Lez. N° 24 • Domande e Risposte

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 24 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore.…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 24
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore. Vi porto benedizioni, amici miei. Stasera invece di tenere una lezione, risponderò di nuovo alle vostre domande. Riprenderò le lezioni regolari dopo che la maggior parte delle vostre domande avrà ricevuto una risposta.

È un ottimo segno che questo mio piccolo gruppo abbia delle domande da fare, ciò prova che le vostre menti sono attive, produttive e alla ricerca. Questo è sempre il primo passo verso l’evoluzione spirituale, verso un risveglio interiore. Di conseguenza, consideriamo importante soddisfare i vostri quesiti, per quanto sia possibile, e rimandare le lezioni regolari. Tuttavia, vi faccio notare che ci saranno domande alle quali non risponderò così esaurientemente quanto alcuni di voi vorrebbero, perché sappiamo che spendere del tempo su certi argomenti non riveste vera importanza per la vostra evoluzione, almeno per ora. Ci soffermeremo di più su domande che abbiano un rilievo e un’importanza reali. Desidero anche informarvi che sto progettando una nuova serie di lezioni, dopo che le presenti domande – o altre ancora che potrebbero forse emergere – avranno ricevuto adeguata attenzione. Questa serie rappresenterà un corso evolutivo, dal momento che molti amici qui presenti, e che non partecipano alle sessioni private, desiderano sinceramente progredire spiritualmente ma non sanno ancora da che parte iniziare, o che cosa fare.

È importante che essi abbiano le idee chiare su come incominciare a mettere realmente in pratica tutto ciò, e allora lavoreremo insieme in quella direzione. Così la prossima serie tratterà dell’evoluzione sistematica dello spirito e dell’anima. Questo vi aiuterà a risolvere i vostri problemi psicologici, al meglio possibile in assenza di un insegnante personale. Vi mostrerò esattamente come procedere. Nel contempo, potrò inserire qualche lezione singola su un particolare argomento, come ho fatto in passato. Lì per lì potrà sembrarvi che quella lezione non abbia nulla a che fare con questo corso evolutivo, ma alla fine scoprirete che sarà in stretto rapporto ad esso.

Prima di passare alle vostre domande, vorrei dire che percepisco in questa sala un cuore affranto. Oh, qui ci sono alcune persone con dei problemi! C’è una certa tristezza qui, una tristezza ben precisa. Qualsiasi tipo di tristezza, o dolore, può soltanto esistere in quanto voi umani siete ignari della perfezione della Creazione, della perfezione della legge divina; qualunque cosa accada è sempre per il vostro bene e, col passare del tempo, si rivelerà essere la risoluzione migliore, perché la legge divina è concepita in questo modo. Così, ovunque ci siano tristezza o dolore – o una qualche disarmonia – esse possono sorgere solo a causa della vostra ignoranza. E più spesso venite qui, più imparate e soprattutto diventate delle persone migliori. Più vi evolverete spiritualmente, più il velo si solleverà, e vi renderete conto che non c’è mai alcun motivo alla tristezza.

Non vi è nulla che vi possa mai separare da Dio e da tutti coloro che amate, indipendentemente da tutto ciò che succede al presente. La verità vera, la verità assoluta, può offrirvi solo ragioni per rallegrarvi. So che per voi è difficile comprenderlo e, anche se riuscite a capirlo del tutto, forse lo capite solo con la mente. Invece, dovrete arrivare a conoscere la verità nel vostro intimo, in modo da sentirla direttamente, senza più domande nella mente, senza più dubbi. E se non siete ancora arrivati a questo punto, allora sapete che cosa vi rimane da fare. E se la tristezza, la delusione o qualunque mancanza di comprensione, incrociano il vostro percorso, è affinché usiate quelle circostanze per salire un po’ più in alto sulla scala.

E ora, amici miei, sono pronto per le vostre domande.

DOMANDA: Va bene se poniamo per prima la domanda sulla “Pistis Sophia”?

RISPOSTA: Sì, suggerirei che prima poniate le domande sulla “Pistis Sophia” e poi, per quanto sarà possibile stasera, di occuparci delle altre domande generiche.

DOMANDA: La struttura, o scheletro, della “Pistis Sophia” circa le sfere, si basa su dei fatti, come la divisione dei differenti mondi, dall’Ineffabile all’Oscurità Esterna, oppure è un concetto gnostico?

In tal caso, non c’è ragione di andare troppo in profondità nella discussione.

RISPOSTA: Mettiamola in questi termini: parlando in generale, quel documento è corretto, con scostamenti poco significativi, con errori e omissioni di secondaria importanza. Intendo dire che c’è un po’ di più, e che qualcosa è leggermente diverso, ma nel complesso è piuttosto corretto. I nomi, naturalmente, non sono necessariamente quelli che usiamo noi, perché noi del mondo spirituale, come sapete, comunichiamo per immagini. Noi non dedichiamo troppa attenzione ai nomi reali, ma nell’essenza e nel significato, la “Pistis Sophia” è più o meno corretta. Ciononostante, vorrei dire che al momento attuale non è importante approfondire oltre. Forse, quando avrete terminato le vostre lezioni su di essa, amici miei, vi darò qualche informazione in più sull’argomento.

