Lez. N° 18 • Libero Arbitrio

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 18 (Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010) Saluti nel nome del Signore,…

 Pathwork® • Eva Pierrakos – Lezione della Guida N° 18
(Edizione del 1996 – Traduzione italiana 2010)

Saluti nel nome del Signore, amici miei. Benedetta sia quest’ora e benedetti tutti voi. Non è facile per certe persone che sono venute qui per la prima volta comprendere che una personalità del tutto diversa stia parlando tramite questo essere umano. Credere che una cosa del genere sia possibile richiederà applicazione e apertura.

Poiché ogni volta si uniscono a noi nuovi amici, è difficile presentare le mie lezioni in maniera tale che il loro contenuto sia chiaramente comprensibile a tutti. Se tenessi in considerazione solo i nuovi venuti, non sarei giusto nei confronti di tutti quegli amici che presenziano regolarmente alle lezioni, e d’altro canto, se le lezioni fossero tenute solo per gli amici consueti, i nuovi non riuscirebbero a seguirle. Esiste quindi una difficoltà non facile da superare, come potete ben vedere. Tuttavia, date le circostanze, farò del mio meglio.

In questo momento, vorrei sottolineare ancora una volta che anche per i partecipanti più regolari le ripetizioni sono essenziali. Voi umani non solo dimenticate così tante cose importanti per il vostro progresso spirituale, ma anche le cose che già sapete, le comprendete solo con l’intelletto, ma non con il cuore. C’è una grande differenza tra la conoscenza intellettuale e ciò che viene definito illuminazione.

Dopo aver ascoltato lo stesso argomento per venticinque volte, anche se esso viene affrontato da sempre nuove angolazioni, potreste magari non raggiungere una profonda e totale comprensione, finché non lo udite per la ventiseiesima volta: allora, improvvisamente, a quel riguardo, raggiungete l’illuminazione.

L’argomento di cui parlerò stasera è il libero arbitrio. Se ne discute da sempre, e c’è chi afferma che il libero arbitrio non esiste e che tutto è dovuto al fato o al destino. Altri invece dicono, più o meno, che esiste solo il libero arbitrio. Secondo altri ancora, alcune cose sono determinate dal libero arbitrio e altre no. Allora, chi è nel giusto?

Esaminiamo assieme questo argomento dal punto di vista spirituale e dal punto di vista della realtà assoluta. Per chi crede solo nella vita attuale e non in un’esistenza antecedente o successiva ad essa, per chi non crede al mondo spirituale o alla legge e all’ordine divini, la terza alternativa logica è che certi fattori siano determinati dal fato e altri dal libero arbitrio della persona.

Tali persone sono convinte di non avere possibilità di scelta circa il luogo di nascita, su come si nasca, né dove, quando e come si morirà, o tanto meno come si svolgeranno certe specifiche fasi della vita attuale. Tuttavia, per una persona che senta, sappia e abbia sperimentato la verità della legge di causa ed effetto e della reincarnazione, è evidente che questo punto di vista non possa essere corretto. Nel quadro complessivo, ogni individuo ha completo libero arbitrio, nonostante momentaneamente esso possa non manifestarsi, a causa di fattori che non potete controllare in questa vita, essendo stati da voi determinati nelle vostre vite precedenti. Questi fattori sono solo effetti che emergono da cause che voi stessi avete messo in moto.

Vi farò un esempio. Supponiamo che un assassino, un uomo che ha commesso un atto non solo contro la legge divina ma anche contro quella umana, venga arrestato e messo in prigione. Assumiamo ancora che egli abbia perso la memoria e avuto un’amnesia dopo aver commesso questo atto. Così quell’uomo si ritrova in prigione senza sapere il motivo, perché non ricorda ciò che ha fatto. All’assassino può essere contestato d’aver fatto questo e quello, ma lui lo ha dimenticato; tuttavia questo non altera il fatto che egli abbia commesso realmente il crimine. Il solo fatto che lui non lo sappia e non lo ricordi non fa alcuna differenza, A causa della perdita di memoria e del fatto di non riuscire a credere a ciò che gli viene raccontato, il criminale sarà comunque convinto che la sua carcerazione sia un destino veramente molto ingiusto, e questo perché della sua vita vede solo il presente, e ignora i collegamenti e le reazioni a catena che risalgono al passato. L’azione passata che lo ha condotto nella condizione presente resta preclusa alla sua visuale, ma ciò nonostante essa esiste come realtà. L’arresto è la creazione del libero arbitrio che opera mediante il processo di causa ed effetto.

