Lez. N° 29 • Forze Attive e Passive – Scoprire la Volontà di Dio

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 29 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 29
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore. A tutti voi porto benedizioni, amici miei. Benedetta è quest’ora.

Nell’universo ci sono dodici forze attive e dodici forze passive, dette anche princìpi fondamentali. Secondo lo schema del “Pistis Sophia”, queste forze sono concentrate nei più elevati reami spirituali di luce e vengono governate dalle rispettive entità, ognuna delle quali rappresenta o personifica un principio attivo o passivo.

Nella loro specifica forma, esse rappresentano la perfezione. Tutto l’universo è permeato da queste forze, ed esse sono possibili in infinite varietà e combinazioni. L’espressione i “ventiquattro invisibili” che si ritrova nel “Pistis Sophia”, si riferisce ai princìpi come alle entità. Esse sono invisibili in tutte le sfere che si trovano al di sotto del più elevato reame di luce. Ma in quest’ultima sfera, i princìpi o forze, come anche le entità personificate, sono visibili sotto forma di raggi o sottili filamenti sparsi nell’atmosfera. Si possono notare non solo grazie ai vari colori e sfumature, ma anche al profumo, al tono e ad altre caratteristiche sconosciute alla percezione sensoriale umana.

[NdT: Il “Pistis Sophia” (dal greco: Fede e Saggezza), detto anche il “Libro del Salvatore” è un vangelo apocrifo di origine gnostica, scritto in copto e risalente probabilmente alla seconda metà del III secolo, riscoperto in Egitto nel 1773; al pari di altri vangeli gnostici, contiene rivelazioni segrete di Gesù risorto, rivolte nel corso degli undici anni successivi alla sua resurrezione a Maria sua Madre, a Maria di Magdala, a Marta e ai suoi discepoli riuniti in assemblea. – Vedi anche Lez.24 – Fonte: http://it.wikipedia.org]

Non vi sto dicendo tutto questo tanto per darvi informazioni sulle più alte sfere, perché di per sé questa non sarebbe una motivazione sufficiente, per quanto interessante possa esserne la conoscenza. Dovreste sempre trarre qualche beneficio pratico da queste lezioni, da poter utilizzare nella vostra vita reale, in ogni momento presente. Dal momento che ogni forza o principio presenti nell’universo riguardano anche ogni singola anima umana, vedrete che può derivare un beneficio anche da questo frammento di informazione apparentemente astratto. In altre parole, è possibile stabilire – e dovrebbe essere attuata – una connessione personale, in quanto l’intero universo si trova dentro di voi.

Il modo in cui gli esseri umani sfruttano e dirigono questi princìpi o forze, determina la loro vita, la loro armonia e la loro felicità. Ho detto spesso che attività e passività sono due aspetti divini fondamentali dell’universo.

Ora potete osservare che non esistono solo un principio attivo ed uno passivo, ma dodici per ciascuno. Per l’umanità il problema di pone riguardo a quando assumere un atteggiamento attivo, e quando uno passivo. Quando dovreste far uso del libero arbitrio di cui siete dotati, che corrisponde all’attività, e quando invece non dovreste esercitarlo – lo stato corrispondente alla passività – in modo che possa essere rispettata la volontà di Dio? Voi inquadrate il problema in questi termini, ma proprio qui incorrete in un errore fondamentale, amici miei. Perché non è affatto vero che dobbiate essere passivi se volete seguire la volontà di Dio. Per soddisfare pienamente la volontà divina, vi serve una gran quantità di attività e di forza di volontà.

Quando le forze attive vengono usate nei canali destinati alle correnti passive, si crea una congestione il cui risultato finale, per l’essere umano, è la frustrazione. Se le forze passive sostituiscono quelle attive, entrando nei canali dove dovrebbe operare e fluire liberamente il principio attivo, non ci sarà congestione ma piuttosto un blocco o un ristagno. L’indolenza, indotta dall’uso errato delle forze attive, non si riscontrerà solo nello sviluppo generale, ma anche in particolari aspetti dell’anima umana, interessando gradualmente l’intera struttura interiore della persona.