DOMANDA: Perché Gesù ebbe bisogno della reinvestitura delle Sue vesti di gloria – che sono tre – prima di essere in grado di parlare apertamente, faccia a faccia con i discepoli?

RISPOSTA: Sapete tutti, amici miei, che gli oggetti spirituali, che si tratti di panorami, abiti o qualsiasi altra cosa – la cui esistenza in spirito, o materia sottile, appare sempre tanto incredibile agli esseri umani – sono solo un’espressione dello stato mentale, o dello stato delle cose. Tali oggetti non sono semplici simboli che esprimono un significato per voi esseri umani, come potreste pensare, ma proprio il contrario. Sono i vostri oggetti, qualunque cosa abbiate qui sul piano terrestre, a rappresentare dei simboli di ciò che esiste nel mondo spirituale. In altre parole, le cose stanno al contrario. Ora, in base alla serie di lezioni che ho dato sulla Caduta e sulla Salvezza, comprenderete che quando Gesù venne sulla sfera terrestre, e successivamente in quelle dell’oscurità, dovette rendersi simile agli altri esseri umani.

Dovette lasciare indietro molta della Sua conoscenza, diciamo. Nonostante questo, Egli è così grande che in Lui rimase, di gran lunga, molta più conoscenza di quanta non ce ne sia in ogni altro essere; Tuttavia non poté portare con sé la maggior parte della Sua conoscenza e della Sua luce. Ora, queste vesti sono l’espressione – voi li chiamereste i simboli – della Sua conoscenza, della Sua gloria e dell’esaltazione che Lui non poté assolutamente portare con Sé, mentre affrontava la sfera terrestre e le sfere inferiori relative al Suo compito. Altrimenti, come ora potete facilmente comprendere, non avrebbe potuto compiere la Sua missione di salvezza. Solo dopo che il compito fu portato a termine, poté riassumere il Suo precedente stato di totale perfezione, e riappropriarsi di quanto aveva lasciato indietro. E solo a quel punto sarebbe ritornato in possesso della sua piena conoscenza.

Lo stesso principio vale quando le entità più elevate del mondo divino, visitano occasionalmente delle creature che dimorano in sfere di minor luce e sviluppo, allo scopo di aiutarle. Quando si manifestano, esse appaiono loro non come le creature angeliche che sono, ma con un’apparenza esteriore simile a coloro che visitano. Con rare eccezioni – che comunque esistono – esse non si manifesteranno mai nel pieno della loro gloria, della loro luce e della loro bellezza, il che significa anche la bellezza delle vesti spirituali. Nel momento in cui quegli esseri più elevati discendono in mondi più oscuri, le loro sembianze cambiano, ottemperando alla legge e assumendo automaticamente le apparenze dell’ambiente circostante – a meno che non vengano prese misure speciali per scopi particolari. Attraverso questo processo, una parte della loro conoscenza rimane indietro – non tutta, ma in parte. Deve essere così, per la semplice ragione che se gli esseri meno evoluti riconoscessero un essere spirituale chiaramente superiore – un angelo ad esempio – senza esitazione e dubbio, alcuno si raggrupperebbero in massa intorno a lui per seguirlo. Ovviamente quelle creature non sono felici, e cercano la salvezza.

E proprio come sempre sperate anche voi umani, anche loro desiderano la salvezza attraverso mezzi esterni. Essi direbbero, “Ah, questo è un angelo di Dio, allora questo è un bene”. Ma l’effettiva salvezza può solo risiedere nell’autoconoscenza e nell’autopurificazione, in qualunque mondo viviate.

Perciò, un essere deve prima di tutto imparare a distinguere in maniera autonoma, a pensare e a scegliere liberamente, ma non è in grado di farlo se è influenzato da un’apparizione gloriosa.

Ecco perché, ad esempio, anche su questa sfera terrestre, persone di maggiore e minore evoluzione vivono assieme, con tutti i gradi intermedi, senza alcun segno distintivo esteriore che indichi il loro livello spirituale.

La gente deve imparare a fare da sola le sue scelte, a quale influsso decidere di aprirsi, soppesando il significato delle diverse influenze. La scelta deve essere fatta liberamente attraverso una distinzione appropriata e indipendente. Come ho detto, ci sono casi in cui un angelo di Dio può manifestarsi nel vostro mondo, come anche nell’altrove, ma queste sono circostanze particolari che giustificano queste misure. Di regola però, ogni volta che un essere più elevato si manifesta ad esseri meno evoluti, si mostra nella medesima forma esteriore di quegli ultimi, per quelle ottime ragioni. E questo fu lo stesso principio che seguì Gesù prima di aver completato la Sua missione. È chiaro? [Sì].

DOMANDA: I discepoli di Gesù sono potenze che non devono più reincarnarsi? E rappresentano in forma simbolica aspetti psicologici dei tipi umani?