Ogni volta che il vostro libero arbitrio è ostacolato nell’operare per i vostri immediati e apparenti interessi, questo è dovuto a cause che voi stessi avete determinato, anche se non potete ricordarle. Allo stesso modo, ogni volta che avete la possibilità di usare il libero arbitrio a vostro vantaggio reale o apparente, siete proprio voi a mettere in moto le rispettive cause; che sia in questa stessa vita o in una precedente, non cambia il modo in cui la legge opera. La vostra attuale libertà, o mancanza di libertà, dipende interamente dalle vostre passate azioni, pensieri e reazioni interiori.

Il fatto che questa legge si applichi alla vita presente di un individuo, è oggi osservato e riconosciuto da sempre più persone. Moltissime cause di ciò che avviene nella vostra vita possono essere ricondotte ad alcune vostre azioni esterne o interne, relative ai primi tempi di questa stessa incarnazione. Solo poco tempo fa, il genere umano non aveva gli strumenti per penetrare abbastanza profondamente nell’anima umana alla ricerca di tali cause nascoste, che fossero buone o cattive, favorevoli o sfavorevoli. Come ho già detto, sono numerose le cause derivanti da questa stessa vita e che voi non ricordate; per portarle alla superficie ci vuole molto tempo e sforzo. Non vi verrebbe in mente di affermare di non esserne responsabili solo perché le avete dimenticate. Ci fu un tempo in cui sceglieste liberamente di agire e di pensare in un modo che portò ad un determinato risultato.

Non c’è azione, pensiero o persino sentimento che non determini un qualche effetto. Alcuni di questi si manifestano rapidamente, quindi le cause sono facili da rintracciare. Altri prendono un percorso più lungo, ma rimane il fatto che nella vita non accade nulla di cui non siate responsabili. Tutti voi lo sapete. Perciò l’idea che il libero arbitrio esista solo per una parte del tempo deve essere sbagliata, o tutt’al più rappresentare una mezza verità. Qualunque cosa facciate o pensiate oggi, e in qualunque modo reagiate adesso, influenzerà il domani, il mese prossimo, il prossimo anno, e in molti casi anche la vostra prossima vita. Così, amici miei, voi avete effettivamente un totale libero arbitrio! Solo che, se non riuscite a ricordare o a riconoscere i semi che avete seminato, voi umani sostenete che è opera del destino.

Molte persone pensano che possedere il libero arbitrio significhi fare o pensare a piacimento, senza causare alcun effetto. Questo concetto di libero arbitrio è ovviamente un errore madornale. Dio ha creato l’Universo, il quale è governato da un infinito numero di leggi. Egli creò i Suoi figli e diede loro il libero arbitrio in modo che potessero scegliere se seguire o meno le leggi, molto prima che questa Terra e questo mondo prendessero vita. Osservare queste leggi porta alla felicità, all’amore, all’armonia, alla luce e alla suprema saggezza, perché Dio, che è perfetto, non può creare altro che perfezione. Eppure, se una qualsiasi creatura fosse forzata a rimanere nei limiti di queste leggi, come se non avesse libero arbitrio, le leggi non sarebbero ciò che sono né sarebbero in accordo con la natura di Dio.