Chiunque sia sul sentiero, ha un grande bisogno di scoprire in quale ambito le forze dovrebbero essere attive o passive. Cercherò di far luce su questo argomento. Le mie parole vi aiuteranno anche a comprendere che per ottemperare alla volontà di Dio, la passività non è necessaria. Per aderire alle leggi divine che vi sono note, dovreste essere sempre attivi e far uso della vostra forza di volontà – che non significa volontà egoica, poiché sono due cose diverse. E non è tanto difficile da scoprire, persino per chi non riceve questi particolari insegnamenti e una guida personale. Le persone che trovano Dio in ogni religione o filosofia esistente e quelle che non sono particolarmente vicine a Dio, che possono magari essere agnostiche o persino atee, ma che hanno un alto standard etico e morale, sanno che cosa è giusto o che cosa è sbagliato semplicemente affrontando la situazione del momento, e interrogandosi sinceramente, sondando se stesse. A quel punto sapranno. Per fare tutto questo avete certamente bisogno della vostra forza di volontà.

Tuttavia, ogni volta che dovrebbero dominare le forze passive, mentre sfortunatamente le sostituite con quelle attive, voi non potete cambiare né le circostanze né le persone. Quando le cose non si accordano alla vostra volontà o quando gli altri sono in torto, la gente è incline a ribellarsi interiormente. Allora un movimento attivo inizia a prendere il posto della passività.

Tutte le volte che provate un’emozione e la seguite fino alle sue radici, scoprirete che dietro ad essa si trova un desiderio. Desiderio significa attività. Potete avere desideri positivi: ad esempio, intraprendere un cammino di purificazione o imparare ad amare. Superare le vostre debolezze, o voler essere sinceri con voi stessi, cosa che all’inizio è dolorosa, sono altri esempi di desideri costruttivi e positivi. In questo caso, per poterli realizzare, bisogna usare la forza attiva. Ma ci sono anche desideri non positivi. Ogni volta che nel cuore si trova risentimento, paura, odio e altre emozioni simili, esiste un desiderio negativo, cioè una forza attiva è stata usata al posto di una passiva, poiché un desiderio sbagliato non può essere veramente soddisfatto e, se sembra esserlo, è una soddisfazione del tutto temporanea e illusoria, e voi vi sentite frustrati.

Parlando in termini pratici, come vi dovreste comportare in quelle situazioni in cui dovreste restare passivi? Non potete cambiare questo mondo o le altre persone, amici miei. Razionalmente potete anche saperlo benissimo, ma anche le vostre emozioni lo sanno sempre? Certamente no! Rimane da stabilire se le vostre emozioni inizieranno o meno a seguire ciò che sapete a livello teorico. Così, il corretto atteggiamento dovrebbe essere quello di accettare ciò che non potete cambiare, vale a dire le azioni e gli atteggiamenti di altre persone, e le circostanze al di fuori del vostro controllo. Accettatele realmente e sinceramente a livello emozionale, così come a livello di conoscenza superficiale, e riuscirete a re-incanalare le correnti attive e passive utilizzate in modo erroneo.

Questo significa anche accettare con umiltà l’imperfezione di questa sfera terrestre, consci che, dal momento che voi stessi non siete perfetti, non potete e non dovete risentirvi per le imperfezioni degli altri, anche se queste possono essere diverse dalle vostre. Questo vuol dire anche accettare le vostre imperfezioni, la qual cosa non significa voler rimanere come siete. Dovete riconoscere le vostre imperfezioni e accettare che per il momento esse esistono realmente. Adesso possedete molte imperfezioni che non avete ancora accettato in modo cosciente, perciò vi ribellate a questo stato di cose. Nell’atto di ribellarvi, mettete in azione una forza attiva al posto di una forza passiva. Solo dopo che la forza passiva è stata coltivata, si può dar risalto a un altro tipo di corrente attiva, in modo da poter gradualmente iniziare a superare l’imperfezione. Finché vi ribellerete alle cose che non possono essere cambiate, o che potrebbero essere cambiate solo da una diversa attività interiore, ci sarà una pressione e vi ritroverete a sbattere interiormente contro un muro di pietra. Finché non abbandonate o rilassate questa forza stressante che va nella direzione sbagliata, non potete mettere ordine nella vostra anima.

