Lez. N° 38 • Le immagini

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 38 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Inizia una nuova voluta nella…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 38
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Inizia una nuova voluta nella spirale di insegnamento

Saluti nel nome del Signore. Benedetta è questa ora. Benedizioni a tutti voi, miei cari amici. La maggior parte di voi ha fatto seri sforzi sul suo sentiero evolutivo e il mondo dello spirito ha deciso che siete pronti per una medicina più forte. Così vi porterò un gradino più avanti in questo lavoro.

Arriva un momento in cui la vostra lotta sul sentiero diventa abbastanza scoraggiante. Avete incominciato a prendere atto dei vostri difetti, siete pieni di buone intenzioni per superarli, e in piccola parte potete anche esserci riusciti. Siete in grado di riconoscere alcuni dei vostri atteggiamenti sbagliati, e desiderate modificarli con tutta la forza di volontà a vostra disposizione. Eppure dovete scontrarvi col fatto che per riuscirci la volontà esterna è insufficiente. Indipendentemente da quanti sforzi facciate, sembrate incapaci di attuare i cambiamenti e vi chiedete il perché. All’oscuro delle cause dietro questa incapacità , vi sentite spesso inclini ad abbandonare tutto, dicendo a voi stessi che è inutile tentare. E qui sta il vostro più grave errore.

Cari amici, è importante che vi rendiate conto che nel corso di una vita, generalmente addirittura dalla più tenera età o dalla prima infanzia, ogni personalità si forma determinate impressioni dovute alle influenze ambientali o a esperienze improvvise e inattese. Queste impressioni o atteggiamenti, nella mente delle persone, assumono di solito la forma di conclusioni. Il più delle volte quelle conclusioni sono sbagliate. Vi accade di osservare e sperimentare qualcosa di spiacevole, uno degli inevitabili disagi della vita, che voi poi generalizzate. Più avanti, quelle generalizzazioni si stabilizzano sotto forma di idee preconcette. Non vengono tratte delle conclusioni, ma si hanno piuttosto reazioni emotive, atteggiamenti generici verso la vita che non mancano di una certa logica, per quanto limitata ed erronea. Col passare degli anni, quelle conclusioni e quegli atteggiamenti sprofondano sempre più nell’inconscio e da lì contribuiscono in qualche modo a plasmare la vita delle persone. Noi definiamo “immagine” ciascuna di quelle conclusioni, poiché noi spiriti vediamo l’intero processo del pensiero come una forma spirituale – o immagine.

Potreste ribattere che le persone possono aver scolpite nell’anima anche immagini positive e sane. È raro che questo accada, in quanto in assenza di un’immagine negativa, tutti i pensieri e i sentimenti sono fluttuanti, dinamici e rilassati: sono flessibili. L’intero Universo è pervaso da innumerevoli forze divine. Pensieri, sentimenti e atteggiamenti che non siano connessi a un’immagine, fluttuano armoniosamente nelle correnti divine, adattandosi spontaneamente alle vostre necessità immediate. Ma le forme del pensiero/emozione che emanano dalle false immagini, sono statiche e cristallizzate. Non si conformano alle mutevoli circostanze, creando in tal modo disordine. Le correnti pure che fluiscono attraverso l’anima umana vengono alterate e distorte. Avviene un corto circuito.

Questo è come noi, nel mondo dello spirito, vediamo le immagini. Voi invece le vedete e le percepite attraverso l’infelicità, l’ansia e la perplessità sulle molte situazioni apparentemente inesplicabili della vostra vita. La vostra incapacità di cambiare ciò che desiderate cambiare o certi tipi di eventi che sembrano ripresentarsi puntualmente senza una ragione apparente, sono solo due esempi, ma ce ne sono molti altri. Le conclusioni sbagliate che danno luogo ad un’immagine traggono origine dall’ignoranza e dalla scarsa conoscenza, perciò non possono rimanere a lungo nella mente conscia. Col maturare della personalità, la vostra conoscenza intellettuale contraddice la “conoscenza” emotiva. Perciò mette da parte la conoscenza emotiva, finché non affonda nell’inconscio; e più la conoscenza emotiva sprofonda nell’inconscio, più l’immagine diventa potente.

