Lez. N° 31 • La Vergogna

by Eva Broch Pierrakos 1996 The PathworkFoundation (1996 Edition) Pathwork Guide Lecture No. 31 1996 Edition June 6, 1958    …

by Eva Broch Pierrakos
1996 The PathworkFoundation (1996 Edition)
Pathwork Guide Lecture No. 31
1996 Edition
June 6, 1958

 

 

LA VERGOGNA

 

Saluti nel nome del Signore. Amici miei, porto benedizioni a ciascuno di voi singolarmente e a tutti i vostri cari.

Quando noi spiriti osserviamo gli esseri umani, possiamo notare il loro estremo bisogno di nutrimento spirituale. Il vostro corpo viene alimentato, come anche il vostro intelletto e persino la vostra natura emozionale – sebbene quest’ultima non sempre con il cibo più adatto. Ma quando si tratta di nutrimento spirituale, la maggior parte degli esseri umani muore d’inedia. C’è una gran confusione sul vero significato di nutrimento spirituale.

Non vuol dire semplicemente leggere, ascoltare o apprendere verità o leggi spirituali su Dio e la Sua creazione. Non si tratta neanche di preghiera e meditazione che comunque, se praticate in modo corretto, sono una parte molto importante del nutrimento spirituale. Tuttavia, la sostanza più importante del cibo spirituale è l’evoluzione personale. Il vostro più intimo sé, la vostra scintilla divina, implora costantemente per ricevere quel cibo, ma il vostro sé conscio rifiuta di ascoltarne la richiesta.

Quando siete tristi o depressi, quando siete insoddisfatti della vostra vita, che sia per ragioni reali e razionali o meno, è sempre perché il vostro spirito è affamato. Può essere veramente felice e realizzato soltanto chi si nutre di quel cibo essenziale che è l’evoluzione spirituale. Perché non c’è un solo essere umano vivente che non abbia l’opportunità di trovare la felicità. Dipende da voi, amici miei.

Molto spesso, però, imboccate la strada sbagliata; cercate la felicità nella direzione sbagliata; incolpate gli altri per le vostre sfortune; incolpate il destino, incolpate Dio; incolpate la presunta ingiustizia del mondo. Ma non fate quell’unico passo che vi condurrebbe alla realizzazione, con la sensazione profonda di aver vissuto la vostra vita nel modo che il Creatore aveva pensato per questa vostra precisa incarnazione. Un modo che varia da persona a persona perché, ovviamente, ciascuno deve portare a termine l’incarnazione alla sua maniera.

Non si pretende da ciascuno lo stesso lavoro e lo stesso sforzo. L’unica cosa che dovreste tenere presente, amici miei, è che se – nonostante le occasionali difficoltà esterne – non siete completamente felici, significa che avete negato al vostro spirito parte di quel nutrimento spirituale che desidera ardentemente – molto probabilmente attraverso il giusto percorso evolutivo e il riconoscimento di sé.

Chiunque ascolti o legga queste parole, ha mezzi sufficienti per procurarsi quel cibo. Nelle mie precedenti lezioni, vi ho parlato di numerosi atteggiamenti dell’anima umana che rappresentano ciò che potreste definire “l’eclissi di Dio”. La volta scorsa vi spiegai che orgoglio, volontà egoica e paura stanno alla base di tutti i difetti e sono responsabili di tutta l’infelicità e la falsità che esistono nell’anima umana. Per continuare questa serie di lezioni sulla conoscenza di sé, stasera parlerò di un nuovo argomento: la vergogna.

Ci sono un tipo giusto e uno sbagliato di vergogna. Il tipo giusto consiste nel vero pentimento. Senza quel genere di vergogna, non potrebbe mai esserci un incentivo all’evoluzione personale; nessuno intraprenderebbe mai la nobile battaglia contro il proprio sé inferiore, amici miei; se quel tipo di vergogna non esistesse nell’interiorità, nessuno imboccherebbe il cammino della purificazione. Il vero pentimento è quindi costruttivo e molto positivo. Ma c’è anche una vergogna del genere sbagliato.