Imparate a riconoscere quando i vostri desideri fluttuano verso direzioni sbagliate. Se la forza attiva dei desideri irrealistici è rilassata, ne avrete molta di più per i desideri positivi e realistici, per i quali avete un disperato bisogno della forza attiva che al momento è troppo debole. Perché? Non perché vi sia stata data meno forza rispetto ad altre persone, ma perché non avete gestito bene la vostra casa interiore. Avete permesso che si instaurassero disordine, disorganizzazione e cattiva amministrazione. La quantità giusta e necessaria della forza è a disposizione di tutti, perché̀ ognuno possa realizzare la propria vita nel modo migliore possibile. Dipende da voi usare quell’energia in modo appropriato, senza sprecarla.

Non crediate neanche per un momento che coloro che sembrano deboli e senza volontà usino meno forza attiva di quelli palesemente forti e ostinati. Spesso è vero proprio il contrario. I primi semplicemente non fanno mostra della loro volontà a causa di altre tendenze psicologicamente in conflitto. Ma nella loro anima tutto scricchiola sotto la pressione della volontà frustrata, che spinge nella direzione sbagliata. Costoro non sempre sono consapevoli della loro condizione, ma i sintomi della loro attività mal diretta si evidenziano in una minore salute, energia e pace mentale. Nel momento in cui diventate passivi quando dovreste effettivamente esserlo – non solo nei pensieri, dove ingannate voi stessi, ma nelle vostre più profonde emozioni – avrete una nuova forza e un’energia vitale che non avevate mai conosciuto prima. Perché questo avvenga, dovete accettare quel che non potete cambiare immediatamente con un’azione diretta.

Per ora questo può suonarvi ancora confuso, amici miei, perché non sapete come individuare i vostri reali sentimenti. Sapere come incominciare non è così difficile come pensate. Il fattore fondamentale è, ancora una volta, arrivare a conoscervi e porvi le domande pertinenti. Questo è davvero semplicissimo, una volta che avete deciso di accettare l’inevitabile necessità di farlo.

Ogni volta che provate un’emozione sgradevole, quale rabbia, ansia o risentimento – e le vostre giornate sono spesso piene di tali emozioni – smettete di giustificarle attribuendole agli atteggiamenti sbagliati degli altri. Chiedete piuttosto a voi stessi, “Che cosa voglio veramente?”. Sappiate che nel momento in cui provate un’emozione, c’é qualcosa che volete; altrimenti non vi sentireste così. Non sto affatto dicendo che tutte le emozioni siano sbagliate, ma le emozioni sgradevoli devono comunque avere da qualche parte una premessa sbagliata, indipendentemente da quanto gli altri possano essere in torto. L’ipotesi che esista una premessa sbagliata è spesso confermata da una pressione attiva, volta a cambiare una condizione o una circostanza dove invece dovrebbe regnare l’accettazione.

Scoprite di quale desiderio stressante si tratta ed indagatelo. Fare questo richiede certamente allenamento e dovreste prendere l’abitudine di osservare voi stessi da questo punto di vista, ma quanto è benefico questo modo di pensare! Una volta incominciato, se non lo abbandonate, vedrete che diventerà come una seconda natura, una sana consuetudine senza la quale non vorreste né dovreste più voler vivere. Farà parte della quotidiana pulizia dell’anima. Prima di incominciare a osservarvi in questo modo, spesso venite presi dalla confusione emotiva sulla natura della vostra anima. Non riuscite a capire chiaramente quel che succede dentro di voi, né quali siano i vostri desideri. Una volta iniziato a focalizzare la vostra attenzione sulle emozioni, notando quale desiderio si celi dietro ad esse, trovarlo diviene in effetti molto semplice.

E questo è lo scopo della revisione quotidiana di cui vi parlo tanto spesso.Ma se qualcuno di voi non può o non vuol fare questo lavoro di scoperta sotto forma di riesame quotidiano, ci sono altri modi di farlo. Quando avete un momento libero, ripensate alle ultime ore passate e individuate quali sono stati realmente le vostre emozioni in quelle ore o nel corso di una particolare esperienza. Poi chiedetevi, “Che cosa voglio?”. E quando troverete la risposta, avrete già un indizio. Spesso la risposta sarà che un’altra persona ha fatto qualcosa di sbagliato, o che a voi pare sbagliato, e che voi volete che quella persona cambi.

