Lez. N° 37 • Modo giusto e sbagliato di accettare – Dignità nell'umiltà

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 37 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 37
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore e di Dio. Porto benedizioni a tutti voi, amici miei. Sia benedetta quest’ora.

Felice è la persona che si è sinceramente votata a Dio! Ma come sono poche tali persone nel vostro mondo! Sulla lunga strada verso l’alto, alcuni di voi si sono già arresi; altri pensano di essersi votati a Dio, ma solo grazie a determinati compromessi. Ma che cos’è per Dio una decisione presa con tutto il cuore? Essa implica sempre una rinuncia a qualcosa; può voler dire abbandonare una convinzione, un desiderio, magari un modo di vivere. Invece, in realtà non rinunciate a nulla, ma è l’atto della “rinuncia” – che a voi sembra una resa – quello che dovete compiere. Solo dopo aver messo alla prova la vostra volontà e aver compiuto quel passo, scoprirete che in realtà ricevete molto di più di quello cui avete rinunciato: scoprirete di non aver rinunciato a nulla! Questo paradosso è velato da una nube di inconsapevolezza, che sparisce automaticamente quando una persona ha dimostrato la volontà di sacrificare qualcosa di importante per Dio.

Molte persone hanno interpretato erroneamente la legge che regola la decisione di dedicarsi a Dio, attribuendole il significato di rinunciare al mondo e ritirarsi in convento. Tali asceti spesso non rinunciano a nulla, mentre altre persone rimangono nel mondo, mettendo veramente a disposizione la loro vita. La loro sincera dichiarazione di voler seguire Dio e soddisfare la Sua volontà, viene espressa attraverso le azioni, le parole e le intenzioni; ma è abbastanza naturale che le persone intorno a loro possano non capirlo mai.Dio spesso restituisce ciò a cui si era rinunciato. Se avete dimostrato di non essere attaccati a qualcosa più di quanto non lo siate a Lui, Dio farà in modo che lo riceviate nuovamente, in forma nuova e migliore! Quello a cui dovete rinunciare non è necessariamente qualcosa di cattivo, sbagliato o perverso. È sufficiente che vi ci aggrappiate con troppa forza e siate incapaci di rinunciarvi per amore del Signore. Questo è il punto, amici miei.

Come potete trovarvi su questo sentiero, amici, se non siete disposti a lasciare che Dio prenda completamente in mano la vostra vita? Come potete essere un figlio di Dio, se le ricompense mondane importano più di quella della vostra purificazione, della vostra evoluzione, e se il vostro rapporto con Dio viene messo in secondo piano? Non potete scendere a compromessi con Dio, nonostante spesso ci proviate. Voi pensate che pregare e riflettere un pochino sui vostri errori sia sufficiente, e continuate la vostra vita come se Dio e la Sua chiamata non esistessero. Non potete stare con un piede su questo sentiero e l’altro nel vostro vecchio modo di vivere. Quel vecchio modo non vi ha portato altro che problemi.

La verifica fondamentale per ogni entità incarnata o disincarnata, arriva nel momento evolutivo in cui il mondo divino le richiede di mettere in pratica le sue convinzioni. Ma prima di questo, per un lungo periodo non ci sono convinzioni né traccia di verità. Si arriva a un punto di svolta, quando l’entità incomincia a vedere la luce, intuisce l’esistenza di Dio, e giunge a credere in Lui. A questo punto la sua convinzione deve essere provata!

