Lez. N° 36 • La preghiera

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 36 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 36
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore. Benedizioni per tutti voi, amici miei, sia benedetta questa ora. Cercare Dio è la più stupenda e gratificante di tutte le attività. Trovare Dio è necessariamente un processo lento e graduale. Cercare e trovare Dio significa liberazione, significa libertà dalle vostre catene interiori. Per trovare Dio dovete percorrere quello che chiamiamo “il Sentiero”.

“Sentiero” non significa procedere lungo un percorso già prestabilito per voi. Quando all’inizio decidete di incamminarvi, il sentiero non c’é ancora, siete voi a doverlo tracciare. Di fatto, siete degli “esploratori” in una giungla inesplorata, che si aprono la via attraverso arbusti selvatici e boscaglia, che avanzano lentamente ma con costanza, un passo dopo l’altro. In questa giungla, con i vostri pensieri, sentimenti e azioni, create continuamente forme animiche.

Solitamente, l’anima dell’essere umano è come una giungla. Non si tratta affatto di cattiveria o criminalità, ma piuttosto di semplice confusione, errori, mancanza di conoscenza di sé, deviazioni dalla legge divina: è l’ignoranza che crea una landa desolata attraverso la quale dovete trovare la vostra strada, avendo Dio come meta finale. La vostra ostinazione interiore e i pregiudizi creano dei conflitti sia nell’anima che nella vostra vita esteriore. Questi possono essere visti come rocce e sassi, alte montagne che dovete dissolvere. Dovete aprirvi la strada attraverso i vari difetti che nella vostra anima appaiono come arbusti selvatici e spesso anche come un sottobosco velenoso, invece di scantonarli come facevate prima di decidere di incamminarvi su questo sentiero. E ci sono anche fiumi da attraversare e acque insidiose da affrontare e da reincanalare.

Queste sono le vostre emozioni incontrollate – incontrollate solo perché non comprendete la loro origine e il loro reale significato. Ci sono strapiombi da saltare, amici miei – le paure della vita per come si presenta veramente, le paure del dolore e della delusione. Per poter padroneggiare la vita dovete saltare verso l’ignoto; per superare le paure dovete attraversarle. Non dovete arretrare davanti ai baratri che voi stessi avete creato, che all’inizio non avrebbero avuto alcun motivo di esistere, se solo aveste capito e preso la vita per ciò che è. Solo dopo aver “saltato”, scoprirete che non c’era alcun precipizio!

La giungla di cui parlo non è soltanto un’analogia. Queste forme esistono davvero. Esistono nella materia sottile. Sul sentiero vi fate strada attraverso tutte le difficoltà che esistono dentro di voi. Non è facile il sentiero. È una lunga scalata in montagna, a volte molto ripida e spesso in ombra, avvolta nelle tenebre. Altre volte, dopo aver riportato una piccola vittoria, spunta il sole e riposate per un po’; il panorama diventa un pochino più amichevole e più luminoso. Poi riprendete il cammino. A volte per lungo tempo non riuscite a vedere la meta: sapete qual è, ma siete lontani dal poterla percepire direttamente.

Nelle fasi iniziali del sentiero, persiste a lungo la sensazione di girare in tondo, incontrando sempre lo stesso panorama, apparentemente fermi nel luogo da dove siete partiti. Se non sapeste che si tratta di un’illusione questo sarebbe scoraggiante. In realtà, state avanzando e il circolo nel quale vi sembra di muovervi è quel che io definisco “la spirale”. Sul sentiero, questa è un’esperienza inevitabile. Tutti i vostri difetti, errori, inesperienze e le loro complessità, creano nella vostra anima un grande circolo vizioso. Questo circolo consiste di difetti individuali che interagiscono e si influenzano a vicenda, causando una reazione a catena.

