, peraltro matura, rimanga immatura. In effetti, finché l’immagine non verrà portata alla coscienza, essa continuerà, a livello emotivo e inconscio, a trarre le medesime deduzioni del periodo dell’infanzia. È possibile quindi che scopriate in voi conclusioni e ragionamenti sbagliati, affatto compatibili con il resto della vostra persona, per cui riconoscere la struttura primitiva dei vostri ragionamenti emotivi interiori potrebbe, almeno per qualche tempo, risultarvi scioccante.

Alla luce di questa spiegazione, comprenderete che una parte di voi semplicemente non può maturare perché certe parti sono state lasciate affondare nell’inconscio; e non sarete sorpresi di trovare ancora vivo in voi quel bambino interiore che non ha ancora assimilato ciò che per, altri versi, avete imparato. Ecco perché non si possono rintracciare le immagini a meno che non si riviva emotivamente la propria infanzia penetrando negli strati irrazionali della coscienza. Il semplice ricordare non è sufficiente. Senza determinate procedure per renderlo possibile, rintracciare le vostre immagini è fuori questione. Ecco perché vi ho suggerito certe tecniche. Troverete che le vostre conclusioni/immagini hanno una loro logica, seppur limitata. Potreste anche rimanere sorpresi dalla capacità di ragionamento, sia pur fallace, del vostro inconscio. È il raziocinio del bambino che vive in voi. Questo è il modo in cui ragionavate quando avevate all’incirca dieci anni o anche meno.

La cosa tragica relativa alle immagini è che esse guadagnano forza. Faranno sì che vediate e notiate solo certe cose connesse alla vostra immagine -conclusione, e in tal modo – durante l’evolversi della vita – essa verrà costantemente confermata e rafforzata. Le conclusioni tratte dall’immagine entrano in conflitto con il vostro desiderio di evoluzione e con gli scopi della vostra vita, causando non solo una dolorosa discrepanza, ma incalcolabili conflitti e problemi in rapporto agli obiettivi che vi siete coscientemente posti, così come con le realtà della vita. Questo risulterà evidente a tutti, anche a chi non crede che le emozioni e i pensieri siano forme tali da creare campi magnetici emotivi che attraggono verso di voi eventi, persone ed esperienze. Più inconsce sono le emozioni e più grande la complessità dei pensieri, più essi devono essere potenti, poiché fino a che sono inconsci restano fuori dal vostro controllo e non possono essere ricondotti alla realtà; sono quindi rigidi e inflessibili. Ecco perché le vostre immagini e le conclusioni che ne avete tratto devono riportarvi ripetutamente a situazioni che non avete coscientemente attirato. Sono le deduzioni tratte dall’immagine ad esigerlo.

Comprendere tutto questo è importantissimo, amici miei. La rigidità, la natura inflessibile delle immagini genera la seguente catena di eventi: voi desiderate che la vita si svolga secondo i vostri desideri, ma quando non accade ciò che desiderate, smaniate e urlate interiormente alla stregua del bambino che ancora siete in quella parte del vostro essere. Quell’ immaturità prende il sopravvento ovunque sia presente un’immagine. Le persone mature sanno di poter controllare la vita solo assecondando il flusso vitale, senza pretendere che la vita tenga dietro ai loro desideri ma percorrendola adattandosi ad essa. Dove c’è un’immagine, voi non vi adattate. Voi pretendete, e quando le vostre richieste non vengono esaudite, a livello interiore “fate i capricci”. Quelle richieste si basano su premesse sbagliatissime, e anche se alla fine riuscite ad ottenere quel che volevate, ottenete anche quel che fa parte delle vostre richieste inconsce [cioè i problemi legati all’immagine]; ed essendo inconsce, voi non ne sapevate nulla.