Si verificheranno degli eventi per cui Dio parlerà direttamente al ricercatore della verità, “Ne sei sicuro? Sei sicuro della tua convinzione? Conto per te più di qualunque altra cosa?”. Una preghiera ogni tanto non è abbastanza. Dio vuole tutto di voi, in modo da potervi dare tutto di Sé. Solo donandovi completamente a Dio sarete in pace con voi stessi. La mancanza di serenità è sempre segno che avete nascosto una parte della vostra anima al Padre Celeste. Una parte di voi aspira al Divino, vuole sentirsi figlio di Dio, vuole evolvere e purificarsi; eppure un’altra parte di voi pensa di saperne di più. Volete avvicinarvi a Dio alle vostre condizioni, non alle Sue. Pensate che arrendervi completamente e interamente a Dio, possa in qualche maniera rappresentare uno svantaggio. Così facendo, proiettate le vostre stesse limitazioni sull’Altissimo.

Non fraintendete queste parole, intendendole come una richiesta di completa passività da parte vostra. L’atto di arrendervi a Dio e di superare la vostra volontà egoica è il giusto genere di occupazione. Quando lottate contro il vostro Sé Superiore, avete quella sbagliata. Durante la Caduta, ogni aspetto divino della creazione si è convertito nel suo estremo opposto. È facile da verificare: l’amore si è mutato in odio e risentimento, la giustizia in ingiustizia, la bellezza in bruttezza, l’armonia in disarmonia e così via. Per tutti i figli di Dio e per tutti gli esseri creati che non siano più nella profonda oscurità, quegli estremi non rappresentano un pericolo.

Esiste, tuttavia, un estremo negativo, nascosto e distorto, mascherato e ricoperto da molti strati, che appare come buono e reale. Voi, e molti altri come voi, siete incapaci di distinguere la falsità dalla bontà genuina dell’anima umana, vale a dire il sé superiore, il sé inferiore e il sé maschera. La stessa coesistenza di verità e falsità accompagna ogni forza divina, ogni aspetto o influsso esistenti su questa Terra.

Una delle correnti divine più fraintese è l’amore. Molte altre cose spacciate per amore, in realtà con l’amore non hanno nulla a che fare. È la brama dell’ego di superare la barriera della solitudine, a convincervi che si tratti d’amore. Altrettanto si può dire della ossessività. Su questo argomento sarò più preciso quando parlerò dell’amore in relazione all’eros, del suo significato, del suo ideale perfetto e delle sue deviazioni. Ma questo non è il soggetto di stasera. Stasera discuteremo di come vivere secondo la Legge Divina, accettando le avversità della vita senza diventare pessimisti e negativi. Nel vostro mondo e specialmente tra voi, amici miei, su questo argomento c’è generalmente parecchia confusione.

Accettare la vita è la maniera divina di vivere; accettare qualsiasi cosa la vita comporti, nel bene e nel male, significa conservare un atteggiamento positivo. La distorsione sta nella volontà egoica di lottare contro tutto ciò che è difficile. Il rifiuto di accettare le condizioni della vita può trovarsi in superficie o essere nascosto, come succede quasi sempre. Anche essere pessimisti e negativi va contro la Legge Divina. La vostra natura inferiore, favorita dalle forze dell’oscurità, ama credere che essere pessimisti e negativi significhi accettare le difficoltà della vita. D’altra parte, anche negare l’esistenza delle difficoltà è la distorsione di un atteggiamento sano e positivo.

Trovare la maniera giusta non è facile. La verifica e la meditazione vi apriranno alle risposte che vi servono; ognuno di voi imparerà dove e come sta deviando dal giusto corso. Ma lasciate che vi mostri in linea di principio come un’anima possa praticare l’accettazione. Accettare le avversità della vita non significa vedere tutto a tinte fosche. È giusto e corretto pensare, “Mi aspetto che la vita mi porti sia tristezza che felicità. Non indietreggerò di fronte alle nubi della vita né avrò paura dell’oscurità. Solo attraversando coraggiosamente le avversità, sarò capace di gestire la felicità e di donarne agli altri”. Potete giungere all’equilibrio spirituale solo non indietreggiando di fronte all’infelicità, spinti da un distorto amore egoico, dall’autocommiserazione e dalla vigliaccheria. Avrete il giusto comportamento se imparerete dai periodi difficili e se, nei momenti più oscuri, chiederete a Dio ciò che vuole che impariate e che cosa in voi ha provocato la sfortuna che vi è capitata. Se non permetterete a voi stessi di credere che il sole non tornerà più a risplendere, allora riuscirete ad accettare l’oscurità in maniera costruttiva e troverete anche le cause interiori dei vostri momenti bui.