RISPOSTA: Qui ci sono due domande. Per quanto riguarda la prima, vi dico che tra i discepoli ce ne sono alcuni che non devono più reincarnarsi ed altri che devono ancora farlo, ma adesso sono altamente evoluti e hanno grandi compiti da assolvere su questa Terra. Vi prego esplicitamente, amici miei, di non chiedermi quali siano i discepoli che non devono più reincarnarsi e quali oggi sono viventi. Ho delle ottime ragioni, ragioni particolari, per non voler trattare questo argomento. E per la vostra evoluzione non è importante saperlo.

Per quanto concerne gli aspetti psicologici, vorrei dire che l’intera Bibbia, il Vecchio come pure il Nuovo Testamento, possono essere interpretati su vari livelli. Il livello inferiore è quello storico. Storicamente parlando, ci sono ovviamente molti errori e molte omissioni, e questo c’era da aspettarselo. Poi c’è il livello della spiritualità e del simbolismo – il livello che potreste definire metafisico. E c’è anche il livello psicologico – che è forse il più utile per gli esseri umani al vostro attuale stato evolutivo – perché ogni cosa menzionata nelle Sacre Scritture presenta oltre agli altri, anche questo livello. Un livello non esclude la validità degli altri. E nonostante molti personaggi delle Scritture siano state persone reali – non tutte ma parecchie – essi rappresentano allo stesso tempo aspetti psicologici.

È grazie alla contemporanea esistenza di questi diversi livelli di lettura, che le Sacre Scritture sono un documento magnifico, unico e fuori dal comune. Il significato va trovato in ciascuno di questi piani. È straordinariamente “ingegnoso” – per usare questo termine – che la Bibbia sia costruita in questo modo. Non potete immaginare quanto duramente, e con che profusione di risorse, il Mondo dello Spirito di Dio abbia attivamente collaborato a creare questa meraviglia, già prevedendo i molti errori umani che inevitabilmente vi sarebbero stati introdotti nel corso del tempo. Nonostante questi errori, la Bibbia non è mai stata duplicata, ma sono estremamente poche le persone in grado di comprenderla sotto questo punto di vista. Molti percepiscono un livello, un ristretto numero forse anche due, ma difficilmente c’è qualcuno capace di afferrare tutti i livelli in essa contenuti.

DOMANDA: Penso che tu abbia appena risposto – ma i nomi di I.A.O., Sabaoth, Barbelo, ecc… Nella “Pistis Sophia” – hanno una qualche importanza nella discussione?

RISPOSTA: No, non per ora, più avanti forse.

DOMANDA: Nella scorsa lezione hai spiegato che l’esistenza fisica degli spiriti caduti su questa sfera terrestre non venne programmata in forma arbitraria, ma fu in realtà una conseguenza del grado di densità che essi avevano a quel tempo. Si ebbe una procedura inversa quando avvenne la Caduta? O essa fu subitanea?

RISPOSTA: No, non fu improvvisa, né avrebbe potuto esserlo. Ho già detto che la Caduta fu un processo molto graduale, comunque la sfera terrestre non venne ad esistere durante il processo della Caduta. La sua esistenza è il risultato del nuovo sviluppo. I vari stadi della Caduta si erano manifestati in altre forme. Nello spiegare parte di ciò, terrò conto di un’altra questione in agenda. Alcuni di voi si sono chiesti se uno spirito, prima di essere pronto per l’incarnazione, debba passare attraverso questi vari stadi.

Ecco i fatti, per come posso spiegarveli al meglio, almeno in forma sintetica: vi ho detto che nella Caduta, dall’unità si originò una molteplicità. In altre parole, si verificò una divisione. Non si tratta solo del fatto che l’essere unitario, l’essere duale, si divise in due parti, ma che durante il processo della Caduta, la divisione andava sempre più moltiplicandosi. E alcune di queste particelle-anima divennero espressioni di vita minerale, vegetale e animale. Prima che si originasse la sfera terrestre, queste espressioni esistevano in altri mondi, o sotto altre forme, e quando venne in esistenza il mondo della materia, queste particelle-anima si incarnarono in queste varie forme.

n altre parole, le forme di vita minerale, vegetale e animale sulla Terra, almeno fino ad un certo punto, sono espressioni della manifestazione lungo una curva discendente, finché non raggiungono lo stadio in cui sono pronti per l’incarnazione umana, con periodi intermedi più o meno brevi di esistenza in mondi inferiori alla sfera terrestre, ma questo varia a seconda degli individui. Più la curva va in alto, più queste particelle-anima si uniscono di nuovo. Per esempio, la divisione è più forte nel regno minerale che in quello vegetale, e quest’ultimo è in uno stato di suddivisione maggiore rispetto al regno animale. La particella-anima non deve sempre passare attraverso le stesse forme di esistenza nella curva involutiva come nella curva evolutiva, ma certe volte deve passare per gli stessi tipi di incarnazione. Questo varia, e si verifica in perfetto e minuzioso accordo alla legge spirituale.

Ora voi, osservando la meraviglia della vita minerale, vegetale e animale, vi potreste domandare come mai queste forme di esistenza si troverebbero ancora in molti casi sulla curva discendente, ed essere quindi ancor più arretrate, dal punto di vista evolutivo, rispetto ad altre anime che si trovano palesemente in uno stato meno armonioso. A questo rispondo che non tutti gli esseri sono egualmente responsabili della Caduta. E inoltre, non fu mai l’intera personalità degli esseri unificati a rendersene responsabile, ma solo certe inclinazioni della personalità che si prestavano a deviare dalla legge divina. Ciononostante, l’intero essere cadde.

