Lez. N° 35 • Rivolgersi a Dio

by Eva Broch Pierrakos 1996 The PathworkFoundation (1996 Edition) Pathwork Guide Lecture No. 35 1996 Edition August 29, 1958 RIVOLGERSI A…

by Eva Broch Pierrakos
1996 The PathworkFoundation (1996 Edition)
Pathwork Guide Lecture No. 35
1996 Edition
August 29, 1958

RIVOLGERSI A DIO

 

Saluti nel Nome del Signore. Benedizioni a tutti voi, amici miei.

E’ esattamente da un anno – secondo la misurazione umana – che questo gruppo si è formato e dal nostro punto di vista spirituale è stato un anno produttivo. Poiché tutti i pensieri, gli sforzi e i sentimenti creano forme spirituali, un gruppo come il vostro, che si sforza sinceramente di portarsi più vicino a Dio, sta costruendo nel mondo spirituale un vero e proprio tempio.

Per tempio, intendo una casa per adorare il Signore. Vi ho detto che le fondamenta del tempio sono state gettate, che alcune delle pareti sono state erette, ma il tetto è ancora mancante, come vari altri dettagli. La costruzione di questo tempio è stata portata avanti da tutti voi, che non contribuite solo con i compiti che assolvete per questo gruppo, ma anche con tutti gli sforzi che fate per il vostro processo di purificazione.

Così la la costruzione del tempio è avanzata considerevolmente. Il tetto è quasi finito e, per l’anno entrante, si prospetta di continuarne la costruzione, probabilmente con tocchi di rifinitura che si possono aggiungere in onore del Signore e in onore del Salvatore, Gesù Cristo.

Ogni tanto vi aggiornerò sul progresso del vostro tempio.

Ora vorrei esprimere la gioia che condividiamo per il progresso che hanno fatto alcuni tra voi amici. Penso di potervi promettere una stagione fruttuosa, che ci porterà molta gioia. La struttura di base del vostro tempio è sufficientemente stabile per poter fare questa predizione, sebbene non si possa escludere un’occasionale ricaduta individuale.

Nel cuore e nell’anima arriverete a percepire la realtà del tempio che ciascuno di voi sta contribuendo a costruire. Noi non siamo interessati ad avere una vasta platea di persone che sta seduta ad ascoltare, senza beneficiarne spiritualmente. Il superamento di un singolo difetto, il pieno riconoscimento di un’unica limitazione, contribuiscono alla costruzione del vostro tempio e al Piano di Salvezza più di una vasta folla a queste riunioni. Il progresso spirituale di un solo individuo per noi significa di più, e ci rende più felici di una tiepida partecipazione di molti.

Ora vorrei chiedervi un favore. Glorificate sempre Dio, non glorificate mai me. Perché io sono solo un servitore di Dio, felice del mio compito. Quando sperimentate l’illuminazione quale risultato dell’aiuto che mi è concesso di darvi, ringraziate Dio e solo Lui! Non dimenticate mai che è Dio la fonte, e che senza la Sua forza e la Sua grazia nessuna delle Sue creature potrebbe muovere un dito. Molte persone cercano Dio nel modo sbagliato. Cercherò di spiegare che cosa intendo.

Su questa sfera terrestre c’é parecchia delusione. A volte gli esseri umani si rivolgono a Dio solo perché trovano insoddisfacente il contatto con altri esseri umani.

Probabilmente non ricevono sufficiente amore; probabilmente la paura e la cautela annebbiano l’espressione della scintilla divina interiore. Il contatto con altri esseri umani può essere vissuto come azzardato e non arrecare quelle benedizioni che voi cercate. Potreste restarne feriti. Così la persona frustrata spesso si volge a Dio. Il sentimento è, “Dio non mi deluderà. Lui ha amore a sufficienza. Dio è lontano e intangibile, perciò non rischio nulla ad amarlo, mentre dagli esseri umani non raccolgo altro che delusioni e ferite”.