Per i vantaggi che ne traete volete una certa cosa, un certo stile di vita , di qualunque cosa si tratti , ma ignorate – come lo ignora il bambino – che ogni vantaggio ha il suo svantaggio. Così quando con il vostro insistente domandare e piagnucolare interiore ottenete il presunto vantaggio, otterrete anche lo svantaggio corrispondente. Questo svantaggio che avete richiamato inconsciamente,non vi piace e pensate che la vita vi abbia trattato in modo ingiusto. È estremamente importante che consideriate tutto questo quando vi mettete alla ricerca delle vostre immagini. Vi sarà di notevole aiuto, amici miei. Tutte queste parole rimarranno tali finché non passerete attraverso l’esperienza del ritrovare le immagini. Una volta che avrete iniziato, sarete in grado di mettere costruttivamente a frutto molte cose che vi ho insegnato. Vi offrirà una conoscenza più profonda e intensa che vi aiuterà a proseguire.

Come ho detto in precedenza, chi si sta accostando all’identificazione di un’immagine sente una profonda vergogna. Non vi vergognate perché tutto d’un tratto scoprite qualcosa di orribile e indegno. No! Potete provare ancora più vergogna scoprendo che è qualcosa di assolutamente sciocco. Quando formaste quell’immagine, il ragionamento che ora vi fa vergognare era rapportato alla vostra infanzia, derivato dalla vostra capacità di ragionare e di pensare di quel tempo; quindi sciocco solo relativamente. E voi, da esseri umani intelligenti quali siete, trovate difficile ammettere che quella “sciocca” reazione esista davvero ancora in voi. Adesso siete sul punto di riconoscere che si è trattato di un’errata deduzione, una conclusione sbagliata che vi siete portati dietro per anni e anni. Siete piuttosto imbarazzati che questo abbia fatto parte della vostra mente, sia pure al di sotto del livello di coscienza, ma comunque della vostra mente, del vostro modo di reagire. Vi sarà più facile accettarlo considerando che, sotto questo aspetto, siete rimasti bambini perché avete sepolto l’intero processo logico nell’oscurità del vostro inconscio. Vi aiuterà anche a rendervi conto che non c’è nessuno, fra tutti quelli che conoscete, che non abbia le sue immagini e simili contraddizioni.

Se conversaste con un bambino fra i quattro e i dieci anni, non sareste sorpresi per un tal modo di ragionare. Rendetevi conto di questo e supererete il vostro imbarazzo. Considerate che non siete gli unici. Tuttavia, la maggior parte della gente non se ne rende conto e tiene nascoste le sue immagini. Perciò trarrete certamente un grande vantaggio dalla vostra consapevolezza, conoscendo le vostre personali “stupidaggini”, mentre gli altri non conoscono le loro. Sì, amici miei, sembra esagerato ma nella parte infantile della vostra anima, comparata alla vostra mente conscia, scoprirete delle stupidaggini infantili. Quando inizialmente andrete alla ricerca delle vostre immagini probabilmente sarete più interessati ai conflitti interiori tanto quanto all’inesattezza delle conclusioni. Passerete in rassegna le vostre reazioni. Rivivrete le emozioni sbagliate e le confronterete, nella teoria, con i principi corretti. Ed è questo che dovreste fare. Ma dopo che avrete ben compreso tutto ciò, vi attende ancora molto lavoro. Dovrete scoprire non solo a che riguardo avete rimesso in scena le vostre immagini, andando da uno schema all’altro, ma dovreste anche incominciare a valutare tutto quello che è accaduto nella vostra vita; le cose che apparentemente non avete causato voi.

Cose accadute solo per cause “esterne”. Quando ripensate a certe particolari esperienze, chiedendovi “Che cosa c’entro mai io con quella faccenda? Non ho mosso un dito per farla accadere, è successo e basta”, la vostra logica spicciola sarà d’accordo. Ma dopo aver trovato le vostre immagini vedrete che ogni evento, per quanto sia sembrato al di fuori del vostro controllo, è stato invece richiamato dalla vostra natura. Nel primo momento della scoperta, la cosa potrà essere scioccante, ma non necessariamente. Il primo barlume di riconoscimento è già spesso un sollievo. Nonostante lì per lì la scoperta appaia assurda e incredibile, sarà sempre seguita da un senso di sollievo, perché a quel punto potrete vedere chiaramente la relazione tra la vostra immagine ed un evento che sembrava casuale, una semplice coincidenza. Nel momento in cui capite di essere stati voi a dirigere la vostra vita, di come avete provocato gli eventi dei quali vi siete sentiti vittime, otterrete la certezza di non essere una piccola barca alla deriva, sballottata dai venti su un vasto oceano in tempesta.