Ora, le belle e armoniose manifestazioni della natura – sia nella curva involutiva che in quella evolutiva – sono espressioni di quelle parti dello spirito che non furono coinvolte nella deviazione dalla legge divina, o lo furono solo in grado minore. Tutti sapete che certi animali, per esempio, si sono estinti e ancora continuano ad estinguersi, mentre appaiono altre forme di vita animale. Lo stesso vale per la vita vegetale e minerale. Questo è dovuto al fatto che l’espressione della manifestazione è anche dovuta ad altri esseri che, come sapete, sono in grado di creare mondi e tipi di forza vitale manifesta. Più i vostri desideri e i vostri scopi sono purificati, e più voi contribuite automaticamente alla creazione, potendo in tal modo cambiarla in meglio, anche per quanto concerne le particelle-anima sulla curva involutiva. Potete in qualche modo afferrare quel che sto dicendo? [Sì.]

DOMANDA: È tremendamente difficile capire, ma in qualche modo afferro che loro devono successivamente riunirsi allo scopo di incarnarsi come umani?

RISPOSTA: Sì. I fluidi delle numerose particelle si riuniranno quando raggiungeranno una forma più alta di esistenza, proprio come quando gli esseri duali, una volta raggiunto lo stato di perfezione, confluiranno e diverranno uno. Il principio del processo è il medesimo.

DOMANDA: Sì. E la mia domanda era: gli spiriti nell’oscurità, devono passare attraverso tutti questi stadi e poi…

RISPOSTA: Essi non devono tutti riattraversare di nuovo tutti questi stadi, ma solo alcuni.

Anche questo avviene in accordo a caratteristiche e fattori individuali. Non posso assolutamente entrare nei dettagli di quel che viene preso in considerazione, di come funziona, ecc. Non potreste mai comprenderlo.

DOMANDA: Nel periodo tra le incarnazioni, la densità è indicativa dello sviluppo? Può un’entità diventare improvvisamente così elevata, o così bassa, da non poter essere vista?

Risposta: Come ho detto, in circostanze normali, a meno che non vengano prese speciali misure, potete vedere solo quelli del vostro genere – anche in spirito, a meno che non raggiungiate un certo stadio di evoluzione. In questo caso, potete vedere anche coloro che sono meno evoluti. [Questo significa che c’è una densità spirituale equivalente alla densità da incarnati?] Certamente. Come ho spiegato l’ultima volta, la vostra materia fisica con questo genere di densità, è di un certo tipo. E la materia spirituale, a seconda delle varie sfere, è di un altro tipo. È tutta materia a differenti gradi di densità. È solo a causa del vostro modo umano di concepire le cose, che pensate che questa materia sia fisica, e quindi immaginate che debba esserci un’altra categoria – quella spirituale. Ma questo è sbagliato. Esiste tutta una serie di gradazioni. Questo risponde alla tua domanda? [Sí. Grazie.]

DOMANDA: Come si può risvegliare una latente capacità di concentrazione?

RISPOSTA: È una questione molto individuale, ma nel tuo caso vorrei darti un consiglio personale e mi ci vorrà un po’ di tempo – solo un momento. Ecco quel che devo dirti. In te vi sono sia una grande forza, sia una leggera tensione. Finché non rilascerai la tensione, sarà difficile per te risvegliare tale capacità. Per riuscirci, dovrai prendere certi provvedimenti. E quando lo farai, incomincerai a sentire questa tensione, e quando la sentirai, sarai un passo più vicino alla possibilità di rilasciare quel grumo che hai nell’anima.

Fino a quando non riuscirai a percepirla chiaramente, sarai incapace di eliminarla, perché non puoi trattare qualcosa di cui non sei consapevole. Ora puoi renderti conto della sua esistenza dai sintomi che produce, ma non capisci ancora in che cosa consista, e questo è il motivo per cui devi scoprirlo. I tuoi passati sforzi di concentrazione stavano andando in una direzione sbagliata, amico mio. Dovrai cambiare la direzione della tua ricerca, cioè, dovrai sondare la tua anima per arrivare a conoscerti completamente. Dimentica per il momento la tua incapacità a concentrarti, e mettiti piuttosto a cercare la tua stessa anima, i tuoi più profondi motivi e sentimenti. È l’unico modo per poter sciogliere il nodo dentro di te. È l’unico modo per incominciare a sentire il grumo quasi fisicamente dentro di te. E quando lo troverai, non respingerlo, credendo di poterlo eliminare in questo modo. Al contrario, accoglilo come si fa con un amico di vecchia data, e fallo risalire a livello della coscienza.