Così potrete effettivamente osservare da vicino che siete attivi, mentre dovreste essere passivi, in quanto desiderate attivamente un cambiamento che non potete provocare. Quando questi desideri eccessivamente attivi scorrono nel canale sbagliato, dimenticate completamente quei momenti in cui voi avreste il potere di cambiare, se solo guardaste a voi stessi e non agli altri. Infatti ognuno di voi è dotato di un enorme potere! Eppure non ve ne rendete conto. Perché? Perché orientate erroneamente il vostro potere in canali sbagliati, ed esso va sprecato. Lo usate in maniera improduttiva.

Se imparate a esaminarvi in questa maniera, non troverete soltanto desideri sbagliati e irrealizzabili, ma anche desideri contraddittori. Spesso desiderate contemporaneamente due cose impossibili, dando luogo a un corto circuito interiore che deriva proprio dai desideri in conflitto tra loro. Prendete consapevolezza dello stato paradossale delle cose dentro di voi. Il solo modo in cui potete farlo è praticando qualsiasi tipo di revisione quotidiana. Siate sinceri con voi stessi nell’esaminare i vostri sentimenti e i desideri celati dietro ad essi. Quello è il procedimento per raggiungere la maturità, amici miei.

I vostri desideri inconsci e spesso conflittuali sono sempre immaturi. Spesso desiderate l’impossibile, come un bambino; vi ritrovate a desiderare qualcosa che non potete ottenere, o per cui non siete pronti a pagare il prezzo. Il fatto di non considerare il problema da questa angolazione, e che quindi non vi rendete conto che c’è un prezzo da pagare per ogni desiderato appagamento, non modifica minimamente le circostanze. Nella vostra riluttanza a pagare il prezzo necessario per raggiungere lo scopo desiderato, lasciate che tutta la questione rimanga inconscia, pensando puerilmente di aggirarla. È scomodo riconoscere e aderire alle leggi spirituali di giustizia, ma lasciando la questione nell’inconscio finite per ammalarvi, non solo fisicamente, ma su tutti i piani della vostra esistenza.

Perciò, amici miei, cercate di osservarvi; scoprite i vostri reali desideri. Rimarrete sorpresi da quanto sollievo questa semplice conoscenza sarà in grado di portarvi, purché siate decisi a farlo con tutto il cuore e senza sotterfugi. Vi sentirete sollevati già dalla semplice conoscenza, perché questa vi spiegherà il significato delle disavventure della vostra vita e rafforzerà la fiducia nella giustizia di Dio e nel meraviglioso ordine dell’universo. Dio non vuole che siate una marionetta dipendente da un errato concetto di divinità, che vi tiene aggrappati alle Sue vesti, aspettandovi che sia Lui a guidare la vostra vita.

In quel caso, se la vostra vita non fosse come vorreste, potreste biasimare Lui di nascosto. In realtà, Dio vi vuole indipendenti e forti, e potete esserlo soltanto seguendo la strada che vi sto mostrando. Potete condurre una vita soddisfacente, ma Egli non lo farà per voi. Vi lascerà liberi di vivere la vostra vita e, se diventerà un disastro, allora sarete voi a dover cambiare, non gli altri o le circostanze. Tuttavia, potete anche controllare le circostanze e gli altri, nel momento in cui iniziate a consentire alle vostre errate correnti superattive di diventare passive e alle errate correnti passive di diventare attive; poiché quelle correnti purificate emaneranno da voi, influenzando indirettamente il subconscio delle altre persone. E quell’effetto ritornerà a voi gradualmente, sotto forma di interazioni più vere e armoniose.

Ora, rimane ancora aperta la questione di quale sia la volontà di Dio per voi. Ho detto che non solo è sbagliato credere di dover essere passivi per adempiere alla volontà di Dio, ma che è impossibile essere passivi e senza la precisa volontà di farlo. Seguire la volontà di Dio significa superare ogni resistenza interiore, e per farlo avete bisogno di attività, sebbene di un tipo diverso, che corra su binari differenti, diciamo. Avete pur sempre bisogno di attività e forza di volontà. La passività è necessaria, ma certamente non allo scopo di adempiere alla volontà di Dio.

Prima di tutto, voi confondete la volontà di Dio con la vostra volontà personale. Determiniamo chiaramente che cosa è la vostra volontà personale rispetto al libero arbitrio. La volontà personale è la volontà del piccolo ego. Il libero arbitrio invece comprende ogni cosa: potete usarlo per fini giusti o sbagliati. Dipende da voi. È bene concordare sulla terminologia, per non incorrere in fraintendimenti: la volontà personale appartiene al piccolo ego cieco ed è quindi la volontà del sé inferiore.