Per spezzare questo circolo vizioso, dovete comprendere perfettamente i difetti personali che lo costituiscono. Dovete concentrarvi su un difetto dopo l’altro, per rintracciare il legame di causa ed effetto nel perimetro del vostro circolo. Non si può assolutamente ottenere una comprensione totale dopo aver percorso un solo giro, quindi, completato il primo ricominciate di nuovo. Ogni volta che ripartite, ottenete una comprensione un tantino più profonda delle varie asperità e dei tratti caratteristici del circolo, e infine avrete ben presente il circolo nella vostra mente e comprenderete l’interdipendenza di tutte le vostre qualità negative.

A quel punto cesserete di vedere i vostri difetti come sconnessi tra di loro. Dovrete ripetere il giro più volte, finché non raggiungerete quella prospettiva. All’inizio vi apparirà come una ripetizione senza senso e di non ottenere progressi, ma non è così! Senza passare attraverso questo stadio importantissimo del sentiero, non potete liberarvi e raggiungere la luce. A quel punto il circolo diventerà una spirale che molto gradualmente salirà verso l’alto. Alcuni di voi possono ritenere di conoscere già i loro difetti. Sarà così solo nella misura in cui sarete stati attivi sul sentiero. Forse conoscete già qualche vostro difetto, ma altri non li avete ancora scoperti.

Come ho detto prima, c’è un’enorme differenza tra conoscere e conoscere. A che livello di profondità si spinge la vostra conoscenza? Fino a che punto potete mettere in relazione i vostri difetti con le vostre buone qualità? E i vostri difetti tra loro? Potete veramente afferrare il motivo delle vostre paure, insicurezze e dei vostri complessi dal punto di vista della relazione tra i difetti e la loro deviazione dalla legge divina? Finché non raggiungerete tale comprensione, siete destinati a girarvi e rigirarvi lungo il vostro particolare circolo vizioso.

A questo punto sapete che tutti i difetti derivano dall’orgoglio, dalla volontà egoica e dalla paura. È essenziale che vediate e percepiate come ogni vostro singolo difetto derivi da uno di quei difetti di base, o da tutti e tre assieme. Trovate il denominatore comune. Se cercherete di comprendere emotivamente, non sarà facile. Per riuscirci dovete ripercorrere più volte, passo dopo passo, i difetti e i loro rapporti reciproci; dovete seguire tutto il circolo vizioso fino a comprenderlo tanto bene da essere capaci di spezzarlo in un punto. Ogni volta che completate un giro e incominciate il successivo, state percorrendo una spirale verso l’alto. All’inizio, la pendenza è talmente leggera da non notarla neanche. Ma successivamente, all’inizio di ogni nuovo giro, percepirete chiaramente di avere una comprensione più profonda dei vostri problemi, e non vi scoraggerete più di fronte a un apparente arresto.

Nella fase iniziale vera e propria non sapete né percepite in voi la presenza di quel circolo vizioso. Sperimentate una tale confusione da non saper più da dove incominciare. Nonostante conosciate alcuni dei vostri difetti e tutti i vostri problemi esterni, non riuscite ancora ad associarli uno all’altro. Quella è la parte più difficile dell’inizio. In voi è tutto ancora scoordinato. Non sapete da dove incominciare e di che cosa occuparvi. Nel momento in cui focalizzate la vostra attenzione su una difficoltà o su un problema, affiorano altre cose che apparentemente non hanno relazione alcuna, e voi sprofondate nella confusione.

Solo l’autodisciplina e la perseveranza vi condurranno al punto di riuscire a vedere finalmente l’intero quadro del circolo vizioso e come un difetto derivi da un altro in una reazione a catena. Quando arriverete ad avere questa chiarezza, starete entrando in una fase più importante. Non dovete scoraggiarvi se all’inizio la confusione è così grande da non saper da dove o come incominciare. Dopo un po’ non vi sfuggirà tutto come sabbia tra le dita. Avrete qualcosa di preciso su cui basarvi, un quadro chiaro di questo ciclo.