Ci sarebbe una discrepanza tra la legge fondamentale del libero arbitrio e la sua applicazione nella Creazione. Bellezza, armonia, saggezza, beatitudine e amore non potrebbero esistere se l’esperienza di questi sentimenti venisse forzata nell’individuo contro la sua volontà, o contro il suo stesso riconoscimento della saggezza e della perfezione delle leggi stesse. Allora Dio non sarebbe un dio di libertà, ma un dio di schiavitù, persino se le Sue creature fossero felici all’interno di un sistema imposto. In questo modo ogni creatura – sia in forma umana che spirituale – ha la possibilità di scegliere o meno di vivere in armonia con le leggi. Qui sta la chiave di tutta la questione; non solo la chiave per una maggior comprensione del libero arbitrio, ma anche per la comprensione della nascita del male, dell’oscurità e della crudeltà – in breve, la caduta degli angeli. Moltissime persone si chiedono come un dio d’amore possa aver creato il male. Ma il male non venne creato da Dio. Come ora potete comprendere, Egli diede ad ogni creatura l’opportunità di scegliere liberamente di seguire o meno la Sua legge di perfezione.

Voi potreste ben dire che è difficile rispettare le leggi divine, e in effetti, per certi aspetti, lo è. Chiunque si sia allontanato una volta o l’altra dalla legge divina, trova infatti difficile rispettarla di nuovo. Ma per coloro che non l’hanno mai lasciata – e che sono davvero numerosi – non è difficile. La difficoltà sta solamente nel purificare voi stessi, passo dopo passo, fino a raggiungere lo stato che una volta era il vostro, dove osservare le leggi non presentava alcuna difficoltà. Qui dovrei sottolineare che voi non sceglieste di abbandonare la legge divina in quanto troppo difficile da rispettare. In quegli aspetti della vostra personalità nei quali non vi siete allontanati dalla legge divina – perché questo non avvenne necessariamente in ogni aspetto – o in qualunque altro aspetto siate riusciti a purificarvi nelle precedenti incarnazioni fino a ritornare al vostro stato originale, non vi è minimamente difficile aderire alle leggi.

La difficoltà varia da individuo a individuo. Per una persona può essere difficile non rubare. Per un’altra, questo non presenta la minima difficoltà, mentre può essere difficile non perdere la calma. Per una terza, può essere difficile non essere invidiosa, e così via. Il vostro obbiettivo è quello di aggiungere uno stadio, attraverso l’evoluzione e la crescita spirituale, in cui riuscite a vivere all’interno della legge divina in ogni possibile aspetto, e senza la minima difficoltà. E questo stato, naturalmente, può essere raggiunto solo per vostra scelta personale e grazie al vostro libero arbitrio.

Tutto ciò vi potrà forse chiarire anche il concetto di “punizione” contro il quale molti si rivoltano. Non c’è nessun dio che distribuisca punizioni arbitrarie. Dio ha creato per i Suoi figli leggi perfette e perfette condizioni che essi possono liberamente seguire o meno. Se per questo scegliete il termine “punizione”, è affar vostro, ma dovrete ammettere che questo conferisce un’angolazione del tutto errata a come stanno realmente le cose.

La Creazione di Dio è così perfetta e le Sue leggi sono di tale estrema saggezza e amore, che qualunque cosa faccia la gente – persino quella che ha deviato dalla Sua legge – alla fine non può che ritrovare la via verso le Sue leggi e quindi verso uno stato di completa beatitudine e perfezione. Alla fine l’equazione si risolverà. In un modo o nell’altro deve succedere. Comprendere questo è forse una delle più grandi difficoltà per il genere umano. Tuttavia, cercherò di darvi una spiegazione, sebbene sia difficile per me, dovendo usare il linguaggio umano che rappresenta un’enorme difficoltà per noi spiriti.

A prima vista, sembra che quanto più ci si allontana da Dio e dalle Sue leggi di perfezione, tanto più sia difficile ritrovare la via del ritorno. In un certo senso è così, ma solo in parte. Potrei dire che aumentano le difficoltà “tecniche”, perché dovrete ripercorrere passo dopo passo la strada verso lo stato di perfezione che possedevate un tempo. Eppure, quanto più lontani siete da Dio, tanto più vi sentite infelici, e quindi più sicuramente dovrete alla fine, proprio grazie a questo stato di infelicità, ritornare a Lui. Proprio nel violare legge e nell’attraversare l’infelicità che ne consegue, si trova il rimedio stesso e i mezzi con cui alleviare la vostra infelice condizione. Fare questo è ciò che conta davvero. Potete comprendere davvero questa verità solo se guardate alla vita e al mondo non solo dal punto di vista umano e del momento presente, ma anche dal punto di vista complessivo della Creazione e della realtà assoluta. Tutto ciò rappresenta un ottimo tema su cui meditare.