Ora, allo scopo di scoprire la volontà di Dio, dovete assolutamente essere privi di volontà personale o egoica, e usare invece la vostra forza di volontà pura e attiva, come prima cosa per realizzare il desiderio di incontrare le vostre resistenze senza pii desideri e auto-inganni; in secondo luogo, per essere sicuri di mettere effettivamente da parte la vostra volontà egoica; e infine, per prepararvi a usare la vostra forza di volontà persino più attivamente, allo scopo di seguire la volontà di Dio una volta che ne sarete venuti a conoscenza.

Per determinare quale sia la volontà di Dio nei casi personali, quasi mai avrete bisogno di rivelazioni trascendentali. La volontà di Dio è sempre contenuta dentro di voi, al di là delle vostre zone oscure. Nel momento in cui vi togliete le maschere e gli occhiali rosa che usate per guardare voi stessi, le vostre intenzioni e la vostra vita, la volontà di Dio non potrà che emergere chiaramente, senza lasciarvi dubbi. Emergerà mentre scoprite i vostri veri desideri e li annotate nero su bianco, dicendo, “Se devo essere sincero con me stesso, è questo ciò che veramente voglio”.

Potreste restare sorpresi da quanto questo interiore volere appena scoperto sia distante dai vostri desideri coscienti. In ogni caso, non dovete pensare che a causa di questo conflitto siate persone spregevoli. Assolutamente no, dovreste sapere che la vostra anima consiste di strati che possono essere definiti del sé superiore e del sé inferiore. Accettate semplicemente il fatto che in voi si trovano entrambi gli strati, e tutto andrà bene. A quel punto, non perderete il senso delle proporzioni, esagerando da una parte o dall’altra.

Nel momento in cui esaminate un particolare desiderio imputabile al sé inferiore e lo portate alla consapevolezza – stando attenti a non permettergli di scivolare di nuovo nell’inconscio – in nove casi su dieci sarete in grado di conoscere piuttosto chiaramente quale sia la volontà di Dio. Ve lo posso assicurare. Esaminate le varie reazioni a catena che vi hanno condotto alle condizioni attuali, considerate le ripercussioni, il significato e le conseguenze del vostro desiderio e confrontatelo con le leggi spirituali per quel che di esse conoscete.

Se attualmente vi trovate in una determinata situazione che volete cambiare, o dovete affrontare una decisione difficile, non è lasciando le cose come stanno che saprete qual è la volontà di Dio. Ma nel momento in cui vi fate domande più profonde su voi stessi, in relazione ai desideri sconosciuti che possono essere responsabili del vostro stato presente, la risposta deve prendere corpo chiaramente, fortemente e in maniera evidente. Se a questo scopo chiedete l’aiuto di Dio, essa emergerà più rapidamente e meglio, perché Dio non dà mai alcun aiuto del genere se non siete voi a fare il primo passo. Il primo passo, in aggiunta alla vostra sincera buona volontà di purificarvi e di seguire la volontà di Dio in ogni occasione, è sempre il vostro sforzo per raggiungere la conoscenza di sé e l’onestà con voi stessi. Un atteggiamento maturo e saggio, naturalmente, è quello di non aspettarsi di poter cambiare da un giorno all’altro e senza fare uno sforzo personale.

Se la vostra situazione attuale appare decisamente insoddisfacente, o se siete incerti riguardo a una decisione che siete chiamati a prendere, non aspettatevi che Dio decida per voi o che modifichi una situazione spiacevole senza che partecipiate attivamente al processo. Tanto per incominciare, dovete rendervi conto che deve esserci qualcosa in voi che ha contribuito al verificarsi di quelle circostanze indesiderabili, e poi dovrete essere disposti a scoprire di che cosa si tratta e a cambiarlo. Non dimenticate che un errore non è necessariamente un’ azione o un pensiero immorale, ma è un’ emozione non riconosciuta che si riversa nel canale sbagliato o vìola una legge spirituale.