Capirete che non c’è alcuna ingiustizia, e questo vi renderà forti e sicuri. Maturerete già col semplice riconoscimento del principio e la verità della responsabilità personale che vi viene dimostrata. Comprenderete come i desideri fino a quel momento inconsci, le tendenze e gli atteggiamenti, abbiano governato la vostra vita. Ma adesso che così tante cose sono emerse nella mente conscia, sarete capaci di controllare, governare e dirigere la vostra vita consapevolmente, diventando in tal modo il capitano della vostra nave. Così affronterete la vita con gioia e fermezza, cari amici. Avrete un forte senso di sicurezza. Per la prima volta nella vita sentirete di avere un terreno solido sotto i piedi. Cari amici, forse avete qualche domanda su questo argomento, prima di passare ad altre domande.

DOMANDA: Come si combinano le immagini e i complessi?

RISPOSTA: Un complesso è un sintomo o la conseguenza di una immagine. Nella sua forma esteriore è un mascheramento del suo reale contenuto. Per esempio, qualcuno può avere un complesso d’inferiorità circa la sua intelligenza. Questo è ciò che si manifesta, ciò che l’individuo pensa di sapere. In realtà nasconde un sentimento del tutto diverso di disprezzo di se stesso; probabilmente ciò che ho menzionato all’inizio di questa lezione, cioè che egli sa di non essere sincero con se stesso, di voler essere più di ciò che è. Un complesso, naturalmente, è connesso a un’immagine. Ne fa parte. È un segnale della presenza di un’immagine. Si può riconoscere facilmente un complesso sia negli altri che in voi stessi. L’immagine nell’anima a noi appare come una forma rigida. L’anima sana che non contiene immagini si mostra come una forma risplendente e, come l’universo, in continuo movimento.

Tutto è flessibile e fluido. Tutte le forze divine che permeano l’intero l’universo, penetrando anche l’anima umana, fluiscono costantemente in uno splendore multicolore, in armonia con le qualità, le caratteristiche e le tendenze personali di ogni entità. Ma là dove esiste un’immagine le forze dell’anima umana sono indurite, compresse e distorte, e restano rigide. Perciò tutte queste sane, salutari forze ed energie dell’universo di cui l’anima ha bisogno per ricaricarsi non possono permearla, non possono ravvivarla. Sono costrette a fluirle attorno e questo crea una disarmonia. Voi sapete che ogni qualità è un’energia sana che si accoppia con la corrispondente energia dell’universo, mentre ogni limitazione è un’energia distorta. Anche un complesso è un’energia distorta, ma in un modo diverso rispetto a un semplice difetto alla superficie. Proviene dall’immagine. Riuscite a raffigurarvi quel che sto cercando di spiegare? Forse uno dei miei amici qui, un artista, si sentirà ispirato a disegnare la forma di una tale immagine, e intorno ad essa, all’esterno, dipingere le numerose forze cosmiche con il loro bel movimento armonioso, mostrando pure come possano ristagnare e congestionarsi là dove esiste un’immagine rigida. Dall’immagine fuoriescono forze spigolose e distorte, e quelle rappresentano i complessi.

DOMANDA: Hai detto che le immagini sono un fatto generalizzato e che tutti ne hanno. Perché dobbiamo necessariamente averne? Perché l’individuo deve avere delle immagini?

RISPOSTA: Tutti le hanno, ma non è obbligatorio. Siete voi a crearle.

DOMANDA: Per evolverci?

RISPOSTA: No, non per evolvervi, ma a causa dell’ignoranza, della volontà egoica e dell’orgoglio. Di tutto ciò che la Caduta ha implicato. Sono il risultato delle vostre scelte.

DOMANDA: Ho compreso bene che ogni evento per il quale non abbiamo potuto fare nulla è stato causato dalle nostre immagini?