Puoi anche chiedere, “Come devo fare?”. Questo non potrei assolutamente spiegartelo, nemmeno con un’intera lezione, amico mio, ma troverai la risposta seguendo le mie istruzioni nella serie di questi insegnamenti che inizierò tra breve. Recentemente ho detto che partirò con questo corso, grazie al quale tutti i miei amici, che non seguono le sessioni private, saranno in grado di procedere pian piano nella giusta direzione dell’auto-evoluzione interiore, dove potranno rendere consce le emozioni nascoste, le paure o i problemi, per poi affrontarli in modo corretto. La tua domanda per ora tocca semplicemente un sintomo di un intero blocco psicologico che non può essere assolutamente risolto con una sola risposta, o col semplice consiglio che potrei darti adesso. Questo devi comprenderlo.

L’unica cosa che posso dirti al momento è che hai cercato nella direzione sbagliata. Devi cercare molto più vicino, in te stesso. Devi imboccare la strada dell’autoconoscenza in modo molto più profondo. È un nuovo modo di vivere, e sarai capace di iniziare veramente quando cominceremo il corso. Esso avrà un grande significato anche per quegli amici che vengono privatamente a lavorare con me. Per loro non sarà una perdita di tempo, ma un aiuto addizionale, anche se alcune delle cose che dirò non saranno del tutto nuove. A quel punto imparerai, amico mio, come procedere esattamente per riuscire a dissolvere quel grumo, o blocco, passo dopo passo. Non puoi farlo tutto in una volta, con una formula prescritta ma, come vedrai, si tratterà anche di un nuovo modo di vivere. Le tue fondamenta spirituali sono buone, e questo ti sarà d’aiuto. Ma c’è qualcosa di psicologico sul tuo cammino, e nel corso che incominceremo intendo concentrarmi proprio su questo.

Finché non vengono rimossi i blocchi psicologici, lo sviluppo spirituale non può procedere – o se in qualche modo procede, non lo fa in modo completo, o efficace. Resterà sempre una qualche discrepanza che presto o tardi dovrete appianare. Se non lo farete, vi tornerà indietro come un boomerang. Tra il livello spirituale e quello emozionale deve esserci armonia. Per il momento è importante che tu ti renda conto di non poter dissolvere tale blocco psicologico in nessun altro modo se non quello nel quale ti guiderò in questo gruppo; finora hai cercato nella direzione sbagliata, e devi cambiare direzione ponendoti domande su te stesso, e dandoti risposte estremamente oneste. Rifletti su questo. Scopri quali sono le tue paure, che cosa desideri veramente, chi veramente sei.

Questo ti darà modo di avviarti su questa strada. Se nel frattempo riuscirai a scoprire qualcosa su te stesso, se riuscirai a rispondere a qualche domanda a cui finora non hai trovato risposta, iniziando così ad acquisire una maggiore autoconoscenza, occasionalmente arriverai a percepire questo blocco con molta chiarezza, e a comprenderne il suo reale significato. Questa ostruzione non consiste soltanto di un singolo aspetto, ma di molteplici tendenze, paure, e di resistenze inconsce che interagiscono fra loro. Esse consumano la tua energia interiore, e ti impediscono fra l’altro di concentrarti quanto vorresti.

Non sei soddisfatto della mia risposta, lo so, amico mio. Non è quel che avresti voluto sentire. Avresti voluto ricevere una ricetta bell’e pronta, capace di dissolvere la tua difficoltà con una passata di spugna ma, sfortunatamente, non si può fare così. È solo seguendo la lunga strada dell’autoconoscenza e della scoperta di sé, che le risposte gradualmente definiranno un quadro completo, risposte che tu stesso devi trovare. Tutto il resto non è verità, e perciò non posso dirtela. Ma l’aiuto di cui hanno bisogno gli umani sta proprio nel sapere come procedere, e questo tu lo imparerai gradatamente seguendo questo corso. Spiritualmente parlando, in te ci sono grandi potenzialità, bloccate da tendenze psicologiche inconsce che possono essere dissolte solo nel modo prima accennato. Non esiste alcuna formula bell’e pronta. Questa è la verità, amico mio, e so che non ti piace sentirla, ma io posso esserti molto più utile dicendoti la verità, piuttosto che qualcosa che vada incontro alle tue aspettative. E tu hai i mezzi a tua disposizione per scoprire che le cose stanno così.

DOMANDA: Innanzitutto, vorrei chiederti se puoi vedere i miei pensieri.

RISPOSTA: Non mentre sono nella medium. Poiché, mentre mi manifesto attraverso un essere umano, mi è di ostacolo la stessa materia che ostacola voi quando siete incarnati. Ma quando sono fuori dal corpo, allora posso vedere i pensieri. Per lo più, comunque, non vi darò indicazioni su questo; ci saranno volte in cui, sempre in accordo alla legge, potrò fare degli accenni – e solo la persona in questione se ne renderà conto, ma normalmente non lo farò perché, vedete, noi dobbiamo essere discreti a questo riguardo, non possiamo violare il vostro libero arbitrio. Se decidete di parlare di qualcosa, allora è diverso, ma se scegliete di mantenere un segreto, io non ho alcun diritto di violare il vostro libero arbitrio.

DOMANDA: Mi domandavo che cosa succede al di fuori del Piano di Salvezza. Vengono creati nuovi spiriti, e ci sono spiriti puri che ancora cadono? E gli spiriti purificati possono ricadere nuovamente?