Dio riconosce la vostra buona volontà, e se unite la preghiera al lavoro di auto-esame, togliendovi le maschere, la Sua risposta diventerà sempre più chiara, così da non lasciare più spazio al dubbio. Ma finché la vostra resistenza contro questo modo di lavorare persiste, non importa con quali scuse o pretesti, la pigrizia e l’immaturità del vostro sé inferiore avranno la meglio su di voi. Avrete delle reazioni sbagliate e degli istinti distorti, che poi vorrete giustificare in modo da conformarli alla resistenza del vostro sé inferiore.

Il solo modo per sapere con certezza se vi sta guidando un istinto giusto e buono, oppure uno falso e sbagliato, sta nella felicità, nel sollievo, nel senso di libertà, di pura perfezione e pace col mondo che ve ne risulterà – o dall’esperienza dell’esatto opposto. Se la vostra volontà è priva di auto-compiacimento ed è pura e umile, la volontà di Dio può manifestarsi in modo chiaro, non importa come Lui scelga di rivelarsi a voi. In molti casi, non avrete bisogno di una rivelazione particolare, ma con sforzi sinceri e l’aiuto di Dio richiesto con la preghiera, scoprirete la risposta da soli.

Dio vi aiuterà attraverso i Suoi angeli, così che possiate farlo meglio e abbiate un maggiore supporto dal mondo spirituale, e ricevere maggior guida e aiuto. Dovete essere voi a decidere, “Voglio farlo con tutto il mio cuore”. Allora Dio vi aiuterà. Allora non avrete più alcun problema per sapere quale sia la Sua volontà nei vostri confronti.

La risposta e la chiave d’accesso verso il volere di Dio sono dentro di voi. Si trovano nelle vostre imperfezioni; si trovano in ogni istante in cui avete violato o deviato da una legge spirituale, magari soltanto nelle vostre inconsce correnti di desiderio. E allora, mentre metabolizzate le risposte, il processo attivo incomincerà a funzionare correttamente da sé, e a fluire nei canali giusti; e altrettanto faranno le forze passive. Sì, amici miei, questo cambiamento avverrà e deve avvenire. Non può essere diversamente. E questo, naturalmente, cambierà la vostra intera esistenza per il meglio.

DOMANDA: Come possiamo appurare che i desideri provengano dal sé superiore e non da quello inferiore?

RISPOSTA: Esaminando i desideri e il loro reale motivo. Chiedetevi molto chiaramente e molto sinteticamente, “Che cosa voglio, e perché voglio questo e quello? Qual è il vero motivo che vi sta dietro?”. Vedete, molto spesso può succedere che abbiate un desiderio giusto proveniente da una buona intenzione ma che, allo stesso tempo, esso nasconda anche un’intenzione impura. Nel momento in cui ve ne rendete conto, avrete già fatto qualcosa per la vostra purificazione.

Purificarsi non significa che siate già perfetti; la purificazione è il processo del diventare perfetti. Una parte integrale del processo è dire, “Oltre alla mia buona intenzione, c’è anche un motivo egoistico o di vanità nascosto sotto”. Considerate l’esempio di una persona spiritualmente molto attiva, con pure e oneste intenzioni di aiutare gli altri. Queste buone intenzioni esistono indubitabilmente. Allo stesso tempo però, la corrente di desiderio del sé inferiore si mescola alle buone intenzioni, forse come desiderio vanitoso dell’ego di primeggiare, di essere ammirato, di essere un’autorità. Nel momento in cui la mescolanza di intenzioni è serenamente e liberamente riconosciuta, anche se siete ancora incapaci di disfarvi dei motivi impuri, la purificazione è già in atto. Con ciò, avete già innalzato la vostra coscienza ad un grado sufficentemente alto. Grazie a questo sincero riconoscimento, qualcosa nella chimica del vostro corpo e della vostra anima inizia a cambiare, perché vi avvicinate alla verità.

La più grave e più frequente violazione della legge spirituale, così spesso trascurata dagli esseri umani, è di non vivere nella verità. Tutti voi immaginate che io intenda che non dovreste mentire, ma non intendo affatto quello. È evidente che una persona dovrebbe essere onesta e non dovrebbe mentire, ma è mentire a se stessi ad essere infinitamente più pericoloso e dannoso del mentire agli altri. Perché è più pericoloso?