Come potete essere certi che in voi esistano tali immagini? In primo luogo, la vostra incapacità a superare certi difetti, nonostante lo vogliate veramente, indica che esiste un’immagine. A volte ho menzionato il fatto che le persone sono attaccate ad alcuni loro difetti. Come e perché dovrebbero amarli? Per la semplice ragione che secondo l’immagine, certi difetti appaiono come una necessaria difesa, una misura protettiva. Questo, naturalmente, è un ragionamento inconscio. Lo sforzo conscio di superare il difetto rimane infruttuoso perché le radici dell’immagine sono inconsce e tutto il ragionare interiore resta nascosto all’intelletto. E sarà sempre così, fino a quando l’immagine non viene riconosciuta.

Un’altra indicazione dell’esistenza di un’immagine è la ripetizione di certi eventi nella vita di un individuo. Un’immagine dà sempre origine ad una sorta di modello, sia che si tratti di un modello di comportamento in risposta a certe situazioni, o di eventi che sembrano accadervi senza che abbiate fatto nulla per richiamarli. In effetti, a livello conscio, voi desiderate ardentemente proprio l’opposto della vostra immagine. Ma il desiderio conscio è il più debole dei due impulsi, poiché l’inconscio è sempre più forte.

L’inconscio non si rende conto che il suo atteggiamento impedisce l’esaudirsi proprio del desiderio che esprimete a livello conscio, ma che non riuscite a realizzare. Il prezzo per questa pseudo-protezione inconscia è la frustrazione del legittimo desiderio. Questo è molto importante da capire, amici; è altrettanto importante comprendere che, a causa di tali immagini interiori, potete attrarre persone ed eventi come il magnete attrae il ferro. Questo può essere difficile da constatare, ma è così. L’unico rimedio è scoprire qual è la vostra immagine, su quali basi si è formata e quali furono le vostre conclusioni errate. Spesso, amici miei, non notate gli schemi ripetitivi della vostra vita. Passate sopra le cose ovvie. Continuate a supporre che determinati eventi siano dovuti a coincidenze o che un destino arbitrario vi metta alla prova, o che altre persone siano responsabili dei vostri ripetuti contrattempi. Perciò ponete molta più attenzione alle lievi variazioni di ogni sventura piuttosto che al comune denominatore che ne sta alla base.

Questo processo è stato verificato dalla maggior parte degli psicologi. Ma quel che spesso non sono riusciti a capire è che raramente le immagini si formano in questa vita, indipendentemente da quanto precocemente siano apparse. La maggior parte delle volte, un’immagine passa da una vita all’altra. Ecco perché certi eventi non danno origine a immagini nelle persone che sono libere da un particolare conflitto. Però ne formeranno una nell’anima di chi porta con sé quel conflitto in questa vita. Nonostante sia essenziale trovare l’immagine e scoprirne l’origine nella vita attuale, in modo da dissolverla adeguatamente, ci sono tuttavia casi dove la conoscenza di tutte le circostanze pertinenti sarebbe utilissima al terapista. In altre parole, spesso un’immagine può essere trattata con successo anche senza conoscere la sua origine in una vita precedente; ma ci sono casi in cui tale conoscenza sarebbe inestimabile.

In una lezione precedente avevo spiegato in che modo un’entità venga preparata per la vita sulla Terra; come vengano pianificati i progetti per tutto ciò che dovrebbe essere compiuto e superato nella successiva incarnazione, quale conseguenza delle esistenze precedenti; come i corpi sottili che circondano il veicolo fisico dell’essere incarnato vengano preparati in modo che i conflitti portino alla superficie i problemi interiori di quella particolare persona. In base a questo, vengono scelte le famiglie e le altre circostanze della vita. Quando un’immagine viene portata con sé da vite precedenti, l’incarnazione ha luogo in un ambiente dove certamente accadranno eventi tali da sollecitare il riemergere dell’immagine, magari quale reazione a immagini simili presenti nei genitori o in altre persone accanto al bambino che cresce. Questo è il modo in cui un’immagine mette in evidenza un problema; e solo se qualcosa diventa un problema la persona vi porrà attenzione, invece di lasciarla passare inosservata. Se l’immagine viene ignorata, le circostanze della successiva vita sulla Terra saranno molto più difficili, finché i conflitti diventeranno così opprimenti che il dolore causato dalle conclusioni sbagliate e dai preconcetti dovuti all’immagine, non potrà più essere fatto ricadere su fattori esterni. Questo è il momento in cui una persona inizia a volgere l’attenzione verso l’alto e verso la sua interiorità.