RISPOSTA: Uno spirito purificato non può cadere, è impossibile. E se gli spiriti che finora non sono caduti, o quelli che saranno creati più avanti cadranno in futuro, questo, amici miei, non lo so. E nessuno lo sa. Ma se lo faranno, il Piano di Salvezza è sempre attivo ed essi non dovranno attraversare di nuovo certi stadi che sono già stati completati una volta per tutte. Per il momento, non vengono creati nuovi spiriti, non finché questo Piano di Salvezza non sarà arrivato alla sua conclusione.

DOMANDA: Quali sono in maggioranza al momento? Gli spiriti puri o gli spiriti caduti?

RISPOSTA: Saperlo è davvero irrilevante per voi.

DOMANDA: Il Libro dell’Esodo afferma che al popolo venne detto di raccogliere la manna solo per un giorno, e al sabato per due giorni. Se la raccoglievano per due giorni in ogni altro giorno tranne il sabato, essa marciva, ma non al sabato. Qual è il significato?

RISPOSTA: La manna è il simbolo della forza spirituale, della verità spirituale, della benedizione divina, di tutti gli strumenti di cui avete bisogno per avanzare spiritualmente, per trovare voi stessi e Dio. Per le persone dalle migliori intenzioni – i più diligenti operai nel vigneto di Dio – trovare il momento adatto è spesso la cosa essenziale, ad esempio la giusta distribuzione delle forze attive e passive. Darò presto una lezione sull’argomento. Entrambe le forze devono essere utilizzate armoniosamente nell’anima umana, affinché ognuna assolva la sua funzione in maniera adeguata. Spesso un lato della vostra natura tende ad essere iperattivo in modo errato, mentre l’altro lato è eccessivamente passivo, e anche questo nel modo sbagliato.

Quando siete spiritualmente attivi, tendete ad accumulare la forza di cui potreste aver bisogno per l’indomani, o la conoscenza che potrebbe servirvi l’indomani. Questo non va fatto. La frase che hai citato dice, con parole differenti, che dovete vivere nel presente, o ciò che chiamate l’Eterno Ora. Ogni momento ha le sue esigenze a cui potete andare incontro solo vivendo totalmente in quel momento. Essa dice anche che non dovreste prendere più di quanto possiate elaborare nel momento presente.

Tuttavia, a volte avete bisogno di una piccola riserva da tenere da parte per i periodi in cui non riuscite ad accumulare la forza per essere attivi, sia fuori che dentro di voi. Il Sabbath, come sapete, significa fra l’altro il giorno di inattività, il giorno di riposo. Nella vita capitano a tutti dei periodi in cui non si riesce ad accumulare forza per essere attivi. Si è stanchi e ci si deve riposare. E questo è valido anche in senso spirituale, tutto ciò che viene assorbito nel periodo di attività deve essere assimilato nel periodo di passività.

E in quei periodi di passività avete bisogno di una piccola riserva, ma normalmente, se vi sentite nella piena energia della vita attiva, spiritualmente, fisicamente ed emotivamente su tutti i livelli, non potete assolutamente accumulare tutto. Gli esseri umani lo fanno spesso, ancora una volta su tutti i livelli. Sono così ansiosi, così pieni di paure, che non confidano in Dio, non confidano nell’armonia dei loro sé più profondi che invece, rientrando perfettamente nello schema della legge divina, andranno con la corrente. Ritengono di doversi preoccupare del futuro. Con questo non intendo che dobbiate essere imprevidenti, nessun estremo è mai giusto, ma che viviate nell’adesso, facendo del vostro meglio attimo per attimo. Allora la vostra manna sarà sempre fresca, e ne riceverete di nuova ogni giorno.

Vivendo semplicemente in questo modo, quando il successivo periodo passivo arriverà, vi prenderete cura in tutta tranquillità di ciò che è cresciuto così bene durante il periodo attivo. Istintivamente, sentirete di aver ricevuto il necessario. Ma questo succederà solo quando vivrete in armonia con il movimento delle correnti attive e passive della vostra vita personale, solo quando avrete affinato così tanto i vostri sensi interiori da percepire chiaramente il significato di ogni periodo: l’attivo o il passivo – il giorno feriale o il Sabbath. L’analogia si applica anche alla durata dei periodi: i periodi attivi devono essere più lunghi di quelli passivi, sebbene questi ultimi debbano avere sempre una cadenza regolare.

DOMANDA: La legge indica che bisogna rinunciare al proprio tornaconto. Come possiamo essere certi di star rinunciando in modo così totale che l’idea di un guadagno non resti nascosta da qualche parte, come movente subconscio?

RISPOSTA: Il fatto che tu prenda in considerazione questa cosa e mi ponga tale domanda è già il primo passo per rassicurarti di essere sulla buona strada. Dovete sempre vigilare su questi moventi inconsci. Mettetevi alla prova, controllatevi ogni giorno durante la vostra ora di preghiera, meditazione e revisione quotidiana, quando qualcosa del genere si presenta. “Oh, ecco il mio io che si intromette di nuovo. Devo rinunciare al forte bisogno di riconoscimento altrui – o a qualsiasi altra cosa si tratti”. Quindi fatevi proprio questa domanda, “Sono veramente disposto a rinunciare a questo bisogno, o lo faccio nella speranza di guadagnarci qualcosa?”. In altre parole, controllate se la verità è che non siete affatto capaci di rinunciare.