Perché quando mentite agli altri, ne siete almeno consapevoli; lo sapete. In questo modo, siete un passo più vicino alla verità rispetto a quando mentite a voi stessi. Quando mentite a voi stessi non ve ne rendete conto, non perché non potete, ma perché non volete! In quel modo vi allontanate completamente dalla verità. Quella è una violazione molto grave che vi separa da Dio. Vi circonda con un muro oscuro dietro il quale sarete per forza infelici, a prescindere dai conflitti esterni che la violazione, presto o tardi, vi causerà.

Dietro il muro siete soli e sperduti. Il solo modo per riuscire a ritrovare la strada verso la luce è abbattere il muro e guardare ciò che vi sta dietro, anche se ciò che trovate è spiacevole. All’inizio lotterete, ma dopo aver abbattuto le prime poche pietre del muro, il sollievo sarà incredibile. A quel punto saprete che cosa voglia dire trovarsi su questo sentiero. Saprete che solo questo modo di operare ha un valore e null’altro, amici miei.

Sto cercando di farvi capire che, se decidete di seguire la volontà di Dio, non sarete creature vincolate – se mai il contrario. Poiché decidere di vivere entro i confini della legge spirituale richiede i più grandi e i più liberi sforzi della volontà. A questo scopo, come ho spiegato, è necessario riconoscere le vostre intime motivazioni e le correnti nascoste.

Solo una persona libera può farlo. Per converso, se la gente sceglie costantemente di usare la sua piccola volontà egoica, sarà sempre più limitata e incatenata. Perché più vivete nella legge divina, più divenite liberi, mentre più violate la legge divina tanto più vi rendete schiavi. Chi non riconosce le sue nascoste intenzioni, non può condurre la sua vita liberamente. Resta schiavo del suo sé inferiore, dei suoi desideri non riconosciuti, che lo spingono e lo sballottano avanti e indietro, a destra e a manca.

DOMANDA: Questo significa che qualsiasi cosa noi si voglia fare, dovremmo sempre chiedere a Dio, “È questa la Tua volontà?”. O si deve controllare di non violare la legge divina?

RISPOSTA: Vi suggerirei questo: in primo luogo, se siete su questo sentiero, incominciate a fare un inventario della vostra persona, come vi ho spesso suggerito. Compilate una lista, non solo dei vostri difetti, delle vostre qualità e virtù, in altre parole di ciò che siete, ma anche di ciò che volete. Quali sono realmente i vostri desideri? E dopo averlo fatto, iniziate un assiduo processo quotidiano per indagare i vostri sentimenti. Dopo qualche tempo, giungerete automaticamente a capire cosa avrete ovviamente deviato dalla legge divina nelle vostre correnti emotive. A volte, scoprendo la natura di un desiderio nascosto, saprete subito che è contrario alla volontà di Dio, anche senza alcuna conoscenza metafisica.

In altri casi, dovrete forse sondare un po’ più in profondità e separare i motivi puliti da quelli disonesti all’interno della medesima corrente di desiderio. Nel prendere in considerazione tutto ciò che è in gioco in una particolare questione, raramente trovate una risposta chiedendo se l’azione che state considerando di fare sia corretta o sbagliata. Dal momento che nessuno di voi prenderebbe mai in considerazione di commettere un’azione antisociale o immorale, in via di principio le decisioni con cui vi confrontate potrebbero essere tutte corrette. Eppure, per ogni individuo, c’è sempre e soltanto una strada giusta e molte, molte possibili strade sbagliate.

Così, dovrete considerare i vostri reali motivi dietro le intenzioni apparentemente buone; ciò determinerà [la scelta] dell’azione corretta o sbagliata per voi, e non il valore etico dell’azione in sé. Finché non avrete trovato tutti i motivi dietro a un desiderio, non sarete in grado di decidere quale sia l’azione giusta per voi. Il corretto procedimento non è quello di chiedere a Dio di farvi semplicemente sapere se fare questo o quello, evitando così da parte vostra il lavoro di auto-conoscenza. Ci possono essere singoli casi nei quali quella può essere la cosa giusta da fare, ma generalmente non è così, non quando sembra trattarsi di uno schema ricorrente e dell’implicazione di un conflitto. Il modo giusto è quello di risolvervi a cuore aperto a voler scoprire tutti i motivi inconsci che stanno dietro a quelle di cui siete coscienti, ed è per questo che dovreste pregare per l’aiuto di Dio. Allora Egli vi aiuterà. È chiaro?

INTERLOCUTORE: Sì.