L’unica soluzione ai problemi della vostra vita, è rendere consce le immagini. Vi suggerirò come iniziare, ma non sarete in grado di portare a termine da soli questo compito. Avrete bisogno di aiuto. Se il vostro desiderio di trovare e dissolvere le immagini nella vostra anima è sincero – dato che la vostra vita non è senza problemi – allora pregate Dio. Lui vi darà ulteriore guida e vi condurrà alla persona adatta con cui poter collaborare nella ricerca delle vostre immagini. Questo lavoro richiede, tra le altre cose, umiltà, che come tutti sapete è una qualità molto importante per il vostro sviluppo spirituale. Chi è costantemente riluttante a lavorare con un’altra persona, manca di umiltà, perlomeno sotto questo aspetto. Probabilmente avete anche paura di affrontare le vostre immagini. Ma quanto è miope questo atteggiamento, amici miei! Sono proprio queste immagini a causarvi così tanti guai, sebbene inconsciamente non la pensiate così. Inconsciamente siete convinti che le vostre immagini vi proteggano.

Lasciate che vi faccia un esempio molto banale: un bambino ha fatto il bagno; l’acqua era bollente e gli ha fatto del male. Quel bimbo può arrivare alla conclusione che lavarsi è pericoloso. Se è possibile cercherà di non lavarsi più. Da questo malinteso avranno origine dei conflitti. Durante la gioventù i genitori forzeranno il bambino a lavarsi e ogni volta che lo farà il bambino proverà un disagio indicibile e praticamente inutile. Più avanti nella vita, emergeranno nuovi conflitti. La persona si lascerà influenzare dalla conclusione tratta interiormente, che ormai non è più a livello conscio, o magari troverà delle spiegazioni razionali, ma la poca pulizia darà luogo a nuovi conflitti e il rifiuto da parte degli altri metterà in moto una nuova reazione a catena. Oppure la persona reprimerà il ricordo cosciente dell’incidente avvenuto nell’infanzia, rendendosi conto a livello razionale che la sua repulsione verso il bagno è irragionevole. Così si costringerà a lavarsi malgrado la forte repulsione emotiva. A quel punto svilupperà determinati sintomi legati al lavarsi che non sarà in grado di spiegare. Il mistero di queste reazioni “irrazionali” e l’ansia derivante da esse, saranno motivo di difficoltà che non potranno essere superate a meno che non venga rintracciata l’immagine.

Ora, questo è un esempio molto elementare. La maggior parte delle volte le reazioni emotive sono molto più sottili e complesse. Non posso sottolineare abbastanza come voi non siate più consapevoli del ragionamento iniziale dietro le vostre conclusioni. Se veniste messi a confronto con i contenuti della vostra anima, vi fareste una risata. Direste che essi sono completamente falsi, pura fantasia. È anche importante comprendere che è la reazione a catena delle conseguenze risultanti dalle impressioni originali, a creare le disgrazie e le difficoltà. Queste vi risulteranno addirittura più difficili da comprendere in quanto il vostro inconscio è assolutamente convinto che evitare certe azioni e reazioni vi proteggerà dai colpi della vita.

Ora, come potete rintracciare le vostre immagini personali? Certamente non cercando di cambiare i sintomi, qualsiasi essi siano, ma lavorandoci sopra. Quei sintomi includono l’incapacità di superare certi difetti e atteggiamenti, la vostra mancanza di controllo su certi schemi della vostra vita e le vostre paure e resistenze di fronte a certe situazioni. Più alacremente cercate di eliminare i sintomi, senza aver compreso le loro radici, più vi esaurirete in sforzi inutili. I sintomi sono semplicemente una parte del prezzo da pagare per le vostre non riconosciute conclusioni interiori.