Il circolo vizioso consiste di una molteplicità di difetti caratteriali che in vari punti si collegano, permettendovi di osservare i problemi fondamentali e di intervenire. Progredendo ulteriormente, scoprirete un punto essenziale, che è poi la chiave della vostra intera personalità e di tutti i vostri problemi. Dovete trovare quella chiave da soli e farlo attraverso il vostro personale impegno. Rivelarvela non vi sarebbe di alcun vantaggio. Le forme di cui parlo esistono veramente, amici miei. E noi, nello spirito, possiamo vederle chiaramente. Sul sentiero le forme variano da persona a persona, dato che non ce ne sono due identiche o che mostrino le medesime manifestazioni esteriori dei problemi interiori. Si tratta di un’infinita varietà di correnti positive e negative che si influenzano a vicenda.

Ho promesso che stasera vi avrei parlato della preghiera, dal momento che è uno dei requisiti più essenziali per evolversi e avanzare sul sentiero. Senza la preghiera – e mettendo poi in pratica le vostre intenzioni – non si può realizzare nulla. Ora, che cos’è la preghiera? Molte persone non hanno domande in proposito – la danno semplicemente per scontata. Molte altre non riescono a capirla e si chiedono – a modo loro e non senza logica – perché Dio dovrebbe garantire aiuto o grazia ad un essere umano giusto in risposta a una preghiera? Perché qualcun altro che agisca ma eviti di pregare non dovrebbe riceverli? A prima vista sembra un’argomentazione logica. Ma il semplice fatto è che una persona che non prega non sarà mai in grado di agire o di sentirsi appagata come chi ha imparato che cosa significhi la vera preghiera e vi si dedichi. Ora cercherò di spiegarvelo.

La Grazia di Dio, l’aiuto di Dio e la Sua luce esistono in tutto l’universo. Non è Dio a decidere se concederveli o negarveli, amici miei. L’esperienza dell’amore di Dio dipende da quanto siete ricettivi. Sta a ciascuno, che sia incarnato o puro spirito, aprirsi un varco nel muro che separa il sé inferiore dalla grazia di Dio, dall’energia di Dio, dalla misericordia di Dio, dall’ amore di Dio e da tutte le altre qualità divine. Per raggiungere questo obbiettivo, la preghiera è indispensabile. “In che modo?”, potreste chiedere. Prima di tutto, la preghiera è il miglior esercizio per imparare la concentrazione. Senza la capacità di concentrarsi, non si può ottenere nulla nella vita. Se siete sul sentiero dovete sapervi concentrare.

Nel vostro mondo avete molti sistemi che suggeriscono particolari esercizi di concentrazione a sé stanti. Il mio consiglio, tuttavia, è di combinare le pratiche di preghiera e concentrazione. Non c’é modo migliore di imparare a concentrarsi del dedicarsi sistematicamente alla preghiera. Focalizzando l’attenzione su un oggetto, non imparerete la concentrazione più di quanto non la imparereste azzerando le intenzioni per cui volete pregare. Potete ricavare simultaneamente benefici dalla preghiera, senza perdere tempo a concentrarvi su cose non essenziali. Chiunque sia sul sentiero deve imparare a focalizzare la sua attenzione su ciò che è veramente essenziale. La concentrazione su un oggetto non lo è, ma può essere meglio di niente, in modo che chi non confida in Dio, possa almeno imparare la concentrazione.

La preghiera quotidiana è importante poiché la concentrazione e la disciplina sono dei prerequisiti per il processo di purificazione. Come potete restare sul sentiero se non riuscite a imporvi una necessaria e regolare disciplina? Come potete percorrere il sentiero se non siete capaci di concentrarvi sulla direttiva principale della vostra vita e precisamente la vostra evoluzione spirituale? Pregando ad esempio per i vostri cari, imparate a concentrarvi. Prima impegnate la mente nel processo mentale di pensarli; poi a quel processo unite i vostri sentimenti e la profondità della vostra anima, i vostri desideri più sentiti perché ricevano la Grazia divina.

Allo stesso modo dovreste pregare anche per i vostri nemici. Qui il processo mentale può non essere tanto difficile, ma riunire i vostri sentimenti e la buona volontà può risultarvi più arduo. Pregate per le persone che conoscete e anche per l’umanità e per tutti gli spiriti dell’intero universo. Pregate per la pace, per l’affermarsi della verità e per il compimento del Piano di Salvezza.