 Ora, amici miei, questo è un modo sbagliato di ricercare Dio. Certo è molto meglio della reazione primitiva di accusare Dio per le proprie delusioni e per gli errori degli altri; la reazione più grossolana è quella di dubitare o negare l’esistenza di Dio a causa delle delusioni personali. L’essere umano che reagisce così, non è ancora entrato nella scuola della vita. Rivolgersi a Dio perché è meno deludente e rischioso, rappresenta il primo livello della scuola elementare. Il modo in cui cercate Dio deriva dalla pienezza della vostra vita. Pienezza di vita significa attraversare la vita senza paura, aprirsi a tutto quello che la vita vi porta: difficoltà e gioia, tristezza e felicità, periodi bui e periodi luminosi, delusione nei confronti degli altri esseri umani, continuando ugualmente senza esitazione ad avere fiducia con cuore comprensivo; soprattutto, non avere mai e poi mai paura dei vostri sentimenti e della vita in sé. Questo significa entrare nella pienezza della vita.

Ma se vi rivolgete a Dio perché è più “sicuro” e perché rappresenta l’ultima risorsa, o la miglior seconda scelta, un rifugio, Lui dovrà mostrarvi che l’amore non opera secondo questi schemi. Verrete sottoposti a molte prove.

Probabilmente non vi rendete conto di reagire negativamente alla vita. Verificate le vostre emozioni e la vostra paura degli altri, i pericoli e i rischi della vita e dell’amore per come li conoscete, e poi chiedetevi se i vostri sforzi per raggiungere Dio non equivalgano a usarLo come un sostituto. Questo non è il solo motivo del vostro desiderio di trovare Dio. Può essere anche per un insieme di ragioni diverse che spesso dipendono dal vostro stadio evolutivo. In genere siete consapevoli dei moventi puri, mentre quelli impuri dovrete ricercarli nelle profondità della vostra anima.

E se rimaniamo delusi” – potreste chiedere – “a quel punto non dovremmo rivolgerci a Dio?”. Certo che dovreste! Ma anche qui dipende con quale intenzione lo fareste.

Se, in preda alla delusione, pregate Dio chiedendo, “Padre, aiutami a scoprire che cosa in me, rende inevitabile tale sconfitta. Che cosa posso imparare da questa lezione? Aiutami a superare la mia vigliaccheria. Aiutami ad affrontare la vita e i suoi dolori con coraggio”, in questo modo fate la cosa giusta. Ma se vi isolate dagli altri, se vi ritraete impauriti dai vostri stessi sentimenti, cercando intanto di convincervi che lo fate perché “rinunciando al mondo” potrete trovare meglio Dio, allora vi sbagliate doppiamente: Dio per voi diventa effettivamente un sostituto e, secondariamente, state mentendo a voi stessi.

Non è facile scoprire la verità. Ci sono emozioni sottili e nascoste e solo il più rigoroso e sincero auto-esame può insegnarvi la verità sulle reazioni della vostra anima. Non ingannatevi osservando solo quella parte di voi che cerca sinceramente Dio; cercate in voi anche la parte nascosta che non lo fa. Non dimenticate mai, miei cari, che le vostre emozioni sono mescolate. La parte conscia che è giusta e pura non esclude la possibilità di nascoste reazioni, emozioni e intenzioni sbagliate. Quindi mettetevi alla prova. Il modo migliore di trovare Dio è sempre quello di imparare ad amare gli altri. Come sapete, questa è una lunga strada. Abbiamo incominciato a lavorare, e stiamo continuando a farlo, in questa direzione. Solo l’amore per il vostro prossimo può aprirvi alla pienezza della vita, che è l’unica base appropriata per trovare Dio.

Osservando l’umanità, noi del mondo spirituale spesso ci rattristiamo. Vediamo così tanti uomini e donne che si struggono per il desiderio di essere amati, senza rendersi conto che quel che veramente bramano è dare amore; il fatto è che non se ne rendono minimamente conto. La parte più grossolana della loro anima, lo strato che si trova fra la scintilla divina e il corpo fisico, trasforma l’aspirazione ad amare nell’aspirazione a ricevere amore. In questo strato esiste l’ego con tutta la sua vanità, orgoglio, paura e ambizione. Quello strato egoico crede che la cosa migliore sia ricevere amore senza rischiare di venire feriti, e che sia auspicabile non lasciarsi coinvolgere dagli eventi.