RISPOSTA: Hai compreso bene. Le cose stanno così, tranne quando si tratta di un karma derivato da una vita precedente. Ma il principio è esattamente lo stesso, dato che raccogliete quello che avete seminato. Solo che lo avete seminato in una vita precedente e lo raccogliete ora. Questa può essere la spiegazione di un evento occasionale che può non aver niente a che fare con un’immagine in senso stretto. Però, amici, anche in casi come questi troverete comunque la radice nella vostra immagine, perché se un karma non è ancora stato estinto, non può che significare che la radice è ancora in voi. Se aveste estinto il karma, la radice non ci sarebbe più. Potete trovare in voi quegli stessi difetti e tendenze che in una vita precedente vi portarono a commettere un’azione più grave e che grazie all’evoluzione ora non sareste più capaci di commettere. Ciò nonostante, quella stessa radice dev’essere ancora lì, altrimenti non sareste gravati da quel karma. Potrete trovarlo nei recessi delle vostra anima, e certamente racchiuso nella vostra immagine.

DOMANDA: Ciò significa che il karma e le immagini costituiscono un circolo vizioso?

RISPOSTA: Naturalmente. Se rileggerete la lezione che feci qualche tempo fa, riguardo al processo della nascita, ora che siete venuti a conoscenza delle immagini, comprenderete come funziona. Forse ricordate che vi spiegai che quando l’entità viene preparata alla nascita, certi problemi sono lasciati più vicini alla superficie del corpo fluidico. E a seconda dei problemi, vengono scelti i genitori, il paese e le circostanze di vita per far sì che possiate divenire consapevoli dell’immagine e, se così decidete, di affrontarla. Così, karma e immagini devono operare assieme.

Se nella vostra infanzia fate certe esperienze, è perché avete determinati genitori e vivete in un determinato ambiente. Era la cosa migliore per voi, in relazione all’intera vostra storia di incarnazioni, così da portare allo scoperto i vostri problemi allo scopo di purificarvi ed evolvervi. Non potete purificarvi, non potete eliminare un problema o un difetto se prima non ne divenite consapevoli. E per farlo deve accadere qualcosa di spiacevole, altrimenti non fareste mai caso alle vostre disarmonie interiori. Il karma, come tutti sapete, non è altro che la legge di causa ed effetto. La medesima legge opera anche nell’ambito di una singola vita. Se nella vita attuale trovate le vostre immagini e le relative conclusioni sbagliate, capirete, vedrete e sperimenterete in prima persona la verità della legge di causa ed effetto. Allora saprete come opera il karma. È lo stesso principio che, in un arco di tempo più esteso, entra in gioco lungo una serie di numerose incarnazioni.

DOMANDA: Se, per esempio, qualcuno muore in un campo di concentramento, che è un effetto karmico, come si combina questo con le immagini? Che tipo di immagine ci sarebbe?

RISPOSTA: Oh, caro amico, ci sono milioni di possibili immagini. Non potrei assolutamente enumerarle tutte. Potrete comprendere meglio queste cose continuando il lavoro che state facendo, non soltanto da soli ma anche lavorando assieme ad altri.

Se riuscite a convertire i “casi più blandi”, in casi più gravi di violazioni della legge, potrete immaginare abbastanza facilmente come un karma più pesante sia costruito sullo stesso principio di causa ed effetto che agisce nelle conclusioni-immagine. Entrambi attirano eventi basati su conclusioni sbagliate, che sono sempre violazioni della verità e della legge divina. È solo questione di gradi.

Non fa nessuna differenza se la deviazione dalla legge e dalla verità avviene per ignoranza ed errore o è commessa volontariamente. Il principio rimane il medesimo. Ma quando una persona devia consapevolmente dalla legge divina, a causa della sua evoluzione spirituale ancora tanto bassa, non darà origine a un’immagine. Un’immagine è la conseguenza di ragionamenti, deduzioni e conclusioni inconsce. Una violazione consapevole e volontaria della legge richiamerà effetti esterni, quelli che voi chiamate effetti karmici. Una violazione interiore nelle emozioni, rimanendo nascosta nell’inconscio, darà vita a un’immagine e sortirà un effetto diverso. Qui la violazione della legge avviene in grado minore e nell’inconscio. Così le due alternative che stiamo discutendo, operano sulla base dello stesso principio, ma non sono uguali.