Pregate per tutte quelle creature cieche che sono ancora nell’oscurità. Pregate per il processo di purificazione di un numero sempre maggiore di persone. Concentratevi sulle forme pensiero di tutto quel che avete imparato: la necessità del vostro sviluppo attraverso la conoscenza di sé; il superamento del sé inferiore; la riconversione delle correnti negative e il conseguimento dell’amore, della fratellanza, dell’umiltà, e dell’unione e dell’evoluzione di tutti gli esseri. Tali pensieri creano forme limpide, luminose e benefiche che avranno senz’altro un effetto. Questa pratica, che è la più creativa, rafforzerà la vostra mente anche se non facesse nient’altro.

Naturalmente, all’inizio i vostri pensieri vagheranno. Naturalmente avrete difficoltà nel mantenere e focalizzare la vostra attenzione, ma questo è il lavoro da farsi. Se non vi lascerete scoraggiare dalle inevitabili difficoltà iniziali, alla fine, poco per volta, imparerete a pregare meglio. Quando i vostri pensieri vagano, ricominciate semplicemente da dove vi eravate interrotti, senza rimproverarvi, mantenendovi il più possibile rilassati sia mentalmente che emotivamente. Pregare è un vero e proprio allenamento che fa parte della vostra evoluzione.

Oltre alla concentrazione e alla disciplina che la preghiera vi aiuta ad ottenere, beneficerete del fatto che durante la preghiera la vostra struttura mentale cambierà automaticamente rispetto a quando non pregate. Questo avverrà in più di un modo. Il semplice fatto di decidere di dedicare ogni giorno un certo periodo di tempo alla preghiera, facendo uno sforzo disciplinato per concentrarvi sugli altri ed esprimere desideri altruistici, determinerà già un netto cambiamento nell’organismo dei vostri corpi sottili, e alla fine anche del vostro corpo fisico.

La maggior parte della gente, nella sua quotidianità, non è capace di coltivare pensieri buoni e compassionevoli. Anche se riesce a pregare, nel resto del tempo ricade nelle cattive abitudini della sua anima, che tende ad allontanarsi dalla retta via. Nella preghiera si possono esprimere amore, buone intenzioni e altruistica buona volontà, ma al di fuori della preghiera questo vi riesce solo per qualche tempo. Quando qualcosa non va per il verso giusto, la maggior parte della gente è incapace di sentire quel che sinceramente prova durante la preghiera.

Così, l’importanza della preghiera non risiede solamente nell’addestrare la vostra abilità a concentrarvi e disciplinarvi; imparerete anche a coltivare quei pensieri che siete incapaci di sentire spontaneamente quando non pregate. Nella preghiera potete sinceramente desiderare il bene di coloro che vi hanno ferito; al di fuori della preghiera, siete ancora incapaci di farlo. All’inizio, per alcuni è difficile farlo persino nella preghiera ma, provando e riprovando, alla fine ci riusciranno.

La preghiera ha un meraviglioso effetto purificante sulla vostra anima. Naturalmente, l’obiettivo finale è che tutta la vostra vita diventi una preghiera, ma quello è un traguardo ancora lontano. Nessuno dei miei amici è così avanti da vivere la vita come una preghiera. Quando arriverete a quel punto, non dovrete più sedervi ad una certa ora ogni giorno a pregare, perché emanerete preghiera ad ogni respiro, ad ogni pensiero che vi attraverserà la mente, persino i vostri sentimenti inconsci saranno preghiera. Oh, lo so che molta gente, particolarmente di questi tempi, si sforza di coltivare il pensiero positivo, ma non è questo ciò che intendo. La preghiera deve partire dal cuore, dai recessi più profondi della mente. Se le correnti emozionali non sono in armonia con i pensieri positivi, allora si crea un’illusione che può comportare maggiori ripercussioni che non affermare chiaro e tondo quali sono i vostri reali pensieri. È necessaria la preghiera, per scoprire la verità su di voi – sull’abisso che esiste tra i vostri pensieri e i vostri sentimenti.