Oltre a tutte le difficoltà, ci sono alcune lezioni generali che tutti indistintamente devono imparare in ogni ora di prove e difficoltà, circa l’orgoglio, la volontà egoica e la paura. Il ricercatore che scalcia e lotta contro l’infelicità, non si sta comportando con orgoglio? La personalità non reagisce spesso con eccessi emotivi come, “Perché dovrei essere infelice? Non voglio esserlo!”. Solo un essere perfetto può avanzare le richieste che voi avanzate tanto spesso, più o meno inconsapevolmente. Non è forse la volontà egoica che vi fa dibattere nell’infelicità? Tutti voi potete sperimentarlo nei momenti difficili. La paura vi abbandonerà solo se accetterete di abbracciare l’infelicità come una medicina necessaria, senza pensare che sarete per sempre malati o che ne avrete sempre bisogno. È questa l’accettazione della vita.

La vostra riluttanza ad accettare la vita o la vostra lotta interiore con accettazione, può manifestarsi in vari modi. Avendo assorbito certi insegnamenti a livello intellettuale, non ve la sentite di ammettere apertamente di essere infelici. Per sfida o autocommiserazione, volendo rifuggire la vita o evadere dai vostri problemi in un modo o nell’altro, dal punto di vista emozionale date prova di non aver ancora accettato ciò che la vita rappresenta. Qualunque sensazione disarmonica proviate, relativa alle avversità della vostra vita personale, vi dimostrerà che dentro di voi non avete accettato le regole della vita, che state rifiutando la responsabilità personale dei vostri disagi e che non siete disposti a prendere la medicina. Provate a interpretare i vostri sentimenti e comprenderne il significato, in modo che assumano una forma mentale più chiara che vi aiuti a raggiungere una più profonda consapevolezza di voi stessi.

Chiedetevi, “Che cosa significano i sentimenti che provo? Sto rifiutando le realtà della vita? La mia lotta significa forse che, a causa dell’orgoglio e della volontà egoica, sto rifiutando le lezioni che la vita deve impartirmi? Queste lezioni mi spaventano, dimostrandomi che sono troppo attaccato a me stesso? Temo tutte le piccole ferite e gli inconvenienti?”. Un’indagine del genere non dovrebbe essere né pessimistica né negativa. Pessimismo e negatività vi farebbero dire, “Tutto ciò che posso aspettarmi è solo infelicità; per me il sole non risplenderà mai più”. Potete dimostrare questo tipo di disperazione attraverso i vostri sentimenti, anche se la vostra mente non vuole ammetterlo. Esaminate quei sentimenti. Spesso la gente crede che l’essere negativi e pessimisti sia una dimostrazione di accettazione delle lezioni della vita. In realtà, gli atteggiamenti negativi non sono che un altro modo di scalciare e di lottare, rifiutando quelle lezioni.

Un’altra distorsione di una qualità divina, riguarda la dignità. La dignità è un aspetto divino, la cui forma distorta è l’orgoglio. Quanto spesso notiamo gli essere umani inorgoglirsi del loro stesso orgoglio, scambiandolo per dignità, che non può essere disgiunta dalla più completa umiltà. Una persona dalle correnti egoiche così forti da permettere il sopravvento della volontà, è necessariamente orgogliosa e non può contemporaneamente avere dignità. Nella misura in cui volontà egoica, orgoglio, vanità ed egoismo sono presenti nell’anima, inevitabilmente portano nella loro scia la paura. Paura e dignità non possono coesistere. L’anima che al momento opportuno sa rendersi umile, conosce la vera dignità. C’è qualcosa di più dignitoso del dire umilmente a un amico, “Ho sbagliato, perdonami”? Nonostante ciò che di frequente pensate e provate, ammettere un errore non danneggerà mai la vostra dignità. Quante volte, testardamente, persistete nel sostenere un’opinione semplicemente perché non volete arrendervi! Perché lo fate? Il vostro frainteso concetto di dignità non è altro che orgoglio, cioè l’esatto opposto della dignità. Le persone spiritualmente non ancora risvegliate confondono facilmente i due concetti.