Pensate alle tante persone che vivono in uno stato di mediocre soddisfazione, senza particolari problemi o conflitti, ma a cui manca la vera felicità; persone che non si spingono mai a ricercare una maggiore e più profonda saggezza, verità e appagamento e non fanno nulla per favorire il loro sviluppo spirituale. Eppure, quando attraversano una crisi o una qualche infelicità, quello diventa il loro punto di partenza per raggiungere un livello superiore di coscienza, e quindi anche di felicità. Questo esempio potrebbe rendervi più facile capire come l’infelicità sia il rimedio. E’ una motivazione molto importante che di solito non viene riconosciuta dal genere umano, tranne forse da un ristretto numero di grandi persone.

Finché dipendete da avvenimenti esterni sui quali non avete alcun controllo, non conoscerete mai la felicità. Potrete provare una momentanea contentezza, ma vivrete sempre nel timore di perderla perché non potete controllare le altre persone, né il loro potere su di voi o sulla vostra vita. L’unica felicità che sia durevole e che non possa esservi sottratta da nessuno, l’unico vero punto d’appoggio sicuro chemai avrete, vi si presenta solo quando vi evolvete, quando vi purificate e curate la vostra anima da tutte le correnti malate ed erronee che deviano dalla legge divina. Questo avviene quando rintracciate le cause interiori responsabili delle vostre prove e difficoltà. Sfortunatamente, la maggior parte delle volte non lo fate, a meno che nella vostra vita non si verifichino eventi spiacevoli.

Non pensate che sia Dio a mandarvi quegli eventi spiacevoli. A causa della deviazione dalla legge divina, in un’occasione o nell’altra, in questa vita o in una precedente, voi stessi avete preparato le condizioni di cui vedete l’effetto proprio adesso. Per scoprire le origini delle vostre attuali difficoltà, non è affatto necessario sapere dove e come abbiate vissuto la vostra vita passata, perché finché la tendenza negativa non è stata purificata, essa esiste ancora in voi ed è quindi possibile riconoscerla, se solo volete farlo. Dopo aver riconosciuto i vostri difetti e le vostre debolezze, dovete scoprire, sia direttamente che indirettamente, il motivo di tutto ciò che non vi piace nella vostra vita presente. Se vi dedicate a scoprire le vostre deviazioni dalla legge divina, sarete in grado di avviare un processo di purificazione e, nel corso di un tortuoso e lungo sentiero in salita, uscirete da tutta l’oscurità in cui vi siete cacciati per vostra scelta; nessun altro vi ha messo lì.

Questo mi porta all’argomento della direzione che prende la volontà e la forza di volontà: dove impiegare la forza di volontà e dove no. Partiamo dalla premessa che desideriate fare soprattutto la volontà di Dio. Ho già spiegato a lungo come fare a scoprire quale possa essere la volontà di Dio in qualsiasi circostanza. A parte la forza di volontà che serve per prendere singole decisioni o per dare un certo corso alla vostra vita, esistono molte sottili correnti interiori di volontà, delle quali dovreste divenire consapevoli, e imparare quando e come usarle.

E’ vero, come molti sostengono, che si può realizzare quasi tutto con la forza di volontà. Le forze psichiche interiori, una volta utilizzate, sono molto più potenti di quanto possiate concepire al momento; ma quando, come e in quale direzione è consigliabile usare queste forze, è un’altra questione. Quando dovreste accettare la volontà di Dio senza contrastarla? Quando sarebbe giusto utilizzare i vostri poteri latenti? Molte persone sono confuse e inconsapevoli delle varie possibilità.