È vitale che impariate a focalizzare l’attenzione su voi stessi – non a fini egoistici ma costruttivamente. Al pari, se volete progredire sul sentiero, la vostra attenzione dovrebbe essere concentrata sui vostri problemi osservati da un punto di vista spirituale. Pregando, tendete automaticamente a osservare voi stessi, i vostri difetti, i vostri problemi e le vostre esperienze sotto una luce diversa rispetto a quando siete ancora soggetti all’influenza, sovente non spirituale, del vostro ambiente consueto. Sviluppare una comprensione sintetica di voi stessi e dei vostri problemi è un’altra necessità; fa ordine nella vostra anima, ordine che non può essere mantenuto senza sforzi costanti.

Allora riuscirete a rendervi conto a livello profondo di come i vostri problemi non siano altro che la manifestazione dei vostri difetti interiori. Raggiungere questa comprensione non è facile. Solo con grande capacità di sintesi e chiarezza – almeno nelle forme pensiero e nelle chiare affermazioni – raggiungerete questo stadio. Quanti di voi vedono ancora i loro problemi separati dai difetti, pur sapendo in teoria e in linea di principio che esiste una correlazione? Quanto lavoro richiede correlare i due fattori? Anche questa parte del lavoro andrebbe svolta durante la preghiera.

Se preferite, potete chiamarla meditazione. È la stessa cosa. Tramite la meditazione, vi assumete il compito di chiarire e presentare sinteticamente i vostri problemi a Dio e a voi stessi. Dovete sapere che Dio vuole che siate voi a scoprire la verità dentro di voi. Nessuno può trovare le risposte, né può evolversi senza la preghiera quotidiana.

In genere, i vostri pensieri scorrono disordinatamente. Vi concentrate, magari eccessivamente, su un dettaglio di secondaria importanza, dando troppa enfasi all’effetto invece di risalire alla causa. Le persone spesso non prendono in considerazione le cose realmente importanti, a meno che non stiano pregando. Non intendo dire che chiunque preghi vada al cuore del problema. Sono in molti a pregare ogni giorno, recitando preghiere bell’e pronte o magari anche proprie ma tralasciando l’essenziale per la loro purificazione. Tuttavia, chiunque desideri procedere sul sentiero, troverà spesso la forza e il desiderio di farlo, con piena consapevolezza della necessità di seguire la volontà divina. Altrimenti, si è tentati di seguire la vecchia linea di pensiero e di reazione, scansando le questioni reali.

Un altro elemento importante del pregare è che chiunque si avvicini a Dio in preghiera, assumerà automaticamente un atteggiamento di umiltà. Anche chi critica continuamente gli altri e il mondo, o il destino o Dio per le sue miserie, almeno per la durata delle preghiere cambierà il suo atteggiamento mentale, facendosi più umile. Gradualmente ma con certezza, il nuovo atteggiamento verrà acquisito per sempre. Altri, strenuamente convinti – sia pur magari inconsciamente – che tutto il mondo ruoti attorno al loro ego e di essere le persone più importanti, impareranno a sentire in maniera diversa, grazie ai pensieri coltivati nella preghiera che gradatamente influenzeranno le loro correnti emozionali e l’intera visione della loro vita.

Le persone che con il loro ego si sentono al centro del mondo, tendono a giudicare tutto da un punto di vista soggettivo. Tali persone – molte delle quali mostrano anche buona volontà nello sviluppo personale – hanno un’immagine interiore che fa loro pensare di essere le creature più elevate e più importanti dell’universo. Persino la loro idea di Dio è ritagliata allo scopo di adattarsi alle loro esigenze personali e impure. Molti sono troppo orgogliosi per chiedere un favore; quando pregano, devono imparare a farlo.