In altre parole, preferite barare: volete ricevere senza dare totalmente. Ponete dei limiti. Calcolate. Vi esponete solo per ricevere amore. E poi vi sentite amareggiati perché non funziona; non può funzionare. Anche se questa strategia a volte sembra funzionare, non vi sentite gratificati dall’amore che vi viene donato. Pensateci su. Non vi è mai successo nella vita che altre persone vi abbiano amato come meglio potevano, ma essendo voi incapaci o restii ad amare, il loro amore vi sembrava più un fardello che un motivo di felicità? Qualcosa dentro di voi sa che non meritate amore, e allora vi sentite in colpa. Se non imparate a superare il vostro ego, l’orgoglio, la paura e la vigliaccheria che vi induce a barare, più amore riceverete e più vi sentirete infelici.

Se superate una debolezza e incominciate a dare un po’ d’amore, persino ancor prima di essere capaci di offrire amore vero, il vostro donare altruistico vi darà un senso di felicità e di sicurezza che non si prova mai nel ricevere con egoismo e ingordigia. Mi rendo conto che queste sono verità antiche che avete udito molte volte; dovete sperimentare le stesse verità ripetutamente, in modo che possano diventare una realtà vivente e non rimanere semplici parole.

Amici miei, una delle pratiche più importanti su questo sentiero è lo sforzo quotidiano di trarre illuminazione dalle parole che già conoscete. “Oh, questo lo so già”, dite. “Non è una novità”, e dentro di voi si chiude automaticamente una porta. In questo modo vi procurate un grave danno, mentre avreste bisogno di comprendere meglio. Sentite e vivete [veramente] ciò che credete di conoscere? Capire con il cervello è solo l’inizio. Nel vostro cervello avete una considerevole quantità di nozioni che dal nostro punto di vista non si può considerare conoscenza. Ma la conoscenza che avete nell’anima, la conoscenza che pervade in lungo e in largo tutto il vostro essere, che è per sempre parte di voi, in proporzione è minuscola.

Ora vorrei spendere qualche parola a proposito delle preghiere. Vi osserviamo mentre pregate. Dite le preghiere giuste; pregate ardentemente, instancabilmente e anche pazientemente per le cose per cui dovreste pregare. Eppure accade spesso che quando le vostre preghiere vengono esaudite, non ve ne accorgiate. Non vi rendete conto che gli eventi che vi appaiono come prove spiacevoli non sono altro che le risposte alle vostre preghiere. Avete bisogno di attraversare proprio quegli eventi, prima che ciò per cui pregate possa accadere, ma non lo sapete; pensate che la risposta alle vostre preghiere debba arrivare solo in un modo.

Non tenete in considerazione che se non vi sentite appagati, o se nella vostra vita esiste un qualche tipo di difficoltà, è perché avete violato delle leggi spirituali. Perciò in voi si è generato un blocco che non vi permette di venire appagati. Dio risponde alle vostre preghiere rendendovi consci della specifica difficoltà che sbarra la strada al vostro appagamento. Non riuscireste a divenirne consapevoli se non si manifestasse nel vostro ambiente fisico. Non potreste averne consapevolezza e [quindi] eliminare l’ostacolo che vi siete creati da soli. Ci sono amici qui, ai quali è successo proprio questo, ma non si accorgono che l’evento spiacevole era proprio la risposta alle loro preghiere. Senza quell’evento, non avrebbero potuto rimuovere l’ostacolo instaurato fra loro stessi e l’infinita beatitudine che Dio desidera per tutti Suoi figli.

Prima di passare alle vostre domande, vorrei farvi una richiesta: noi saremmo felicissimi se voi e/o il vostro gruppo iniziaste una nuova attività. Ogni volta che un amico ha un problema e gli serve un consiglio, offritegli il vostro aiuto, non importa che stia lavorando privatamente con me o meno; dovreste organizzare un incontro con gli amici del gruppo più ristretto. In quell’occasione, l’amico in difficoltà dovrebbe esporre il suo problema il più sinceramente possibile e il gruppo riflettere a fondo su di esso, esprimendo poi ciascuno il suo punto di vista sul significato spirituale, emotivo e psicologico. Chiedetevi che tipo di insegnamento se ne può trarre allo scopo della purificazione; quali leggi spirituali potrebbero venir violate a causa di quel problema, quale potrebbe essere il miglior modo di gestirlo e così via. All’inizio di tali incontri, sarebbe auspicabile che vi uniste tutti in una sincera preghiera, chiedendo guida, ispirazione e illuminazione.