Gli esseri umani confondono così spesso i due generi di vergogna, che voglio dedicare a questo argomento una parte del nostro tempo insieme.

Qual è il tipo sbagliato di vergogna? Possiamo chiamarlo un complesso di colpa che, naturalmente, è del tutto distruttivo e negativo. Anche se certamente a livello cosciente non la pensate così – che cosa esprimono realmente le vostre emozioni quando provate il genere sbagliato di vergogna? Esse dicono, “Sono irrimediabilmente cattivo e non c’è nulla che io possa fare al riguardo”.

Con quell’atteggiamento non solo sguazzate nell’autocommiserazione, ma esprimete una pigrizia che vi impedisce di lavorare attivamente all’eliminazione di quel che è sbagliato in voi. Inoltre, quell’atteggiamento diventa sempre più illogico e ingiusto perché chiedete e vi aspettate rispetto e amore dagli altri, nonostante non rispettiate né amiate voi stessi. Intendiamoci, questo non avviene a causa delle vostre imperfezioni.

Nei più profondi recessi del vostro essere, non riuscite a rispettarvi a causa dell’atteggiamento sbagliato, del tipo sbagliato di vergogna che vi rende passivi dove dovreste essere attivi.

Di conseguenza, vi ritrovate in un circolo vizioso: più negate a voi stessi l’esperienza di una vergogna costruttiva,che vi permetterebbe di risollevarvi e di lavorare su voi stessi con realistico auto-riconoscimento – che è il fondamento dell’evoluzione personale – più vi disprezzate. Più vi disprezzate e più provate il bisogno di ricevere amore e rispetto dagli altri, per supplire alla vostra mancanza di amor proprio.

Il vostro lato cieco e immaturo crede che ricevendo sufficiente apprezzamento dagli altri potrà supplire alla mancanza di quell’amor proprio che non possederete mai veramente, a meno che non adempiate alle fondamentali leggi spirituali insite nella vostra stessa anima e non diate il massimo di quanto vi è possibile per evolvervi, in rapporto alla vostra evoluzione spirituale complessiva.

Amici miei, so che nessuno formula pensieri del genere a livello cosciente, ma se esaminaste le vostre emozioni, osservando le loro richieste per quel che realmente significano ed esprimono, questo è ciò che trovereste. Ricordate – e questo è importantissimo – che la mancanza di rispetto per voi stessi non deriva dai vostri difetti, debolezze, limitazioni o errori – qualsiasi essi siano – ma è dovuta all’errato genere della vostra vergogna.

Nel momento in cui scambiate la vergogna sbagliata con quella giusta, posso assicurarvi che, nella misura in cui avverrà quel cambiamento, svilupperete un vero e giustificato amor proprio, molto prima che i vostri difetti siano scomparsi. Per rispettare voi stessi, non avete bisogno di essere perfetti.

Tutto quel che dovete fare è adottare un atteggiamento realistico e costruttivo verso le vostre imperfezioni. Più provate rispetto per voi stessi, meno cercherete il rispetto degli altri perché a quel punto avrete un sicuro punto d’appoggio dentro voi stessi. E questo cambierà così profondamente il vostro atteggiamento interiore e le vostre emanazioni che sortirete un diverso effetto sugli altri; questo renderà molto più facile alle persone che vi circondano darvi l’amore e il rispetto che desideravate in prima istanza.

Forse non vi siete accorti che il tipo errato di vergogna deriva dal vostro orgoglio e vi fa inorgoglire persino di più. A prima vista questo può suonarvi paradossale. Lasciate che ve lo spieghi così: il vostro sé inferiore, con tutte le sue limitazioni, è un fattore da tenere in considerazione se non volete evadere dalla vostra realtà attuale. Più cercate di sfuggire agli eventi della vostra vita, più la vostra anima proverà sofferenza. Covando il tipo errato di vergogna, rifuggite la vostra realtà perché ciò che le vostre emozioni esprimono è la mancata accettazione di ciò che realmente siete. Nel momento in cui vi abbattete senza speranza a causa dell’aspetto più basso della vostra natura, non vi siete accettati quali siete. Significa che vi manca l’umiltà per affrontare coraggiosamente tutto ciò che fa parte di voi – e questo è orgoglio.