Fate attenzione alle correnti divine mascherate e mal interpretate, amici, che appaiono essere vere, buone e giuste. Nel vostro mondo ora è molto forte la tendenza ad aderire a tali distorsioni. Nelle ere precedenti le forze dell’oscurità non avevano bisogno di ricorrere a certi mezzi. Quando l’umanità si trovava a uno stadio evolutivo primitivo, bastava un’aperta menzogna per allontanare qualcuno dal Divino. Oggi l’umanità è progredita a tal punto che quasi nessuno si lascerebbe tentare da un’evidente malvagità; solo la confusione e il fraintendimento del bene sortiranno l’effetto cui le forze dell’oscurità tendono costantemente. Le loro nuove tattiche vi rendono più difficile fare una distinzione, ma siete ovviamente sufficientemente forti da padroneggiare le astuzie velate e scoprire il falso che si spaccia per vero.

Prima di passare alle vostre domande, ci sono due cose che vorrei dirvi. La prima è che un’immensa benedizione è scesa sia su questo gruppo che sul gruppo che seguo in Svizzera. Il mondo spirituale ha progettato grandi cose. Alcuni dei miei amici possono iniziare a percepire che è così. Ora abbiamo la gioia di disporre di due medium in addestramento, uno qui e uno all’estero. Questo impegno sarà utile per molti scopi, non solo quando l’addestramento sarà terminato, ma anche mentre sta ancora procedendo. Permetterà una purificazione simultanea sia dei medium che delle entità che si manifestano, nonché degli esseri umani che partecipano. Vi preannuncio questo sviluppo stasera, in modo che tutti gli amici che seguono gli insegnamenti di questo gruppo possano essere consapevoli che questa iniziativa riveste un grande significato.

Per ragioni pratiche, suggerisco che le sessioni di addestramento dei nostri due medium, incluse le discussioni che seguiranno, specialmente per quanto riguarda la purificazione dei partecipanti, vengano registrate e i nastri poi scambiati tra i due gruppi. In questo modo imparerete l’uno dall’altro. Dovrebbe esserci uno scambio costante e regolare; questo è molto importante per entrambi i gruppi. Quello che è iniziato qui in questo mio piccolo gruppo si rivelerà utilissimo anche per il gruppo oltre oceano.

Stasera voglio anche chiedere un favore ad alcuni di voi. Questo gruppo è benedetto e benedetta è ogni singola persona che ne fa parte. Sarebbe una grande gioia per il mondo Divino se tutte le animosità umane e i malintesi, inevitabili in un gruppo di questa dimensione, fossero appianati e affrontati con un atteggiamento spirituale. Naturalmente, voi godete del libero arbitrio e potete rispondere di no, ma se ve la sentite, andate dalla persona che non gradite. Pensate attentamente al motivo per cui quella determinata persona non vi piace. Cercate in tutti i modi di essere obbiettivi e scoprirete sicuramente che in qualche modo la vostra opinione è soggettiva; forse siete stati feriti nella vanità, o siete stati voi a ferire involontariamente la vanità dell’altro, con relativa reazione emotiva. Si può sempre razionalizzare ciò che non piace. Se non è successo nulla di particolarmente grave, cercate semplicemente di trovare del buono nell’altro e a rintracciare serenamente le ragioni oggettive della vostra reazione. Spesso basta solo un po’ di buona volontà per ristabilire un legame d’affetto tra due persone in disaccordo. Cercate di trovare il denominatore comune, perché c’è sempre un denominatore comune in tutti voi. [NdT: Ciò di cui incolpiamo l’altro, possiamo rintracciarlo anche in noi]. Costruite su questo e non su quei pensieri e sentimenti che sono stati probabilmente influenzati dal vostro orgoglio ferito. Mostrate con sincerità i vostri lati buoni; mostrate la generosità del vostro cuore, che talvolta sembra essere offuscata.