Cominciate la ricerca dell’immagine, ripercorrendo la vostra vita alla ricerca di tutti i problemi avuti. Annotateli per iscritto. Includete ogni sorta di problema. Non potrete farlo a meno che non vi prendiate la briga di annotarli in modo conciso, nero su bianco. Se vi limitate a pensarci vi mancherà la visione globale necessaria per il confronto. Il lavoro scritto è essenziale. Non vi si chiede certo troppo e non dovrete farlo da un giorno all’altro. Prendetevi tutto il tempo necessario, anche se dovesse trattarsi di alcuni mesi. Poi, quando avrete davanti agli occhi tutti i problemi grandi e piccoli, anche i più strani e insignificanti, incominciate a ricercare un denominatore comune. Scoprirete che ne esiste uno nella maggior parte dei casi, a volte anche più di uno.

Non dico che nella vita non vi possa capitare una difficoltà isolata, non collegata a un’immagine interiore. La cosa è possibile. Come tutto nell’Universo, anche questa si basa su causa ed effetto, ma potrebbe anche non essere collegata alla vostra immagine. Però fate attenzione, amici, non mettete superficialmente da parte un evento, supponendo che non sia connesso alla vostra immagine personale, soltanto perché a prima vista sembra così. È del tutto possibile, e anche probabile, che nella vostra vita non ci siano eventi scollegati tra loro. Probabilmente tutte le esperienze spiacevoli sono connesse alla vostra immagine, perlomeno in un certo modo.

Il denominatore comune può non essere facile da rintracciare. Solo dopo aver afferrato ponderatamente la vostra immagine, sarete in condizione di giudicare quali eventualmente tra le vostre esperienze, abbiano a che fare con essa. Fino a quel momento dovete evitare di trarre conclusioni definitive sugli eventi della vostra vita. Tramite la meditazione, sondando seriamente voi stessi, verificando le vostre reazioni emotive passate e presenti e attraverso la preghiera, dopo una lunga e impegnativa ricerca, scoprirete il denominatore comune.

È l’orgoglio. La volontà egoica dice, “Non voglio affrontare i rischi che la vita comporta. Non voglio il dolore che la vita implica, quindi traggo questa conclusione che sembra mettermi al riparo”. In realtà, non è una tutela, perché vi attirerà proprio quel problema che state cercando di evitare, poiché la vita non può essere ingannata. Questa è la misericordiosa legge di Dio. Se così non fosse non potreste mai emergere dalla sofferenza dei più bassi e più oscuri piani di coscienza.

Solo quando inizierete ad affrontare le vostre paure e le conclusioni errate e sarete pronti ad accettare la vita per quella che è, sarete in grado di guarire la vostra anima. Rinunciare a parte di quella volontà egoica che desidera negare la vita nella sua forma attuale, è un passo necessario per la vostra evoluzione. Solo a quel punto avrete acquisito l’umiltà di non desiderare protezione contro i rischi e le difficoltà della vita. Le difficoltà cesseranno di essere necessarie una volta che riuscirete ad accettarle e addossarvele senza paura. Un buon inizio è passare in rassegna la vostra vita, enumerando concisamente tutti i vostri problemi. E poi proseguire, ricercandone il denominatore comune. Non scartate nulla frettolosamente, anche se sembra essere scollegato dai vostri problemi. Esplorate e potreste rimanere sorpresi. Gli eventi apparentemente più scollegati rivelano spesso un singolo denominatore comune. Quando lo avrete trovato, avrete fatto un importantissimo passo in avanti nella vostra ricerca, perché allora possiederete un indizio dell’immagine.

Ma il denominatore comune in se stesso non è ancora la chiave per rintracciare l’immagine. È sì, una grande indicazione, ma non apre in nessun modo la porta che vi farà comprendere pienamente la vostra vita nel suo complesso. Per arrivare proprio all’immagine, a tutte le deviazioni in cui si è formata, e per comprendere i processi delle vostre reazioni quando le deste forma, dovrete esplorare più approfonditamente il vostro inconscio. Ci sono vari modi di farlo, ma non è possibile farlo da soli. Se però iniziate a lavorarci come vi ho suggerito e poi pregate per ricevere una guida, tenendovi pronti a superare il vostro orgoglio in modo da riuscire ad aprirvi all’altra persona scelta dal mondo spirituale per aiutarvi, allora Dio vi condurrà verso un nuovo successo.