Lasciate che lo sottolinei ancora una volta: dal punto di vista intellettuale sapete di essere imperfetti, ma emozionalmente no. Spesso c’è un grande abisso tra ciò che sapete e pensate coscientemente e ciò che le vostre emozioni rivendicano e desiderano. Non è affatto difficile portare alla coscienza le vostre emozioni, se solo foste disposti a tradurle in pensieri concisi, ma ci vuole un piccolo sforzo. Le vostre emozioni pretendono la perfezione prima ancora che siate in grado di farlo. Vi ponete più in alto di quanto possano permettervi gli sforzi fatti finora.

Al tempo stesso, sapete o almeno intuite, di non essere ancora a quel livello. Invece di riconoscere questo fatto a livello cosciente e di lavorare lentamente per giungere dove vorreste, vi risentite col mondo e con voi stessi per essere ciò che siete, e rifiutate di fare lo sforzo interiore per diventare come vorreste essere. Così l’errato tipo di vergogna significa orgoglio, pigrizia, ingiustizia e fuga dalla vostra attuale realtà. E’ questo che vi fa sentire in colpa, amici miei, e non i difetti reali che potreste anche avere.

Quelli non vi farebbero mai sentire in colpa, purché adottiate il tipo giusto di vergogna, accettandovi con umiltà così come siete adesso, senza fuggire dalla vostra realtà e quindi costruendovi da lì – lentamente, passo dopo passo. E’ il solo modo realistico e costruttivo per cambiare ed evolvere.

L’atteggiamento sbagliato, oltretutto, comporta ulteriori rischi. A causa dell’orgoglio e della necessità di rispetto e amore da parte degli altri, incominciate a distaccarvi da ciò che realmente sentite e pensate di voi stessi e lo nascondete dietro a un muro, per così dire. Non osate mostrarvi per come siete veramente, perché le vostre emozioni vi inducono a credere che se lo faceste gli altri vi disprezzerebbero. Come ho detto prima, più mancate di auto-stima, più vi appare importante il rispetto degli altri. Così create un sé maschera. In un modo molto sottile, diventate dei simulatori. E questo, a sua volta, vi scoraggia, portandovi a disprezzarvi ancora di più.

Il circolo vizioso continua a tutta forza e vi trascina in conflitti emotivi sempre più profondi, finché non svilupperete il coraggio e l’umiltà per spezzarlo. Per favore, non confondete il mostrare come siete realmente, incluso il vostro sé inferiore, con il lasciarvi andare ai suoi impulsi nelle vostre azioni. C’è un’enorme differenza tra quello e il semplice riconoscervi e accettarvi per ciò che siete, senza costruirvi una diversa personalità per apparire migliori al mondo esterno. Spesso ci si costruisce un falso “sé reale” proprio per le ragioni espresse qui.

Se, di fronte ai vostri difetti, in qualche modo vi sentite ancora tristi, amareggiati, insolenti o disarmonici, allora non vi siete ancora accettati per come siete. Dovete ancora lottare per la via di mezzo. Accettarsi non significa voler restare in uno stato d’imperfezione; significa che dovete innanzitutto imparare ad accettare il vostro stato d’imperfezione.

Dovreste anche scoprire se desiderate essere apprezzati per le vostre limitazioni quale compensazione alla vostra presunta incapacità di cambiare, per poi arrivare ad apprezzare voi stessi. Quando avrete reso cosciente questa ed altre emozioni irragionevoli, sarà facile dirigerle nei canali appropriati.

Quando sarete capaci di accettarvi veramente e sinceramente per come siete, senza desiderare di apparire migliori, avrete raggiunto il requisito di base per essere su questo sentiero, amici miei. Non ci siete ancora, per adesso, siete soltanto ad uno stadio preparatorio per attraversare il ponte che vi conduce ad esso. In altre parole, finché nutrite il genere sbagliato di vergogna, non potete avanzare su questo sentiero; dovete scambiarlo con il giusto tipo di vergogna.