Se volete conoscere davvero la verità su voi stessi, potete sempre scoprirla. La questione è se desiderate veramente conoscerla, oppure no. Se non siete disposti a confrontarvi con essa e, per certi aspetti, credete di star già vivendo, sentendo e pensando secondo la legge, allora non troverete la verità; ma se ve ne rendete conto, allora le cose andranno meglio. È infatti l’unico modo per riconoscere la vostra attuale incapacità di rinunciare a qualcosa. È il solo modo per accettare questa vostra imperfezione, con umiltà, ma anche con il sincero desiderio di essere capaci di cambiare, comprendendo di aver bisogno di tanta buona volontà per farlo, di una costante onestà con voi stessi, e riconoscendo quanto ancora stiate deviando dal giusto cammino. Allo stesso tempo, rendetevi conto che non potete riuscirci senza l’aiuto di Dio, al quale dovreste rivolgervi ogni volta che vi rendete conto della vostra incapacità di fronte a determinate situazioni.

Sapere che ancora non state rinunciando al vostro tornaconto, anche se una parte di voi lo desidera, è la miglior medicina. Se riuscite ad accorgervene sempre più spesso, e poi chiedete a Dio illuminazione, forza e una maggiore comprensione per aiutarvi a desiderare, con tutto il vostro essere, di purificare le vostre motivazioni, allora finalmente ci riuscirete, a poco a poco. Non succederà in un lampo, ma all’inizio solo in misura limitata, saltuariamente, e se con il passare del tempo non diminuirete i vostri sforzi – che non devono mai essere tesi – vi sembrerà sempre più facile, e alla fine diventerà una reazione naturale.

Nel corso di questo sentiero, sarete guidati a situazioni che vi daranno l’opportunità di fare tutto ciò, quando lo potete provare con l’azione. Non deve per forza essere qualcosa di grandioso e importante.

Spesso, più piccolo è l’atto, meglio è per voi. Meno persone ne sono al corrente, e più serve allo scopo. Nessuno dovrebbe saperlo tranne voi stessi e il vostro insegnante spirituale. E se potete davvero rinunciare evitando che l’altra persona coinvolta lo venga a sapere, dopo esserci riusciti una volta, quella successiva sarà molto più facile. Questo è il modo in cui, per gradi, troverete la legge. Una cosa come questa non si può mai ottenere di colpo, o con un singolo atto, ma può svilupparsi solo attraverso costanti tentativi e ripetuti sforzi. Non si può raggiungere nulla se non in questo modo, nulla che sia durevole e veramente solido, tanto meno la sicurezza spirituale, l’armonia e un fermo punto d’appoggio.

DOMANDA: Come dobbiamo sentirci o reagire verso le offese – come per esempio calunnie, pettegolezzi, malelingue – con un atteggiamento veramente spirituale?

RISPOSTA: Lo sapete tutti, la risposta è perdonare. Ma il farlo, essere veramente capaci di farlo, è tutta un’altra questione. C’è sempre il rischio che in tutta buona fede vi convinciate di aver perdonato, mentre in realtà non lo state facendo affatto; cosa ovviamente molto più dannosa del sapere di non riuscire ancora a perdonare, prendendo atto di quest’imperfezione. Così, il primo passo è ancora una volta essere onesti con se stessi. Confrontate i vostri effettivi sentimenti con quel che sapete essere giusto. In tutte le situazioni, questa rimane sempre la base della purificazione, il primo passo senza il quale non può essercene uno successivo.

Poi chiedete nuovamente a Dio di aiutarvi ad avere una visione sufficiente per essere capaci di perdonare con tutto il cuore. E cercate di pregare per la persona che vi ha offeso. All’inizio, questo può causarvi una resistenza interiore, ma se ci riprovate, alla fine riuscirete a farlo senza intimo risentimento. Chiedetevi anche, “Voglio realmente perdonare?” Allora vedrete che una parte di voi vorrà farlo, mentre un’altra parte proverà piacere nel non perdonare. Se lo riconoscerete, avrete un’ulteriore indizio sulla verità della vostra natura inferiore – e questa è una consapevolezza di inestimabile valore sul sentiero della purificazione. Presentatevi al Padre con quella resistenza e chiedeteGli di aiutarvi. Rendetevi conto di non poter portare a termine neanche la più piccola cosa senza il Suo aiuto. Da parte vostra ci deve essere, per sempre, la buona volontà, l’impegno e la totale onestà verso voi stessi.