RISPOSTA: Perciò, scoprite le intenzioni sottostanti – il che non vuol dire che l’intenzione cosciente venga annullata. Ma l’altra parte, mescolata ad essa, va comunque rintracciata. A quel punto avrete la risposta. C’è ancora una cosa che vorrei dirvi, prima di passare alle vostre domande di ordine generale. Riguarda la volontà esterna e quella interiore. Con quest’ultima non intendo solo la volontà inconscia. La volontà interiore di cui parlo può essere resa conscia in modo relativamente facile.

Vi ho consigliato spesso di ascoltare dentro di voi, nel punto del plesso solare o campo spirituale. Là potete ricevere delle risposte; in quella parte di voi potete percepire la ragione o il torto, purché abbiate prima deciso con tutto il cuore di seguire il giusto cammino, e che la resistenza e la lotta contro di esso siano del tutto terminate. Se divenite completamente calmi e rilassati e vi ascoltate dentro, potrete scoprire che esiste un’altra volontà proveniente da lì, oppure per quella volta potrete sentirne l’assenza. Quella volontà, o la sua assenza, entrano spesso in conflitto con la vostra volontà esterna o cosciente.

Supponiamo che qualcuno desideri sinceramente amare il suo prossimo e desideri farlo perché sa che è giusto. Questo desiderio fa parte della volontà esterna della persona. Dopo essersi rilassato e aver consultato la sua volontà interiore, scoprirà che questa non si allinea con quella esterna. Scoprire questa discrepanza è estremamente importante, perché, come potreste avere il controllo su voi stessi se non sapete che cosa avete dentro? Nel dirvi di controllarvi, certamente non intendo il sopprimere alcunché, si tratta invece di tenere fermamente le redini della vita nelle vostre mani. Come potete curare una corrente sbagliata senza averla prima riconosciuta?

Quando la volontà interiore è nel giusto, è molto silenziosa nel profondo di voi, pur essendo conscia. Ora, quando si intende fare del proprio meglio, assolvendo i propri compiti così come si è in grado di fare, o superando i propri difetti nel miglior modo possibile al momento, la volontà interiore dovrebbe essere indirizzata verso quel fine senza fare nessuna pressione o fretta. La volontà esterna non deve essere pressante, ma rilassata. Una pressione della volontà esterna renderà la persona tesa, non facendo altro che riltardare tutto il processo.

La volontà interiore deve volere la cosa giusta e [essere centrata verso] la meta ultima. La volontà esterna deve essere serena e lasciare un margine di manovra agli ostacoli e alle imperfezioni della vita che rendono impossibile procedere speditamente secondo un certo piano. Gli apparenti ostacoli dovrebbero essere affrontati volontariamente, quali mezzi per crescere più velocemente, per imparare ad accettare ciò che non può essere modificato dalla persona, per imparare l’umiltà e altri atteggiamenti positivi.

Allora gli ostacoli cesseranno di essere ostacoli e si trasformeranno in pietre miliari sulla strada verso la meta. La volontà esterna deve essere flessibile; deve essere preparata al cambiamento. A volte deve diventare più attiva, in modo da poter agire. Altre volte deve farsi più passiva. La volontà interiore deve essere attiva, ma silenziosa, come si addice all’intero fondamento della vita della persona. Per capire veramente queste parole, meditatele profondamente e se possibile molto spesso.

E adesso passiamo alle altre domande.

DOMANDA: Qual è l’opposto della vanità?

RISPOSTA: Amore e umiltà. Perché se siete vanitosi, volete porre il vostro ego in prima fila. Volete ammirazione – ora non sto parlando di voi personalmente – e volete essere più degli altri.

Così, amici miei, la benedizione di Dio è su di voi. L’amore divino sta fluendo verso di voi. Possano le mie parole portare frutti, aiutarvi sul vostro sentiero e rafforzarvi. Siate in pace, siate nell’amore, siate in Dio!

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margutti.

Anno 31.03.2016. – Marzo 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

Il lavoro di affinamento della traduzione delle lezioni della Guida procederà anche dopo che le lezioni verranno pubblicate sul sito www.pathwork-ilsentiero.com per fare in modo che questo prezioso materiale possa essere usufruito anche se la qualità non è ancora del tutto perfezionata come avremmo voluto. 

Chiunque riceva questa traduzione s’impegna a rispettare le regole del Copyright che proteggono il documento originale.