Il tipo sbagliato di vergogna creerà uno stato mentale che non solo è estremamente morboso, come ho sottolineato poco fa, ma vi porterà anche a sentirvi sempre più soli. Ogni volta che vi sentite soli e incompresi, vi raccomando di rendervi conto che almeno per una certa misura, deve esserne responsabile la situazione che ho descritto e non la mancanza d’amore e comprensione da parte degli altri. Per quanto le persone che vi circondano siano incapaci di amare, non vi sentireste mai soli se questo atteggiamento errato non fosse in qualche modo prevalente in voi.

Perciò non cercate un rimedio all’esterno, ma voltatevi a guardare dentro di voi. Chiunque voi siate, probabilmente vi vergognate di qualcosa. Che sia grande o piccola, importante o insignificante, non è questo il punto. Voi la coprite, la nascondete, e [dal di fuori] sembra che non abbiate nulla di cui vergognarvi. Questo è il muro che vi separa dagli altri. Ma in questo modo non potrete mai essere sicuri di essere veramente amati e apprezzati, perché in voi c’è sempre una vocina che continua a dire, “Se solo sapessero come sono veramente e quello che ho fatto, non mi amerebbero”.

Questo vi fa sentire soli, sofferenti e apatici. Pensate che tutto l’affetto che ricevete sia destinato alla persona che sembrate e non a quella che veramente siete. Naturalmente, in quello stato vi sentite soli e insicuri; ma solo voi potete cambiarlo – nessun altro. Vi sarà facile rendervi conto che l’unico rimedio a questo costante stato di solitudine, di insicurezza e di crescente disprezzo per voi stessi è quel passo che vi sembra il più difficile, vale a dire demolire il muro della vergogna e mostrarvi esattamente come siete.

Più tentate nell’altro modo, il modo del sottile inganno, più il vostro dilemma sarà profondo. Lo avete già sperimentato. Quindi dipende da voi fare quel coraggioso passo di diventare voi stessi e acquisire la vera sicurezza e il vero apprezzamento da parte dei vostri amici. Perché coloro che sono spiritualmente evoluti e capaci di amare, certamente non vi ameranno di meno; esattamente il contrario. E quelli che sono immaturi e quindi incapaci di amare, non ritrarranno il loro amore da voi poiché non ve l’avranno mai veramente dato, né voi l’avrete mai posseduto.

Tali persone si trovano esattamente nella stessa condizione in cui vi trovate voi ora: affamate d’affetto, rispetto e amore per placare la loro mancanza di autostima, assente perché neanche loro hanno il coraggio di essere se stesse. Il loro genere d’amore è sempre stato soprattutto un’illusione. Così l’unico modo di costruire su un terreno sicuro sul quale ergervi, è interrompere la finzione che avete laboriosamente coltivato per tutta la vita. All’inizio sembra essere un passo difficile da compiere, amici miei.

Voglio sottolineare di nuovo che non ci si aspetta che andiate a raccontare i vostri segreti a tutti quelli che incontrate. Per aprirvi, scegliete la persona giusta; scegliete una persona che possa aiutarvi. Quindi scegliete qualcuno a cui siete davvero vicini e che vi conosca per come siete veramente. Altrimenti non potrete mai essere voi stessi. Non è questione di quel che dite, ma piuttosto di quel che sentite; una questione di atteggiamento interiore. Per correggere le vostre emozioni, spostandole dal genere errato a quello giusto di vergogna, tutto quel che dovete fare è scavare nelle vostre emozioni e, come ho detto tante volte, tradurle in pensieri chiari e concisi.

A quel punto, quando vedrete l’illogicità del lato immaturo della vostra anima, potrete porvi rimedio. Solo dopo averlo fatto sarete in grado di fare il passo successivo. Solo a quel punto avrete sicurezza e autostima. Finché vi nasconderete dietro a un muro di falsità, non potrete che disprezzarvi – molto più di un vostro fratello o sorella che può anche avere molte più debolezze di voi ma che ha il coraggio di vivere senza finzione, agendo con coerenza con il suo vero sé. Non è la bravura o il numero di debolezze che ancora avete a determinare la vostra autostima.