Un tipo particolare di umiltà subentra quando si chiede e si accetta un favore da qualcuno più potente di noi. Quante persone si vergognano di farlo e si sentono persino fiere di sentire quella vergogna? Non è forse quello un segno di orgoglio? Nella preghiera imparate l’umiltà, che è un’altra medicina per l’anima, un altro modo di purificarvi.

La preghiera vi aiuta ad assottigliare la parete tra voi e le forze divine che sono in attesa di fluire nella vostra anima. Dovete rendere possibile questo afflusso con i vostri sforzi. Proprio come le vostre reazioni e i pensieri negativi creano forme caotiche, così i pensieri e i sentimenti coltivati nella preghiera creano forme positive, limpide e armoniose. Alla fine quelle forme vi aiuteranno a modificare i vostri atteggiamenti interiori, spesso inconsci e radicati nell’orgoglio, nella volontà egoica, nella paura e nell’errore. Essi sono il vostro equipaggiamento da esploratori, per attraversare la vostra giungla e il vostro deserto.

Così, amici, non ditemi, “Io amo Dio e cerco di essere una brava persona; non ho bisogno di pregare, a meno che non mi senta particolarmente ispirato”. Questo è terribilmente sbagliato. Più siete avanzati e più ci si attende da voi, e più grande sarà il compito di superare quel che per voi è più arduo. Dio non vi renderà più facile acquisire questa disciplina quotidiana, inviandovi la necessaria ispirazione e il giusto “stato d’animo”. Siete voi a dover imparare a superare le difficoltà di rendere questo processo quotidiano di purificazione la vostra seconda natura. Quanto più vi è difficile imporvi la disciplina per pregare quotidianamente, tanto più ne avete bisogno! È un dato di fatto che qualunque cosa trascurerete sul sentiero, in qualsiasi maniera devierete dal vostro piano vitale, creerete nuove ripercussioni nella vostra vita. La persona che ha già trasformato la preghiera in una disciplina quotidiana, deve fare attenzione all’estremo opposto – quello della routine. L’abitudine è sempre soggetta a diventare un’insidia per molte cose positive. Una delle difficoltà a sperimentare la perfezione dell’armonia divina è trovare in tutto la giusta via di mezzo, evitando gli estremi che costituiscono sempre una tentazione. Dovete trovare un giusto equilibrio.

Con abitudine, intendo il continuare a pregare sempre per le stesse cose, dove l’atto in sé vi dà una certa soddisfazione, come se aveste fatto il vostro dovere. Finché vi riuscirà difficile gestire la disciplina quotidiana, dovrete combattere per acquisirla. Una volta diventata come una seconda natura, non smettete di pregare, ma fate attenzione che la vostra preghiera rimanga viva. State attenti e cauti a non pronunciare solo parole diventate ormai un’abitudine e che, pur essendo parole buone, non risuonano più in voi con quella forza che avevano all’inizio.

Inoltre, pregate a seconda delle vostre necessità quotidiane. Voi non rimanete sempre fermi allo stesso punto, particolarmente se state percorrendo il sentiero. Le vostre fasi cambiano mentre girate intorno al vostro circolo vizioso. E la vita vi porterà sfide ed esperienze – piccole o grandi – in accordo alle vostre attuali esigenze evolutive.

Di conseguenza, problemi diversi emergeranno in superficie in momenti diversi. Siate vigili, e adattate la vostra preghiera di conseguenza, mantenendola costantemente nuova e viva. Col passare del tempo, i diversi punti del vostro circolo vizioso emergeranno a turno. Ogni punto può rimanere alla superficie per un certo periodo – per qualche settimana, a volte addirittura per mesi di seguito. Non potete concentrarvi con uguale forza su tutti i punti del vostro cerchio, ma ci sarà una fase in cui potrete radunare assieme alcuni dei suoi temi principali. Occasionalmente, dopo aver fatto qualche importante scoperta, vi sarà possibile concentrarvi sul quadro complessivo.