Abbiamo molte buone ragioni per desiderare che questo servizio venga attentamente organizzato. Noi spiriti del mondo divino incoraggiamo gli umani a diventare indipendenti. Non gradiamo essere interpellati alle prime avvisaglie di un problema, “Cosa dovrei fare? Quale sarebbe la cosa giusta?”. Gli amici che lavorano con me privatamente, avranno notato come io scoraggi quel genere di domande. Se dovessi dirvi quel che dovete fare e come farlo, questo vi indebolirebbe. Ciò che faccio sempre, invece, è di mostrarvi innanzitutto come comprendere le cause interiori responsabili dell’effetto esterno. Vi mostro come procedere nella ricerca di quella comprensione. Per riuscirci, è essenziale che parliate apertamente dei vostri problemi. Già questo getterà una nuova luce sul conflitto in questione e vi aprirà a più profonde intuizioni, necessarie alla crescita spirituale. 

Chiedere e obbedire è meglio di niente, ma chiedere come trovare le proprie violazioni e come riconvertire le correnti interiori, è indice di quella reale e matura spiritualità che noi ci auguriamo per voi. Solo in quel modo potete rimuovere gli ostacoli per attivare il vostro canale indipendente al fine di ricevere la volontà di Dio e ascoltare le Sue risposte. Non è necessario essere un medium per farlo. Ogni essere umano sul giusto cammino può ricevere risposte da Dio. Il nostro lavoro consiste nell’addestrarvi a rendervi indipendenti e non dover ricorrere a noi per ogni decisione che dovete prendere.

L’apertura di un canale richiede allenamento e pratica. Quel che vi ho suggerito offrirà un’ottima opportunità a chiunque stia percorrendo correttamente il sentiero, esplorando le cause e le soluzioni dei suoi conflitti interiori ed esteriori. Questo vi rafforzerà tutti. Un’attività del genere, è un’altro modo di “bussare” per ricevere l’ispirazione divina. Dopo che sarete andati il più avanti possibile, lavorando tra di voi, sarò pronto a darvi un consiglio per mostrarvi la via. Tale impegno porterà gli amici del gruppo a sentirsi ancora più vicini, il che è molto importante.

La legge della fratellanza ne risulterà rafforzata. È così salutare per la vostra anima aprirsi con generosità e coraggio ai fratelli e alle sorelle su questo sentiero.

Coloro che ascoltano, che consigliano e riflettono, trarranno forza non solo da ciò che loro stessi sono in grado di insegnare, ma anche dal loro atteggiamento servizievole e disinteressato. Quindi ne risulterà solo del bene.

Nessuno di voi dovrebbe sentirsi intimidito. Se la timidezza vi è di ostacolo, vuol dire che buona parte della vostra vanità non è ancora stata superata. Se non ce la fate a discutere dei vostri problemi con gli amici che si stanno seriamente sforzando di avanzare su questo sentiero di purificazione e che desiderano onestamente aiutare, la Grazia divina non potrà scendere su di voi nella misura in cui potrebbe, se faceste lo sforzo di superare tali vanità e orgoglio.

Tutti i difetti sbarrano la strada alla Grazia divina; ogni sforzo per superare anche il più piccolo difetto, vi apre la porta alla Grazia. E’ l’orgoglio a rendervi timidi, non lo sottolineerò mai abbastanza, amici miei; e non vi pregherò mai abbastanza di seguire i miei consigli nei momenti di difficoltà.

Venite fra gli amici di questo gruppo. Convincetevi di quanto Dio desideri che lo facciate. Lentamente ma con certezza ne riceverete i frutti. Immense benedizioni giungeranno al gruppo che aiuta in questo modo e alla persona che ricerca quell’aiuto. Questo servizio regolare rafforzerà immensamente il gruppo nel suo insieme, miei cari amici!

Siate in pace. Siate in Dio!

 

*Traduzione di Simona Fossa Margutti e Mimma Salandin

 

 

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