Il rispetto di voi stessi – e di conseguenza anche il rispetto degli altri – si può misurare soltanto in base a quanto siete veri, o a quanto vi ingannate e fuggite da voi stessi o quanto vi nascondete dietro un muro di finzione. Questo muro di finzione non è facilmente riconoscibile dall’esterno. E’ qualcosa di interiormente sottile che solo voi potete rintracciare, esaminando e sondando le vostre emozioni e il loro significato.

Il vero pentimento in senso positivo, significa semplicemente prendere atto del sé e accettare le sue debolezze del presente con il profondo desiderio di cambiare. Allo stesso tempo, avete bisogno di riconoscere che il cambiamento può giungere solo constatando di continuo i difetti profondamente radicati e comparando le reazioni sbagliate con quelle ideali. In tal modo apprenderete l’umiltà.

Quando non desidererete più apparire migliori di quanto siete anche ai vostri stessi occhi, sarete scesi dal piedistallo sul quale vi eravate posti. Solo dopo aver demolito l’edificio di finzione, potrete incominciare a ricostruire. Se avrete il coraggio di inciampare mille volte negli stessi errori e di rialzarvi sempre per riprovare di nuovo, avrete pagato a Dio il debito che Gli dovete; allora avrete meritato la Sua grazia; allora sarete veramente sul sentiero.

A quel punto vi sbarazzerete dell’orgoglio e della falsità molto prima di essere perfetti in ogni dettaglio della vostra personalità. In quel modo vi avvicinerete alla perfezione molto più velocemente di quanto pensiate, nonostante alcune ostinate limitazioni che persisteranno per un po’. In quel modo, ce la farete.

Ma se, ogni volta che avete di nuovo inciampato nello stesso errore, vi scoraggiate tanto da disperare di voi stessi, desiderando arrendervi e considerando insensato accettarvi, allora provate il genere distruttivo e debilitante di vergogna che non vi porterà mai da nessuna parte. Perché se vi disperate con tanta facilità, in voi c’è troppo orgoglio, e di conseguenza l’azione risanatrice e curativa della capacità di osservare le vostre debolezze alla luce di ciò che realmente sono, senza esagerarle né sminuirle, non sarà in grado di influire sulla vostra anima.

Così, amici miei, non disperate se per un certo periodo non riuscite a superare le vostre debolezze. Forse ora riuscite a capire di disporre di un potente agente curativo, in grado di guarire qualcosa persino più importante dell’attuale debolezza che state trattando. Apprenderete il sano genere di vergogna e di auto-accettazione, che porta umiltà, domina l’orgoglio e vi mostra come vivere la vostra personale realtà. Se aveste subito successo nel superare i vostri difetti individuali, ciò potrebbe rendervi addirittura più orgogliosi, e l’orgoglio è più dannoso di molti altri difetti.

A parte questo, i difetti contro cui vi battete spesso si sono radicati in voi attraverso molte incarnazioni, perciò non potete aspettarvi di sbarazzarvene in pochi anni. Tuttavia, se sarete capaci di fronteggiare queste debolezze, prendendone atto con occhi aperti e un sano atteggiamento, imparando anche mentre ci starete ancora inciampando, se avrete l’umiltà di affrontare voi stessi sapendo dove vi trovate veramente – né troppo in basso, né troppo in alto, allora pur essendo ancora imperfetti, starete già gettando le basi per un sano e ideale atteggiamento interiore.

Riflettete e meditate su questo, amici miei. Non basta ascoltare o leggere le mie parole una volta sola, perché non sarebbe il genere di cibo spirituale adatto ad aiutarvi a scoprire dove i vostri sentimenti deviano ancora dallo stato ideale. Ritrovatene in voi l’eco che vi guida nei vostri sforzi quotidiani e nel vostro lavoro spirituale. Quando lo farete, vi starete alimentando con il cibo di cui il vostro spirito necessita.