Quindi, il primo passo è scoprire se questa confusione esiste in voi. Se è così, formulate chiaramente e concisamente i vostri pensieri. Prendete consapevolezza di ciò che desiderate. Se dubitate che ciò che desiderate sia in accordo con la volontà di Dio, cercate subito di scoprirlo nella maniera che vi raccomando sempre, cioè mettendo in chiare e concise forme-pensiero qualunque cosa desideriate raggiungere. Quando l’avrete chiarito, avrete una maggiore pace interiore. Chiunque abbia realizzato qualcosa in questa vita, di qualunque cosa si tratti, ha fatto questo. Le persone che non mettono Dio al di sopra di tutto, possono fare cose che non corrispondono alla Sua volontà. Ma voi avrete per sempre l’opportunità di scoprire quale sia la volontà di Dio, sin dall’inizio.

Sia che i vostri desideri siano rivolti alle cose terrene che non si discostano dalla legge divina, o si riferiscano al vostro progresso spirituale e alla vostra purificazione, potreste comunque usare la forza di volontà più spesso o con maggiore efficacia. Un certo numero di miei amici che desiderano seguire questo sentiero in senso generico, non hanno ancora usato questa forza interiore di fronte ai molti dettagli del loro viaggio. Nella vostra personalità ci sono certamente molte difficoltà da superare, molti difetti di cui prendere coscienza e da gettare via, e molte cose da imparare. Tutto questo si potrebbe realizzare in modo più facile usando la giusta forza nel giusto modo.

Si può volere e desiderare sia con il vostro intelletto che con la vostra anima. La forza di volontà dell’intelletto può essere robusta, ma non avrà mai il forte impatto che ha la forza di volontà dell’anima. Potete usare la vostra forza di volontà in due modi molto diversi. Una crea una pressione e una tensione che vi privano della pace, e questo vi allontana da quello stato di distacco così necessario per ottenere la maturità spirituale ed emotiva. L’altra invece fluisce liberamente con forza e vitalità, e non disturberà mai la vostra serenità; essa lavora profondamente in voi, ma molto consapevolmente; il suo volere è forte e tuttavia paziente; vi lascia liberi e distaccati, ma mai passivi o rassegnati. Un flusso di volontà proviene dal vostro sé inferiore, l’altro dal vostro sé superiore. Se volete una cosa contraria alla legge e alla volontà divine, non troverete mai la pace. Tuttavia, è anche possibile che vogliate qualcosa di assolutamente giusto per voi, ma lo fate modo sbagliato, mescolandovi così a correnti e motivazioni errate.

Supponiamo, per esempio, che nella vostra professione vogliate fare il vostro meglio. Questo è certamente un desiderio legittimo. Non avere desideri di questo tipo sarebbe sbagliato perché in questo senso manchereste di stimoli e vitalità. Essere completamente privi di desiderio e troppo distaccati, nasconde un pericolo, perché a quel punto, senza accorgervene, potreste cadere lentamente in uno stato di rassegnazione, e infine nel disinteresse e nell’apatia. Qui, come in ogni altra cosa, la giusta via di mezzo è tanto difficile da raggiungere quanto da mantenere.

La giusta via di mezzo tra gli estremi si può trovare e mantenere se si medita quotidianamente e si esaminano le motivazioni interiori in completa onestà. Volete forse fare del vostro meglio per gratificare la vostra vanità? Il vostro desiderio di fare del vostro meglio è attenuato da ragioni egoistiche e dalla vanità ?

Una volta trovata la risposta a queste domande, potete incominciare a riorientare consapevolmente le vostre motivazioni, cosi che la forza di volontà possa fluire liberamente. Quando le vostre motivazioni saranno ripulite, non subirete più alcun forte turbamento, inconscio o inconscio, che ostacoli il libero fluire della vostra forza di volontà. Se il vostro desiderio non è puro e corretto, quanto più alta sarà la vostra evoluzione, tanto più tenace sarà l’inconscio nell’ostacolare la forza di volontà. Così, anche qui, il primo passo è rendere conscio ciò che finora era rimasto nascosto nel vostro inconscio. In questo modo, potrete riflettere su dove lasciar andare e rinunciare alla vostra forza di volontà, e dove potete e dovreste usarne molta di più di quanto non abbiate fatto nel passato. Prendendo continua visione dell’ambizione del vostro ego, potete gradualmente imparare a lasciar andare. Una volta separate queste due tendenze in voi – quella egoista o vanitosa da quella che desidera servire gli altri nella vostra professione, qualunque essa sia – potrete sviluppare la forza di volontà nella giusta direzione, perché allora sarete purificati da tutte le maschere e i motivi sbagliati.