Per adattare la preghiera alle varie fasi della vostra evoluzione, è necessario rimanere vigili e riconoscere come gli eventi quotidiani della vostra vita e le vostre reazioni ad essi, si relazionino al vostro circolo vizioso. In tal modo, potrete resistere alla tentazione di rendere la preghiera una semplice routine. Così rimarrà viva, cambiando sempre seguendo l’evolversi del vostro sentiero. Poco a poco, sarete in grado di concentrarvi meglio su quel che vi serve ogni giorno, e non vi disperderete. Allo scopo di non dimenticare le molte cose per cui pregate e che non hanno nulla a che fare con voi direttamente, potete rammentare alcuni punti salienti che volete ricordare, ma anche qui facendo sempre attenzione a mantenere vivi i vostri sentimenti.

Prestate ascolto alla forza dei vostri sentimenti. Portate le vostre necessità quotidiane – non quelle materiali – nella preghiera e considerate tutto quello che vi accade dal punto di vista dello sviluppo spirituale, chiedendo a Dio aiuto e comprensione. Potreste dover lottare per questa comprensione, perciò è necessario che poi compenetriate il vostro inconscio con le vostre nuove scoperte, plasmando la nuova forma pensiero da varie angolazioni. Chiedete ogni giorno a Dio che cosa dovete imparare. Chiedete il Suo aiuto. Questo si imprimerà gradualmente nella vostra mente inconscia, permettendo la formazione di un’ impronta positiva dentro di voi.

Questo procedimento equivale a dare al vostro inconscio delle istruzioni. Mantiene chiaro agli occhi della vostra mente quale sia il vostro prossimo obiettivo – l’obiettivo che ora potete vedere; e nell’osservarvi durante la revisione quotidiana, vi fa anche comprendere meglio quanto continuiate a deviare dal vostro obiettivo. Chi lavora in questo modo sul sentiero, dissolve man mano il muro di separazione intorno all’anima, in modo che la forza e l’aiuto divini non possano mancare di fluire in lui. Ma sta innanzitutto a voi crearne le condizioni, miei cari.

DOMANDA: La preghiera non è anche una conferma della fede in Dio?

RISPOSTA: Certo che lo è. Fa parte di quel che ho sempre detto, sebbene non mi sia espresso allo stesso modo.

DOMANDA: Potresti suggerirci tre o quattro punti salienti su quanto dovrebbe sempre far parte della preghiera quotidiana?

RISPOSTA: Il diffondersi della verità tra il genere umano. Pregare per le anime infelici e gli esseri umani in generale. Pregare per le persone care – il che è facile. Le vostre preghiere dovrebbero andare anche a coloro che non amate. Meno vi piacciono e più dovreste pregare per loro; poi cercate di osservare le vostre sensazioni, mentre augurate loro felicità. Ma non ingannatevi. Dite a voi stessi, “Una parte di me lo vuole; un’altra parte si chiude ancora nell’augurare il bene per certe persone”. In questo modo, non vivrete una menzogna. Provateci e chiedete a Dio di aiutarvi a sentire in voi un amore incondizionato per tutti, almeno mentre pregate.

Tutti dovrebbero pregare per la pace, l’amore, la fratellanza, per la giustizia e il diffondersi della legge divina. Ma potete dare un grande contributo alla pace e alla fratellanza soltanto coltivando quelle qualità dentro di voi. Finché in voi esistono odio, risentimento e intolleranza, contribuirete all’opposto di ciò per cui pregate. Realizzare di far parte dell’Universo e di poter favorire o ostacolare la verità divina, la pace e l’amore, vi farà sentire più responsabili e la vostra preghiera per quegli alti ideali non sarà più così a sé stante rispetto alla vostra stessa evoluzione e al vostro senso di empatia con qualsiasi altra creatura esistente.