Forse ora incominciate a percepire perché sia tanto necessario essere in grado di parlare apertamente di voi a una persona qualificata e quindi alle persone cui vi sentite veramente vicini. Perché finché tenete delle cose nascoste dentro di voi, perdete il senso delle proporzioni. Potete esagerare una cosa e sottostimarne un’altra, mentre una persona non coinvolta con i vostri problemi e i vostri sforzi interiori, può vedere le cose sotto la giusta luce. Come ho detto spesso nelle sessioni private, c’è una legge spirituale che si applica parimenti alla psicoanalisi e alla confessione. E’ la legge della fratellanza.

Quando vi aprite a un’altra persona, arrischiate un atto di umiltà. In quel momento, con quella persona non volete apparire più perfetti di quanto siete. Questa è una delle tendenze umane più dannose, amici miei. Ma mostrandovi a un altro per come siete, sentirete istantaneamente il sollievo cui il vostro spirito ha sempre aspirato, anche se quella persona non vi suggerisce il benché minimo consiglio.

Quando agite contro le sue leggi, il vostro spirito soffre; ma se siete capaci di rivelare voi stessi con umiltà, tutto a un tratto vi sentite meglio. E’ all’opera la legge della fratellanza. Qualcosa in voi dice, “In questo momento non voglio apparire migliore di quanto non sia. Voglio mostrarmi come sono; non mi sforzo di ottenere quel rispetto e quell’amore che non credo mi siano realmente dovuti, a causa delle cose di cui mi vergogno”. Sebbene anche quello sia un errore, poiché amore e rispetto sono dovuti a qualunque creatura vivente.

In quella visione distorta, soffrite di solitudine e continuate a fingere in modo sottile. Anche il genere sbagliato di vergogna viola la legge della fratellanza. Così potete vedere ancora una volta come ogni moto interiore possa essere giusto quando deriva dal sé divino, mentre lo stesso possa venire distorto dalle forze luciferiche. Questo vale anche per la vergogna.

Così io vi dico, amici miei, se desiderate evolvervi su questo sentiero veramente e sinceramente, al momento opportuno troverete una guida. Sarete come spinti in un angolo dove aprirvi per la vostra stessa salvezza. Naturalmente, avrete sempre il vostro libero arbitrio, cosa che noi spiriti rispetteremo sempre e non violeremo mai, anche se sappiamo che cosa può sembrarvi tanto difficile da esprimere.

Ma siete voi a dover parlare; non lo faremo noi al posto vostro. Siete sempre liberi, quindi, di rifiutarvi e di ritirarvi sempre di più nel vostro angolo, irritati per essere stati spinti in questa direzione. Tuttavia, potete anche approfittare di questa opportunità e venir fuori dal vostro nascondiglio, aprire gli occhi e vedere che qui sta la vostra salvezza. Dipende da voi.

Quando la guida si presenta sotto forma di una prova spiacevole, non riuscite a comprendere a fondo che cosa vi stia succedendo. Eppure essa è lì per aiutarvi a fare ciò che è necessario. Questo aprirsi della vostra personalità è terapeutico. Voi considerate quelle esperienze spiacevoli come delle difficoltà. Tuttavia, una volta capito perché sono necessarie, cesserete di vederle in quel modo. Siete come dei bambini; non sapete ciò che è bene per voi. E gli aiutanti di Dio che sono costantemente intorno a voi – particolarmente a chi ha intenzione di intraprendere questo sentiero di purificazione – riescono a guidare e ispirare le persone, per creare quelle situazioni che possano garantirvene l’opportunità.

Ma dovete decidere con il vostro libero arbitrio, se volete o meno imparare da esse. Potete aprire gli occhi per cogliere il significato della situazione, o sottrarvi al problema e rifiutare di riconoscere il richiamo, perché è un vero richiamo! Decidete, amici miei! Volete prendere il coraggio nelle vostre mani o pensate di poter proseguire su questo sentiero senza trovare il coraggio di seguire il richiamo?