Un’altra cosa altrettanto importante, non solo relativa al perdono, ma anche per la vostra evoluzione complessiva, è comprendere che non può mai accadere nulla che non sia basato sulla legge di causa ed effetto. Con questo non intendo che l’altra persona coinvolta sia giustificabile o abbia ragione. Il suo errore può anche essere più grande del vostro; e in apparenza il vostro può non essere collegato all’evento che ne è derivato al presente. La connessione può essere indiretta e difficile da rintracciare. Ma è necessario che comprendiate che deve esserci stato qualcosa in voi a determinare quell’evento, in un passato remoto o recente – qualche corrente o un atteggiamento errato, qualche imperfezione nella vostra anima, qualcosa che ne sia responsabile. Anche se il legame è indiretto, si accorda comunque alla legge di causa ed effetto. E se volete realmente scoprirlo – senza sottrarvi alla verità – e chiedete a Dio con tutto il cuore di aiutarvi, riceverete la risposta. Sappiate che deve esserci qualcosa che dovete imparare, e la imparerete.

Non sottolineerò mai abbastanza che il desiderio deve essere profondamente sentito, e che non basta rivolgersi a Dio, una volta sola e con superficialità. Dovete essere colmi del desiderio di scoprire la causa in voi. Se superate la resistenza che si oppone alla scoperta, se nei giorni successivi vi mantenete vigili in attesa di una risposta, senza tensione, rimanendo semplicemente ricettivi, la risposta potrà arrivare attraverso altre persone, o qualcosa che leggerete o qualcosa all’apparenza non attinente. Tutt’ad un tratto sentirete un’eco interiore e avrete la certezza che quella è la risposta di Dio. Per quanto possa essere spiacevole, essa sarà una grande liberazione, un grande passo in avanti che di per sé vi renderà molto più facile perdonare veramente. Allora sarete capaci di abbracciare l’evento, sapendo che vi ha aiutato ad andare verso l’alto, in avanti, più vicini a Dio, alla perfezione, a quella felicità che non potrà mai esservi più sottratta.

Senza quell’evento non avreste potuto scoprire la vostra imperfezione, rimanendo così in uno stato inferiore di consapevolezza, di evoluzione, e quindi anche di felicità personale. Tutto questo non si applica solo agli eventi del genere che hai citato, ma a tutte le avversità. Quando giungete al punto di abbracciare un episodio fino ad allora spiacevole, dopo aver compreso la sua natura di guarigione per la vostra mente, il vostro corpo, l’anima e lo spirito, allora avrete compiuto un grande passo.

DOMANDA: Quali tra le relazioni che coinvolgano ad esempio genitori, figli, mariti, mogli, sorelle e fratelli, possono essere definite karmiche?

RISPOSTA: Oh, non puoi farne certamente una regola. Nella maggioranza dei casi, ci sono legami karmici nella famiglia d’origine, ma non sempre. Può ben darsi che non ci siano relazioni karmiche tra alcuni membri della famiglia. Si può trattare di un nuovo legame che è stato così predisposto, perché assolve al meglio allo scopo delle vite di tutti i soggetti coinvolti. E ci possono essere numerose relazioni karmiche esterne alla propria famiglia. Queste possono esistere con persone che si incontrano nel corso della vita, a volte anche molto tardi. Per tutte queste cose ci sono una buona ragione e un valido scopo.

DOMANDA: Il significato della domanda era questo – non l’ho posta in modo corretto – c’è un obbligo karmico al di fuori delle relazioni tra genitori e figli o tra moglie e marito?

RISPOSTA: Non esiste qualcosa come un “obbligo karmico”. L’obbligo è una legge d’amore e quella si applica a tutti. Nel vostro atteggiamento non dovrebbe esserci alcuna differenza, a prescindere dal fatto che la relazione sia karmica o meno. Voi non dovreste neppure saperlo. Dovete agire in accordo alle leggi di Dio, con chiunque allo stesso modo, non fa differenza.

Con questo, amici miei, vi lascio nuovamente. E forse la prossima volta non ci saranno tante domande, in modo da potervi tenere una breve lezione su un argomento che sceglierò come inizio del corso.

Amici miei, voglio dire a ciascuno di voi, in particolar modo a coloro che si sentono preoccupati, di pensare al fatto che ciò che vedete adesso non è che un quadro molto offuscato, poiché vi ritrovate dentro ad una nuvola spessa e pesante. Chiedete a Dio di darvi la forza di penetrare questa nube, di darvi almeno una piccola visione della verità. Però, la difficoltà, è che quando siete dentro questa nuvola, essa paralizza la vostra capacità di pensare e di sforzarvi in questa direzione. Spesso vi è anche difficile mettere assieme tutta la forza e la volontà di concentrarvi su questi pensieri, per poter penetrare, con l’aiuto di Dio, le nuvole dentro cui ogni tanto vi ritrovate.

Ma sappiate che non avete nulla da temere e nulla di cui rattristarvi. Gli angeli di Dio sono sempre vicini a tutti i figli di Dio che si sforzano per evolvere con desiderio veramente sincero. Perciò rallegratevi di questa certezza, gioite verso l’alto con desiderio realmente sincero. Rallegratevi che Dio vi sia molto più vicino e la felicità molto più prossima di quanto pensiate, se solo vi guardaste intorno e cercaste in un’altra direzione, se cercaste dentro di voi e non all’esterno. Siate in pace, miei cari, siate benedetti, siate in Dio!

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margutti, rilettura di Mimma Salandin.

Anno 29.03.2016. – Marzo 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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