Non lasciatevi dissuadere dalla vostra resistenza interiore. Perché quella resistenza è altrettanto erronea e miope quanto l’immagine stessa. Infatti, proprio la caratteristica che vi fa resistere è la stessa che, a vostra insaputa, creò inizialmente l’immagine e continuerà a generare un’indicibile infelicità, contrastando i vostri desideri coscienti. La vostra resistenza infatti, comporta la perdita di ciò che sarebbe vostro di diritto. Quindi abbiate abbastanza saggezza da guardare attraverso la vostra resistenza, attribuendole il giusto valore. Non lasciatevi governare da essa. Come potete essere spirituali, evoluti e distaccati il giusto, se continuate a farvi dominare dalle vostre forze inconsce e dalle conclusioni erronee e irrazionali che hanno originato in voi quella dolorosa immagine? È quell’immagine il fattore responsabile di tutta la vostra infelicità. Nessuno al di fuori di voi è responsabile per le vostre immagini. È vero, quando le formaste non sapevate fare di meglio, ma ora lo sapete. Perciò, adesso siete attrezzati per eliminare la fonte della vostra infelicità.

E per favore non dite, “Come posso essere responsabile io di come gli altri si comportano ripetutamente verso di me?”. Come ho detto prima, è la vostra immagine che attira a voi questi eventi, altrettanto inevitabilmente come al giorno segue la notte. Agisce come un magnete, come una legge fisica, come la legge di gravità. Le vostre immagini influenzano le correnti universali che penetrano la vostra personale sfera vitale, generando i loro effetti. Se non avete il coraggio di scavare nel vostro inconscio, di affrontare la vostra immagine, di dissolverla e diventare una persona nuova, in questa vita non sarete mai liberi. Sarete sempre incatenati e legati. Il prezzo della libertà è il coraggio e l’umiltà di affrontare le cose. Una volta intrapresi tutti i passi necessari, la conquista della libertà porta con sé una tale gioia che niente potrà più intaccare la vostra felicità. Inoltre, potete essere assolutamente certi che l’immagine che non dissolvete in questa vita dovrà essere dissolta in una vita futura.

Non prendetela come una minaccia, amici, È solo una conseguenza logica. E poi come potrebbe costituire una minaccia qualcosa che può liberarvi dalle vostre catene? Quindi non prendetela in questo modo. Dovete solo rendervi conto realisticamente che prima deciderete di scoprire le vostre immagini di vostra iniziativa – e non perché esse continuano a tessere nuovi intrecci, rendendovi la vita insostenibile – più facile essa diventerà. Potete indubbiamente crederci. In certi momenti, potreste dire, “Tutto questo discorso sul rinascere con gli stessi problemi irrisolti potrebbe essere solo una speculazione. Dopotutto potrebbe non esserci un’altra vita. Perché dovrei sobbarcarmi ora tutto questo fastidio?”. Ma io vi ripeto che dovreste intraprendere questo lavoro per il beneficio in questa vita, perché non è mai troppo tardi e ne vale sempre la pena! Gli anni che vi rimangono significheranno per voi un tipo di vita diverso: sarete liberi invece che prigionieri.

Anche chi non ha più dubbi sulla realtà della reincarnazione dovrebbe considerarlo come un ulteriore incentivo. In effetti, sarebbe un buonissimo esercizio di meditazione immaginare quale potrebbe essere il vostro prossimo karma. Voi siete sempre estremamente interessati alle vostre precedenti incarnazioni. Potrebbe essere addirittura più vantaggioso interessarvi alla prossima. Con una certa conoscenza spirituale e un po’di intuizione su voi stessi, dovreste essere capaci di raccogliere dei benefici in più. Inoltre, scoprendo la vostra immagine, almeno fino ad un certo punto, potrete farvi un’idea abbastanza precisa di quanto dovete ancora portare a termine e di come potrà essere la vostra prossima vita. Considerate quali condizioni vi servono per risolvere i conflitti allo scopo di assolvere al vostro piano di vita. Naturalmente, la reale prossima esistenza dipenderà anche dalla vostra evoluzione durante il resto di questa vita.

Non dimenticate che la legge di causa-effetto o legge del karma, specifica che alle persone venga sempre data la possibilità di risolvere i loro problemi nelle condizioni più semplici possibili. Quando però in circostanze facili non si raccolgono coraggio e forza di volontà sufficienti, la vita che segue dovrà essere necessariamente un po’ più difficile. E se ancora il coraggio, l’umiltà e la forza di volontà non saranno raccolte, la vita successiva sarà ancora più difficile. Alla fine, quando le cose si faranno veramente dure, sarete costretti a fronteggiare i vostri problemi invece di rifuggirli. Dunque esiste una legge per cui le vostre vite si fanno sempre più difficili, legge che violate quando rifuggite da voi stessi invece di affrontarvi.