Posso promettervi una cosa: dopo aver preso la decisione di intraprendere questo sentiero, percepirete già un assaggio della rinascita spirituale, che prima o poi arriverà, dopo che avrete raggiunto una certa fase. Più grande è lo sforzo e l’apparente difficoltà di riconoscere e seguire il richiamo, più grande saranno il sollievo, il senso di vittoria, la felicità, l’autostima, la gioia e la pace interiore che proverete quando la prova sarà superata e avrete pienamente compreso come ripartire da quel punto.

Vi prego di ricordarlo bene, amici miei. Non scegliete di dimenticare queste parole, pensando segretamente che riuscendo a evadere il problema, la situazione cesserà di esistere. Leggete le mie parole ogni giorno, ogni volta che vi trovate ad affrontare una tale decisione.

Non abbiamo a che fare soltanto con quel che sapete e nascondete di proposito. Quello sarebbe relativamente facile. Una volta imparato a portare a livello conscio pensieri e sentimenti nascosti, avrete bisogno, col nostro aiuto, di cercare di scoprire quali siano le correnti inconsce nascoste dietro ad essi. A quel punto sarà quello il lavoro da fare. Naturalmente non potrete farlo da soli; e non potrete farlo senza aver raccolto il coraggio di portare allo scoperto quel che sapete.

La maggior parte della gente nasconde fattori inconsci altrettanto attivi di quelli consci. I primi sono un po’ più complicati da trovare. Il primo requisito è sentirsi abbastanza liberi e aperti da riuscire a parlare di tutto quel che riguarda la vostra persona. Senza far questo non potrete mai raggiungere le motivazioni, le correnti e le emozioni inconsce.

Se realizzerete le condizioni necessarie, vi sarà dato aiuto – di questo potete essere certi. L’aiuto che vi occorre è la Grazia di Dio. Senza di essa non riuscirete a raggiungere il vostro inconscio e le ostinate vergogne nascoste che vi bloccano la strada. Ma se vi aspettate la Grazia di Dio con sentimenti di sfida e rabbia, dicendo a voi stessi, “Perché non posso averla? Perché ad altri e non a me? Ho sofferto così tanto! Ora mi è dovuta, perché mi sono sforzato duramente”, allora allontanate il momento della Grazia, perché il vostro atteggiamento non è umile.

Vi arrogate il diritto di giudicare, ma non potete giudicare. Non avete modo di giudicare quanto abbiate sofferto, quando meritiate la Grazia e quanto duramente vi siate sforzati, specialmente rispetto ad altri. Vi mancano gli elementi di paragone, vi manca persino una totale conoscenza di voi stessi, perché finché non sarete in grado di esplorare ciò che si nasconde nell’inconscio, non vi conoscerete. E come osate giudicare e fare confronti se non conoscete nemmeno voi stessi?

Quando con La Grazia, miei cari, sarà molto più vicina quando coltiverete uno spirito di vera umiltà e pazienza. Se avete delle difficoltà, cercate di concentrarvi su questo. Se non riuscite ad avanzare, sebbene stiate lavorando e facendo del vostro meglio – e molte persone non avanzano perché non lavorano come potrebbero, dunque non si tratta di mancanza della Grazia – e se ci sono dei blocchi che vi pare di non riuscire a penetrare, chiedete a voi stessi, “Quanto è umile il mio atteggiamento?”. Coltivate queste parole invece di allontanarvi da Dio nel momento in cui le cose si fanno difficili. E’ questo il mio consiglio per i miei cari e amati amici.

Prima di passare alle vostre domande, mi piacerebbe dibattere un ulteriore argomento. Ho già detto che vi vergognate dei vostri difetti, molti dei quali non vorreste avere.

Tuttavia, c’è anche un’altra categoria e sarà importante guardare ai vostri difetti anche da questo nuovo punto di vista, vale a dire l’avere alcuni difetti a cui siete affezionati. Questo spiega perché non riuscite ad avanzare in certi particolari aspetti della vostra evoluzione. Voi non lo ammettereste, ma in realtà siete piuttosto fieri di alcuni vostri difetti. Naturalmente, finché è così, non c’è speranza di poterli superare.