Se un criminale uccide qualcuno, non si tratta di un atto inconscio e non si può parlare di immagine quando lui raccoglie i frutti della sua azione. Ma nella successiva incarnazione può voler uccidere senza farlo materialmente, sopprimendo i suoi impulsi e concependoli magari come una difesa immaginaria contro le ferite della vita, contro il fatto che i suoi desideri non vengono esauditi. Questo allora può originare un’immagine. Ma non si può dire che ogni crimine che viene commesso e ogni pena conseguente siano dovuti ad un’immagine. L’immagine proviene da ragionamenti e fattori errati e inconsci; contiene desideri e conclusioni che le persone meno evolute mettono invece in pratica consapevolmente.

DOMANDA: Che cosa avviene in un caso come la morte dei numerosi bambini periti nell’incendio di Chicago? Quando quei piccoli spiriti sono rientrati nel mondo spirituale, una morte simile non è stata uno shock terribile?

RISPOSTA: Ebbene, miei cari, sapete che i bambini muoiono e abbiamo parlato spesso di questo. Se in alcuni casi c’è stato un trauma, è stato per il bene dell’entità. Era qualcosa che doveva affrontare. E se per l’entità non fosse stato giusto sperimentare uno shock, non le sarebbe successo. Potete essere certi di questo.

DOMANDA: Come può ragionare lo spirito di un bambino?

RISPOSTA: Perché non dovrebbe? Prima di incarnarsi non era uno spirito bambino. Era uno spirito adulto, impegnato volontariamente in un’incarnazione breve. Probabilmente lo spirito preferì scegliere una morte violenta e sgradevole per uscirne in fretta, in modo da rinascere di lì a breve e ricominciare ad un livello superiore. Sapete che le entità hanno il loro libero arbitrio che possono ampiamente esercitare. Altri possono preferire di fare le cose con più calma. Sia che l’evenienza in stato di shock – che riguardi un bambino o un adulto – abbia o meno ragione d’essere, l’esperienza verrà valutata e assimilata in seguito, ma qualunque cosa l’entità esperimenti sarà fruttuosa e non vana.

Facciamo un ulteriore esempio: una persona è responsabile di molte morti crudeli, come in un campo di concentramento. Continuiamo con l’esempio fatto prima. Quell’entità ora è nel mondo dello spirito e sa di avere dei debiti da pagare, di avere molto da imparare. Le si può offrire la possibilità di rimanere per due o trecento anni nei piani spirituali, secondo la vostra misura del tempo. In quel periodo la sua esistenza non potrà essere molto piacevole. La sfera che ha creato per sé con le sue forme-pensiero, le forme delle sue emozioni nonché delle sue azioni, è oscura e tetra. Dopodiché le attende un’incarnazione che presenterà determinate opportunità, comunque ancora limitate a causa di ciò che ha compiuto, e nessuna di esse potrà essere troppo piacevole o facile. Dunque quell’entità potrebbe chiedere “Non c’è alcun altro modo per superare tutto questo più velocemente?”. Al ché le si potrebbe rispondere, “Sì, ci può essere un modo. Potresti reincarnarti molto presto, magari in dieci, quindici o vent’anni, e mentre contribuirai al compiersi del destino di due genitori che devono passare attraverso il dolore della perdita di un figlio, tu stesso potrai scontare molte cose, affrontando una morte violenta e spiacevole. Preferiresti questa alle altre alternative che hai e quindi ripartire da zero verso la tua ulteriore evoluzione?”. E molti spiriti scelgono questa via. Questa è solo una delle possibilità, e ce ne sono molte altre. Ma ormai dovreste sapere che non esistono né il caso né l’ingiustizia.

DOMANDA: A parte la questione della giustizia, non sembra una strana coincidenza che possa verificarsi lo sterminio di molte creature, come per esempio in un campo di concentramento e che un così vasto gruppo muoia bruciato tra le fiamme? Non c’è forse una qualche sorta di ragionamento o azione sbagliata in questo?

RISPOSTA: Non ci sono coincidenze. Vedi, se vai all’indietro nella storia, vedrai che ci sono sempre state epoche che hanno visto grandi crudeltà e stermini di massa. A determinati intervalli accadeva di nuovo, la volta successiva a causa magari di un altro gruppo, di un’altra nazione. Puoi star certo che nel periodo successivo, quelli che furono i carnefici divennero le vittime, poiché è quanto avevano attirato a loro stessi. Non dico che questo si applichi ad ogni caso individuale.