Questo dovrebbe portare maggior chiarezza in un argomento controverso tra le persone interessate alla vita spirituale. La gente appare incerta e confusa su come reagire alle prove, alle difficoltà e alle avversità. Una scuola di pensiero afferma che Dio non manda prove: se Dio è amore, come potrebbe desiderare la nostra infelicità? Questo è vero, amici miei. L’altra scuola di pensiero dice che è necessario attraversare delle prove e che di conseguenza esse rappresentano la volontà di Dio. Quando le prove arrivano, dovremmo accettarle con umiltà, dimostrando così di meritare la misericordia e la beatitudine di Dio, e anche questo è giusto, amici. Perciò l’intera verità sta nel mezzo, o è piuttosto un’estensione di questi due concetti. Dio ha emanato leggi perfette e ha dotato i suoi figli di libero arbitrio. Se le leggi non potessero essere violate, il libero arbitrio non esisterebbe; e la perfezione della legge consiste nel fatto che il rimedio a lungo termine sia proprio l’effetto di queste violazioni.

Perché più travisate queste leggi, consapevolmente o inconsapevolmente, più esse opereranno contro i vostri interessi, e alla fine arriverete al punto di non poterle più ignorare, finendo col cambiare direzione alla vostra volontà. Solo in Dio esiste l’infinito, e scegliendo qualsiasi altra direzione, alla fine dovrete tornare indietro e cercare l’unione col divino, perché solo una stretta aderenza al divino può essere infinita. La violazione di qualunque cosa divina non può che essere di natura finita. Non potete continuare a distorcere la legge all’infinito. La vostra violazione della legge divina alla fine raggiunge un punto nel quale automaticamente ricomincerete a operare per il bene. È verissimo che affrontare una prova con spirito di umiltà e con un atteggiamento che dice, “Padre, sia fatta la Tua volontà”, è la cosa giusta. Ma se volete raggiungere un livello più alto, questo non è sufficiente; la cosa migliore che potete fare non è soltanto affrontare la difficoltà, ma anche ricercare le vostre immagini.

Le vostre errate conclusioni inconsce sono direttamente responsabili delle prove che vivete di continuo. E per riuscire a trovare le vostre immagini non potete essere impazienti con voi stessi, perché è del tutto impossibile trovare, comprendere e dissolvere un’immagine in breve tempo. È un processo che va per le lunghe. E anche dopo aver compreso le vostre immagini, rieducare le vostre emozioni a lungo condizionate ad esprimersi in modo distorto, richiede tempo, sforzo e pazienza. Così, come afferma una scuola di pensiero, pazienza e umiltà sono assolutamente necessarie. Potete ribellarvi all’infelicità, ma quando vi sarà chiaro che voi siete da biasimare e non Dio o il destino, la vostra ribellione potrà ritorcersi contro di voi, rendendovi poi anche impazienti. Con correnti di quel genere, non riuscirete mai a scoprire e a dissolvere la vostra immagine. Dovete rimanere in uno stato mentale rilassato.

Potete raggiungere tale condizione mentale comprendendo e accettando la lunghezza della ricerca. Se accetterete la vostra incapacità di perfezionarvi in tempi brevi, accetterete anche umilmente la momentanea infelicità. C’è una grande differenza tra il rassegnarvi all’infelicità senza comprenderne le ragioni, e procedere secondo la linea che vi ho indicato: l’accettazione. Accettare le prove senza comprenderne le radici sottostanti, ma tuttavia con spirito di devozione, per alcune persone è già molto. Inoltre, questo atteggiamento vi predispone alla pazienza e all’umiltà che sono così necessarie per portare avanti il lavoro, non appena sarete pronti a farlo. Per l’anima è certamente più sano non rivoltarsi contro Dio e la Creazione. Tuttavia, lo stadio ultimo, migliore e più elevato su questo piano terreno è l’approccio che ho vi descritto, amici miei. La purificazione non può essere raggiunta a buon mercato, ma potrebbe indubbiamente essere meno onerosa se consistesse in una semplice lista di difetti e di tentativi per superarli.