La volontà egoica, l’orgoglio e la paura insiti in ogni essere umano, lasceranno il posto all’umiltà, all’amore e all’intenzione di seguire sempre la volontà di Dio in tutti i modi. Ma non pregate solo per questo in generale; cercate di osservare esattamente in quali situazioni le vostre reazioni, pensieri e sentimenti sono diversi da ciò che è gradito a Dio. Pregate di poter riconoscere particolarmente le vostre paure. E quando quella preghiera verrà esaurita, pregate di poter superare le vostre paure avendo la capacità di accettare ciò che temete, sempre che sia la volontà di Dio per voi e sia utile per la vostra evoluzione e la crescita spirituale. Pregate per la capacità di abbracciare sia il dolore che la gioia. Pregate per non provare un attaccamento tale al vostro ego, da respingere l’azione terapeutica di un saltuario dolore. Pregate per il coraggio di gestire il dolore in modo corretto.

Allora, in ultima analisi, il dolore dovrà essere tutt’uno con la felicità. Quando si raggiunge un certo punto lungo la vostra strada verso Dio, non si nota più la differenza tra dolore e piacere. Il dolore sarà felicità e la felicità dolore, con un senso di beatitudine. Alla fine tutto sarà uno.

Mi rendo conto, amici, che per ora queste sono soltanto parole – magari per alcuni di voi, persino pericolose. Dovreste cercare di non forzare lo stato d’essere che vi sto spiegando qui. Non potete indurlo con la forza. Ogni cosa può venir snaturata, specialmente se viene forzata. Così fate attenzione ad non assumere forzatamente gli stati [d’animo] che vi sto descrivendo. Continuate semplicemente sul vostro sentiero, passo dopo passo, e ogni giorno porterete a termine qualcosa di nuovo; e questo è bene. Non abbiate fretta. I risultati si ottengono lentamente, in modo armonico e naturale, in seguito a sforzi e necessità istantanei. Se pregate per tutto questo e in più introducete nella struttura della vostra preghiera i vostri problemi personali in continua mutazione, ne raccoglierete i frutti.

DOMANDA: Secondo alcune teorie, per raggiungere una certa disciplina nella preghiera giornaliera, ci si dovrebbe raccogliere ogni giorno alla stessa ora. Io penso che questo conduca piuttosto a quella routine contro la quale ci hai messo in guardia. Che cosa è giusto?

RISPOSTA: Non si può generalizzare. Per certe persone è corretto farlo in un modo, per altri in un altro. Se una persona continua ad avere difficoltà a imporsi una disciplina, allora praticare alla stessa ora e nello stesso luogo può essere d’aiuto. Ci sono anche casi in cui la disciplina può essere appresa altrettanto bene, se non meglio, senza costringersi pedantemente a certe regole. Questo dipende dal modo di vivere della persona, dal suo carattere e da molte altre circostanze. Non si può farne una regola.

DOMANDA: Ma iniziare la giornata pregando, dà una direzione spirituale, e poi anche la sera dovrebbe essere adatta alla pace, non è vero?

RISPOSTA: Oh sì, direi che ogni persona può dedicare almeno due o tre minuti alla preghiera al momento di alzarsi e di coricarsi. Ma gli orari non debbono essere per forza quelli. Certi possono trovare più consono un altro momento del giorno, ma in ogni caso dovrebbero levarsi e ritirarsi in Dio e con Dio. Questo non richiede che qualche minuto e dovrebbe essere fatto in aggiunta al momento più lungo della preghiera, che richiederà almeno mezz’ora.

La cosa importante di questa preghiera più lunga, è sapere di avere tempo a sufficienza e che nessuno vi disturberà, in modo da essere completamente rilassati. Il momento da scegliere potrebbe essere diverso per ciascuno. L’ora in cui farlo sarà diversa per ciascuno. Ogni persona ha un ritmo diverso. Siate benedetti, miei cari. Siate in pace, siate in Dio.

 

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margotti, rilettura di Mimma Saladin.

Anno 11.04.2016. – Aprile 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

Il lavoro di affinamento della traduzione delle lezioni della Guida procederà anche dopo che le lezioni verranno pubblicate sul sito www.pathwork-ilsentiero.com per fare in modo che questo prezioso materiale possa essere usufruito anche se la qualità non è ancora del tutto perfezionata come avremmo voluto. 

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