Possono esserci dei casi in cui l’espiazione, o effetto della causa messa in moto, possa essere portata a termine in modo diverso, in un destino individuale. Allora, di nuovo, alcune vittime possono essersi addossate un compito particolare, accettando volontariamente una sfida più grave di quanto normalmente avrebbero dovuto affrontare, per il desiderio di evolversi più rapidamente, di superare vari livelli in un solo balzo. Ma di regola, è sicuro che uno sterminio di massa ne causerà un altro, invertendosi i ruoli tra carnefici e vittime fino a che tutti abbiano imparato la loro lezione. In certi casi, il pagamento del debito karmico non avviene nella successiva incarnazione e tra causa ed effetto intercorrono numerose vite. Non dovete dimenticare che tutti voi siete passati attraverso periodi di crudeltà, alcuni una decina di incarnazioni fa, altri anche meno. Quando accadono grandi disastri e incidenti nei quali molte persone restano uccise, potete essere certi che questa sia una misura presa dal mondo dello spirito, dove tutto avviene in perfetta giustizia e in accordo al destino, di solito liberamente scelto, delle varie entità coinvolte.

DOMANDA: Ho inteso bene che le immagini possono essere sia karmiche che non -karmiche?

RISPOSTA: Le immagini devono per forza avere un’origine karmica, perché se così non fosse, tanto per incominciare, non formerebbero un’immagine. Si tratterebbe di qualcosa di talmente superficiale da essere facilmente rintracciabile. Nel processo di ricerca delle immagini, probabilmente scoprirete piccole reazioni dove il processo mentale opera con lo stesso principio, solo che in quel caso non si può parlare di una vera e propria immagine, perché non è qualcosa di così importante o significativo, profondamente radicato o grave. Se invece ha un profondo significato e causa conflitti, allora deve avere un’origine karmica, ma cercare di capire che cosa possa essere accaduto in una vita precedente non vi è di alcun aiuto e non vi porterà da nessuna parte. Invece, con l’aiuto della memoria e lavorando nel giusto modo, potete risalire alle sue origini nella vita attuale e questo sarà sufficiente. Se in certe situazioni la conoscenza delle vite precedenti è un bene ed è utile per la vostra evoluzione, in un modo o nell’altro essa vi verrà data, ma solo al momento opportuno.

DOMANDA: È possibile accendere la miccia [provocare], facilitare la formazione di immagini in un bambino? E se è così, a quale età?

RISPOSTA: Certo che è possibile. Se i genitori fossero su un sentiero come questo, dovrebbero essere a conoscenza dei loro problemi, e quindi intuire quel che il bambino può assorbire da loro, suscettibile di diventare materiale atto a formare immagini. Così potrebbero evitare in gran parte la formazione di un’immagine, aiutandolo a portare in superficie le conclusioni nel momento stesso in cui si stanno formando e sono ancora accessibili. A quel punto il problema potrebbe essere affrontato direttamente a livello cosciente e, mentre il bambino cresce, le conclusioni cambierebbero durante la crescita. In più, i genitori che sono su questo sentiero, sviluppano una sensibilità più profonda nell’osservare le reazioni del bambino. Questo sarebbe l’ideale, ma per ora si verifica molto raramente.

DOMANDA: C’è un test per poter sapere quali sono le immagini di una persona?

RISPOSTA: Un tale test non è necessario, perché nel momento in cui trovate la vostra immagine, saprete nel profondo di voi che è così. L’equazione risulterà esatta, da qualunque angolatura la osserverete sarà sempre corretta. Ma può capitare che la consapevolezza di un’immagine sia vicina mentre la personalità è così riluttante e piena di resistenze da non riuscire a vederla. Allora tutto quel che dovrete fare è persistere nell’andare avanti avvicinandola da tutti i lati, sotto tutti i punti di vista, e all’improvviso afferrerete il nocciolo del problema. A quel punto non vi servirà più alcuna conferma, perché saprete che si tratta di quella! D’un tratto tutta la vostra vita avrà un senso. Comprenderete la vostra vita e i vostri fallimenti. Comprenderete voi stessi e perciò anche le altre persone che vi circondano.