Potete allenare la forza di volontà a fluire dal vostro plesso solare e non dal cervello. C’è una differenza molto sottile e importante in questo, ma so che finché non l’avrete sperimentata in prima persona, almeno fino a un certo punto, le mie non saranno per voi che semplici parole, forse addirittura prive di significato.

Tuttavia, continuando a provare, riuscirete a percepire la differenza e, una volta che l’avrete sentita, saprete e comprenderete molto bene qual è la volontà del cervello e quella dell’anima. Le due tendenze si mescolano spesso; la tendenza pura viene diluita e guastata da quella impura. Nell’anima si crea confusione, perché non vi è del tutto chiaro quale sia l’una e quale l’altra, o addirittura non sapete che in voi coesistono queste due tendenze molto diverse e distinte. Separatele. Dopo aver fatto questa separazione, lasciate andare la volontà dell’ego, che agisce contro la legge divina. Essa può portarvi solo disarmonia. Ravvivate la scintilla vitale e la forza di volontà nel profondo della vostra anima, in modo che la volontà pura, che non mette il vostro ego al centro del mondo, possa prendere il controllo.

Miei cari amici, so che questo è davvero difficile. A qualcuno queste parole possono apparire astruse, ma coloro che hanno una comprensione più profonda, possono afferrare un briciolo di quel che sto dicendo. Una comprensione reale e profonda richiede applicazione, e non può giungere semplicemente ascoltando per una volta una lezione. Questo non sarà mai sufficiente. Ciò che ho descritto è una delle molte chiavi per liberarvi dalla prigione in cui vi siete cacciati. Questo significa spezzare le catene con cui vi siete legati. Finché non iniziate a liberarvi da queste catene, vi sentirete frustrati, infelici e scontenti della vostra vita. Incominciate ad agire subito, in modo che ogni vostra corrente interiore fluisca in accordo alla legge divina, invece che contro di essa. La legge divina dice che voi non dovreste uccidere, rubare, o commettere crimini dichiarati. Questi sono i casi più più estremi e generalizzati. Ma quelli fra voi, ai quali queste leggi estreme non si applicarsi più, avendo già superato queste tendenze nel corso delle incarnazioni passate, devono incominciare ad applicare la legge divina nella loro anima, nelle loro tendenze interiori, nelle correnti dell’anima, nelle reazioni emotive, e non solo nei loro atti esterni. Cambiare i pensieri non è sufficiente. Anche i vostri sentimenti devono cambiare, e questo non si può fare se non imparando a vedervi come realmente siete.

Ed ora, miei cari amici, sono pronto per le vostre domande. Prima di passare a quelle già stabilite, ne avete forse alcune attinenti a questo tema?

DOMANDA: Penso a tutte quelle persone che hanno fatto una grande carriera, per esempio nel teatro o negli affari. Sono piene di sé e spiritualmente poco evolute. Puoi fare un tuo commento?

RISPOSTA: Una persona che alimenta una corrente errata, malata o nata dall’ignoranza, e che non adempie a quel destino che è la ragione della sua presente incarnazione, può comunque avanzare spiritualmente per certi aspetti della sua personalità, anche se forse in un diverso ambito della sua anima. Forse ella può riuscire a superare un altro tipo di difetto, pur non avendo vissuto la sua vita in accordo al piano originale e fortificando anzi una corrente sbagliata. Questa vita può non rivelarsi del tutto sprecata, dal punto di vista spirituale.

DOMANDA: Che cosa intendi quando parli di plesso solare in contrapposizione al cervello?