Purificazione significa ben più di questo. Non potete purificarvi a meno che non comprendiate e non controlliate il vostro inconscio. E quello è un lungo viaggio. Tuttavia, se avrete la volontà di imbarcarvi in questa impresa, riceverete aiuto. Dovreste capire che state facendo questo lavoro per Dio e per voi stessi. Ciò che Dio vuole per voi deve rivestire il vostro massimo interesse, così, in realtà, non starete facendo un sacrificio per Dio, dal momento che Dio e il vostro vero sé sono uno! Pensateci, amici! Certe persone sono talmente egoiste da non voler far nulla per Dio che risulti loro scomodo. Allo stesso tempo, sono abbastanza cieche da credere che ciò che Dio vuole per loro sia contrario alla loro stessa felicità. Altri sono disposti a sacrificare a Dio qualsiasi cosa – ma senza comprendere le loro immagini non avranno mai veramente successo. Più saranno felici dei loro sacrifici, più si sentiranno in colpa fino a che non avranno un’idea della vera felicità interiore. Tale senso di colpa è sempre una distorsione delle emozioni ed è connesso all’immagine. In realtà, la vera felicità non può giungere prima che l’immagine e il senso di colpa non siano compresi e dissolti. Ma nel loro attuale stato mentale, tali persone si sentono molto eroiche se il loro senso di colpa si mescola alla devozione.

DOMANDA: Questa notte hai menzionato per due volte la forza di volontà e il coraggio. Queste qualità vengono rafforzate dalla preghiera?

RISPOSTA: Naturalmente! Se pregate specificamente per ottenere forza di volontà e coraggio per un buon fine, come spiegato in questa lezione, la preghiera sarà senz’altro esaudita. Se pregate per qualcos’altro, otterrete qualcos’altro, a patto che sia cosa buona e in accordo alla legge. È davvero molto importante sapere per cosa pregare a ogni fase del vostro sviluppo. La gente si rende conto raramente di quanto sia essenziale pregare per progredire. Spesso non vi è chiaro che cosa vi è maggiormente necessario nelle varie fasi della vostra evoluzione. Potreste porre l’accento su qualcosa che oggi è meno importante rispetto a due mesi fa. Le vostre necessità potrebbero essere cambiate. Come disse Gesù, “Bussate e vi sarà aperto”. Il bussare simbolizza l’essere sufficientemente attenti e interessati a capire con chiarezza ciò di cui avete più bisogno nei vari stadi del vostro sentiero. Il sentiero cambia costantemente. E certamente non potete pregare per tutto allo stesso tempo e con uguale concentrazione.

DOMANDA: Tutte le nostre limitazioni sono un risultato dell’immagine?

RISPOSTA: Per la maggior parte, ma non interamente. Finché rimarrete nel ciclo delle incarnazioni e finché non avrete raggiunto lo stato di divinità, avrete sempre delle limitazioni. Non potete essere un genio universale. Su scala più ampia le limitazioni non hanno nulla a che fare con le vostre immagini ma, se incontrate delle limitazioni che ostacolano i vostri talenti, impedendovi di applicarli a sufficienza, allora hanno sicuramente a che fare con le vostre immagini.

Ora mi ritirerò, con benedizioni speciali dirette a ciascuno di voi, miei cari. È un apporto di quel coraggio del quale avete tutti enormemente bisogno e che mi auguro saprete utilizzare al giusto modo. Perché se aprirete cuore e anima alla forza che affluisce in ognuno di voi, proverete coraggio; e se tratterrete quella forza, potrete farlo durare per qualche tempo. Ma usatelo dove può agire per il vostro maggior bene, non sprecatelo per cose non essenziali! Sta a voi come usare questa forza. Essa affluisce in voi e avete libertà di scegliere se aprirvi a riceverla. Dovreste sapere come fare. Se la accetterete volontariamente, sarà una verifica di come sapete usare la forza. L’amore di Dio tocchi tutti voi, miei cari. Siate in pace; siate in Dio.

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 12.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

Il lavoro di affinamento della traduzione delle lezioni della Guida procederà anche dopo che le lezioni verranno pubblicate sul sito www.pathwork-ilsentiero.com per fare in modo che questo prezioso materiale possa essere usufruito anche se la qualità non è ancora del tutto perfezionata come avremmo voluto. 

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