L’enigma sarà risolto. Il puzzle sarà completo, con ogni tessera al posto giusto. Dunque non c’è nessun test, nessun trucco e nessuna magia. Nessuna conferma è veramente necessaria. Perché se conoscete la vostra immagine principale, ogni cosa andrà al suo posto. E anche prima di poterla dissolvere, la semplice conoscenza di essa vi renderà liberi. Quel senso di libertà che ho menzionato può essere di tanto in tanto percepito anche prima che l’immagine principale sia chiaramente emersa in superficie, grazie a piccole ma significative scoperte che sono parte integrante dell’immagine principale. Anche trovando le immagini minori a volte potete provare questa sensazione di libertà, ma quanto è più intensa quando tutto il quadro è stato completato!

DOMANDA: Una componente del nostro gruppo che si trova qui per la prima volta vorrebbe sapere come sviluppare le sue facoltà psichiche.

RISPOSTA: Prima vorrei chiedere a questa amica qual è il motivo che la spinge.

INTERLOCUTORE: Aiutare i bambini, gli anziani e chi ne ha bisogno.

RISPOSTA: È un buon motivo. C’è un’unica strada davvero valida per un tale sviluppo ed è la seguente: prima di tutto, smetti di pensare a tutto questo e concentrati sulla tua evoluzione spirituale, mentale ed emozionale e sul tuo sentiero di purificazione. Più l’inconscio viene esplorato, facendolo emergere alla coscienza, più pulito risulterà il canale. Ora sto parlando in generale e non solo a te, perché si applica a chiunque abbia il desiderio di aiutare. Lo sviluppo delle facoltà psichiche dovrebbe sempre essere secondario e la maniera in cui tali doti si manifesteranno dovrebbe essere lasciata alla volontà di Dio. E più potentemente si manifesteranno, più grande sarà la necessità di un rigoroso percorso di evoluzione di sé! Non potrò mai sottolinearlo abbastanza. Così, se per un po’ di tempo riesci a mettere da parte i poteri psichici, nella saggia consapevolezza che si tratta di manifestazioni pericolose prima che la coscienza di sé abbia raggiunto un ragguardevole livello, e se lo farai per amore di Dio, allora lui ti restituirà quelle doti centuplicate quando il tempo sarà maturo.

Se imparate a mettere da parte la vostra volontà personale, e potete dire, intendendolo veramente, “Padre, sia fatta la tua volontà, fa che io sia un Tuo strumento in qualunque modo sceglierai, e non come ho deciso io. So che per essere uno strumento del Tuo mondo devo intraprendere questo sentiero e dunque non cercherò di evitarne le difficoltà”, allora avrete quel giusto e sano atteggiamento che Dio auspica. Questo è l’unico modo, qualunque altro potrebbe addirittura essere pericoloso. La sola buona volontà non costituisce una protezione sufficiente. Ignorare numerosi fattori vi può portare una gran quantità di guai e di false strade. L’inconscio inesplorato gioca un grande ruolo, particolarmente in questo tipo di lavoro. Affinché i poteri psichici non risultino pericolosi, dovete innanzitutto sviluppare l’auto-consapevolezza. Mi dispiace che stasera non si sia potuto rispondere alle domande pianificate. Tenetele, per favore, per la prossima volta. Prima di ritirarmi, ancora una parola ai miei cari e amati amici su questo sentiero. Vorrei chiedervi di aiutare nella ricerca delle immagini i vostri fratelli e sorelle in Svizzera. Cercate un sistema per poterlo fare. Vi ho già dato qualche suggerimento, ma forse potrete avere ulteriori proposte.

Miei cari, il Natale si avvicina e la luce del Cristo si spande ovunque e sta toccando anche questa sfera terrestre. Impregnatevi di questa luce, di questa meravigliosa forza, in maniera da trovare sempre nuova energia per questo sentiero di auto-scoperta che è una gioia per tutti noi. Ricevete nuovamente le benedizioni del Signore. Siate in pace. Siate in Dio!

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 19.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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