RISPOSTA: Un desiderio può provenire dall’intelletto o cervello, oppure da ciò che viene a volte definito anima. Nella regione del plesso solare, sotto forma di materia radiante invisibile ai vostri occhi umani, si trova il campo magnetico spirituale, dove non solo esistono tutte le emozioni, ma sono tracciati e profondamente incisi tutti i fattori relativi all’intero ciclo di esistenza di un individuo. Il significato delle vite antecedenti, i meriti e i cosiddetti errori sono contenuti in questo campo, come pure l’intero libro della vita. Sentimenti, desideri o pensieri non originano soltanto dalla zona cerebrale, ma anche da questa. Molte persone non l’hanno ancora vissuto. Quando si vuole qualcosa, o quando si pensano o si formano delle idee, si crede che tutto avvenga nel cervello. Ma una volta raggiunto un certo livello di evoluzione spirituale, sentirete di poter desiderare e persino pensare nella zona del vostro campo spirituale. Quando i pensieri provengono da lì, assumono una qualità e un carattere molto differente dai pensieri che provengono dal cervello.

Lo stesso vale per la forza di volontà. La volontà proveniente dalla regione cerebrale condurrà alla tensione, a meno che non sia sostenuta dalla volontà proveniente dal campo spirituale o magnetico. Naturalmente, anche un’idea corretta può prendere forma inizialmente dal cervello, ma finché resta limitata a questa zona, non avrà mai la forza di penetrare tutta la personalità umana. Desiderare o pensare dal campo spirituale coinvolge il sé superiore o scintilla divina. Chiunque abbia sperimentato questo tipo di volontà, lo può confermare. Chiunque abbia un pensiero, un’idea o un desiderio provenienti dal campo spirituale, proverà felicità e certezza completa. Quella persona saprà, oltre ogni ombra di dubbio, che quel pensiero è reale e che in quel momento la verità sta dimorando nell’anima.

La fede non può mai provenire dal cervello. Se è semplicemente una questione di convinzione intellettuale, è una fede debole. Ma la fede proveniente dal campo spirituale e dalla scintilla divina è convinzione ed esperienza della verità. Perciò, le persone che non hanno fede sbagliano credendo che avere fede in qualcosa sia una mera questione di preferenza personale. La fede nel suo vero significato è sempre una certezza che è stata sperimentata personalmente, sebbene l’esperienza non possa essere trasferita ad altri che non l’abbiano ancora provata. Il fatto che molti abbiano un tipo sbagliato di fede, non significa che essa non esista nel suo senso reale.

Allo stesso modo, una persona emotivamente instabile e immatura può provare spesso desideri interiori forti e persino compulsivi che possono risiedere parzialmente o interamente nell’inconscio.

Quei desideri non provengono dal cervello, ma nemmeno dal campo spirituale. Durante il processo in cui l’inconscio di una persona viene portato alla luce, diventano evidenti le correnti malate, erronee e distorte, assieme all’ignoranza ed a una visione limitata, e non si manifestano solo i difetti e le debolezze di quello che io definisco il sé inferiore; si incontra anche il sé superiore. A volte il sé superiore si trova molto in fondo, profondamente celato, prima sotto maschere di falsità che non hanno davvero nulla a che fare con la vera natura della persona, e poi anche al di sotto del sé inferiore. A lungo andare, la parte del sé superiore che fino ad allora non era stata messa in condizione di operare, può emergere. In questo sé superiore, o scintilla divina, che in qualche misura è libero in tutti, si trovano saggezza, verità e amore in abbondanza. Quindi, c’è una differenza molto importante tra pensare e volere con il cervello e con il nucleo spirituale. E’ quest’ultimo che deve essere coltivato, naturalmente, ed esso non può funzionare a meno che la persona non intraprenda un serio processo evolutivo di auto-purificazione.

DOMANDA: Si può arrivare ad un lavoro comune fra il tuo metodo e il nostro modo di fare psicoterapia?