Nei casi in cui ci sia stato un vero incidente, consideratene i dettagli con discrezione e tatto. Quando bisognerebbe discuterne e se sia il caso di farlo, dipende da quanto sarete liberi dal risentimento e dalla cecità. In alcuni casi sarebbe utile che tali episodi venissero discussi nell’ambito del gruppo ristretto. Verrà il momento in cui sarete in grado di rivolgervi al vostro “avversario” liberamente, spiegando con calma ciò che pensate sia stato un malinteso, il modo in cui siete rimasti entrambi feriti e perché c’è un’ avversione. Ambedue le parti vengono ferite. Se riuscirete ad essere sinceri ma allo stesso tempo distaccati [NdT: Nel senso di riuscire a osservare se stessi in terza persona], ascoltate serenamente e cercate di comprendere il punto di vista dell’altro, senza lasciare che la vostra cosiddetta dignità vi sia di ostacolo. Scoprirete che non ci sono motivi di disarmonia. Tutte le incomprensioni e le offese sono puramente immaginarie, amici miei. Sono il sottoprodotto di questa sfera terrestre in cui vivete, almeno parzialmente, nell’oscurità. Quante volte pensate di avere delle ragioni per sentirvi offesi, mentre non è vero! Prendete il coraggio nelle vostre mani e fate quel primo passo verso la persona che potete aver frainteso. Vi purificherete al meglio. Vi risalta all’occhio solo quel che non vi piace o che vi sembra essere stato diretto in qualche modo contro di voi, e perciò non riuscite a vedere con chiarezza. Con la mente potete riconoscere all’altro delle belle qualità, ma a livello emotivo non lo pensate davvero o, al limite, preferite non saperlo.

Mettendo in pratica quel che vi ho suggerito qui, farete del bene sia a voi che a qualsiasi altra persona coinvolta. La ragione di questa mia richiesta, tuttavia, è che l’energia della riconciliazione è importante per il gruppo nel suo insieme. È così benefico, amici, aprire il vostro cuore alla persona che pensate vi abbia ferito! I cattivi sentimenti e i cattivi pensieri si vanno ad aggiungere alle forze distruttive nell’Universo. Se poteste anche solo lontanamente immaginare come ciascuno di questi sentimenti ed emozioni confluiscano in un grande, orribile serbatoio, finendo per essere responsabili di tutte le ferite di questo mondo, dei crimini e le ingiustizie e della malvagità delle guerre! Comunque, questa presa di coscienza non deve costringervi a ingannare voi stessi, covando pensieri che non sono sinceri.

Distorcere i propri pensieri non è mai la strada giusta. Innanzitutto bisogna sempre avere il coraggio di ammettere, “Questi sono i miei sentimenti. So che possono essere sbagliati, ma per adesso sono così”. Se riuscite ad osservare i sentimenti con distacco e a riconoscerli, allora avrete fatto il primo passo verso un’appropriata purificazione; i pensieri e i sentimenti erronei che al momento non riuscite ancora ad evitare, diminuiranno di intensità, diventando meno dannosi sia per voi che per l’universo. Il fatto è che la vostra coraggiosa presa d’atto e la vostra buona volontà modificano e attenuano il loro impatto. Il loro impatto è massimo quando siete inconsapevoli della loro esistenza, o quando cercate di giustificarli. Siate benedetti, miei cari.

 

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 11.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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