Scoprite come questo fatto si verifica anche in voi. Una volta che vi sarete resi conto di essere emotivamente attaccati ad alcuni dei vostri difetti, pregate affinché Dio vi aiuti a riconoscere il motivo di quell’attaccamento e che cosa si nasconde dietro ad esso. Pregate per essere capaci di vedere quell’atteggiamento sotto una luce obbiettiva, in modo da sviluppare nei suoi confronti il giusto genere di vergogna.

Verificate tutti i vostri difetti e le relative reazioni emotive, in tutta onestà. Mentre scorrete la lista, vedrete che ci sono alcuni difetti che davvero non vi piacciono e altri a cui, in qualche modo, tenete molto. A quel punto, nel percepire l’attaccamento, chiedetevi, “Come reagirei se un altro mostrasse lo stesso difetto, allo stesso modo o in un modo molto simile?”. Spesso siete veramente piuttosto irritati quando un altro essere umano mostra lo stesso difetto del quale, in qualche modo, voi andate fieri. Se osservate il difetto da quel punto di vista, l’orgoglio che provavate sparirà. Tuttavia, fino a quando l’orgoglio persiste, non potrete assolutamente superare il difetto. Sarò felicissimo di rendermi disponibile per analizzare qualunque difetto decidiate di sottopormi.

Vi mostrerò come siano tutti immancabilmente connessi con l’orgoglio, la volontà egoica e la paura. Vi mostrerò come analizzare il difetto, come esso conduca ad altri difetti e quale sia il nesso – aiutandovi in tal modo a comprendere meglio voi stessi. Vi mostrerò come meditare su di esso e come procedere con il lavoro spirituale sul vostro sentiero. Vi mostrerò anche come ogni singolo difetto, debolezza o imperfezione siano un ostacolo diretto all’amore – e quindi a Dio.

Vi indicherò anche quale sia la sottostante qualità positiva che sta dietro a ogni difetto, perché non c’è difetto che non sia la distorsione di qualcosa di buono e puro. Cercate di farlo come esercizio; applicatelo ai vostri difetti, perché il vostro lavoro spirituale è inutile se rimane astratto e impersonale. Se siete incapaci di farlo, parlate qui dei vostri difetti. Ora, ci sono domande in relazione a questo argomento prima di passare alle vostre altre domande?

DOMANDA: Hai sottolineato il fatto che ci si dovrebbe aprire a una persona qualificata. Potresti spiegarci il problema di chi ha il desiderio di aprirsi e di essere umile, ma lo fa con chiunque senza distinzione e quindi non ne ricava nulla di buono – solo danni morali e ripercussioni?

 RISPOSTA: Sì, come vedete qui si tratta dell’estremo opposto, e sapete che tutti gli estremi sono sbagliati. Quella persona ha un bisogno profondo che lo spirito invoca.

Il reale bisogno non viene riconosciuto, perciò si ricerca una soddisfazione sbagliata. Tuttavia, il caso che menzioni non è così estremo come pensi. Spesso un essere umano parla con gli altri di molte piccole cose, e svela persino alcuni reali difetti che ha, ma solo allo scopo di mantenere nascosto il vero problema.

 DOMANDA: E se quella stessa persona maschera i veri difetti e inventa finte colpe da divulgare?

RISPOSTA: Succede. Vedete, non servirà a nulla consigliarle di scegliere di aprirsi con la persona giusta, perché non saprà mai quale sia la persona giusta. Manca di intuizione, come anche di un sano giudizio intellettuale. Né l’una né l’altro possono funzionare correttamente finché una persona si giustifica e nasconde le reali ragioni. Bisogna prima portarla a riconoscere questo fatto ma, ovviamente, solo attraverso un processo molto lento; e non lo si può fare del tutto se la persona non lo desidera. Ma il desiderio può crescere.

Siate benedetti tutti. Siate in Dio.

 

Traduzione di Simona Fossa Margutti e Mimma Salandin

 

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