RISPOSTA: Certo che si può! Qualunque persona realmente interessata e aperta può farlo. Sarò felicissimo di presentarvi le idee e il sistema che io impiego. E posso dire che questo potrebbe essere di beneficio non solo a voi ma a chiunque altro ne fosse interessato. Un giorno, nel futuro, potrei avere l’opportunità di lavorare con un gruppo di psichiatri, psicologi e terapeuti; potremmo organizzare un corso di questo tipo. Forse vi chiederete se sarà mai possibile che un medico umano, che non può vedere nell’anima come fa uno spirito, possa ugualmente usare questo sistema. Certamente, il fatto di poter vedere attraverso una persona aiuta moltissimo e abbrevia la strada al successo, tuttavia questo sistema può essere utilizzato anche dagli esseri umani, e non c’è dubbio che i medici umani che lo useranno, otterranno maggiore successo e risultati migliori.

DOMANDA: L’ultima volta ho chiesto della differenza tra mistica e occultismo e tra magia nera e bianca, ma non ci fu tempo di rispondere. Puoi farlo ora?

RISPOSTA: Ebbene, tutti voi conoscete benissimo la differenza tra magia nera e magia bianca, ne sono sicuro. Così risponderò alla domanda riguardante la differenza tra misticismo e magia. Vedete, noi non abbiamo queste esatte parole o termini, ma capisco quello che vuoi intendere. Anche tra gli esseri umani, quando si tratta di questi termini, c’è confusione. Le persone possono avere idee molto diverse sul significato di una stessa parola. Perciò, usare queste parole può condurre a fraintendimenti.

Il vero significato di mistica è raggiungere e sperimentare Dio per quanto sia possibile ad un essere incarnato. Via mistica, perciò, significa completa purificazione, dove la meta è rappresentata totalmente e unicamente da Dio, dall’adempiere alla Sua volontà e farne l’esperienza. Eppure, il vero mistico non vorrà avere quest’esperienza – la più alta di tutte – come fine ultimo, perché anche questo sarebbe egoistico, e l’egoismo è diametralmente opposto alla mistica. Di conseguenza, l’obbiettivo del vero mistico, ai nostri occhi, è il servizio. Lo scopo è raggiungere la perfezione e quello stato di felicità in cui poter servire al meglio il vostro prossimo. E solo una persona molto sana, molto integrata e molto armoniosa, una persona molto felice può realmente dare, amare e aiutare. Dunque la meta del mistico è Dio, non perché l’unione con Dio significhi inesprimibile felicità e inimmaginabile beatitudine – per quanto questa sia una meravigliosa conseguenza, diciamo così – ma per il servizio a Dio tramite il servizio al prossimo, per mezzo del completo adempimento alla volontà di Dio in ogni circostanza della vita.

La magia esplora unicamente le forze psichiche. Lo scopo del mago, anche del mago bianco, è l’esplorazione e l’uso di certe forze psichiche. E’ vero, la magia bianca userà queste forze per uno scopo buono. Ma la magia non andrà oltre il controllo delle forze psichiche. Anche il mistico, sul cammino verso la sua meta finale, incontrerà alcune di queste forze psichiche e occasionalmente potrà persino usarle, ma la sua meta rimarrà sempre chiara nella sua mente. Il mistico non si lascerà depistare dal fascino della magia, che rappresenta una grande tentazione e il grave pericolo di poter perdere la sua strada, o abusare delle facoltà che ha imparato ad usare. Non si lascerà affascinare da esperienze spesso assolutamente sbalorditive e rivoluzionarie. Molti hanno intrapreso la via mistica, per poi abbandonarla perché troppo impressionati dalle forze magiche che prima o poi, su questo sentiero, potrebbero rendersi disponibili.

DOMANDA: E riguardo l’occultismo?

RISPOSTA: Occulto significa “nascosto”. La parola si riferisce semplicemente a cose che ancora non conoscete o che non sono ancora state provate scientificamente, o dove esiste ancora il velo tra il vostro mondo e il nostro. Vent’anni fa l’energia atomica era occulta.

DOMANDA: Che cos’è lo stato di estasi?

RISPOSTA: Nello stato di estasi una persona vive la presenza delle forze divine, degli esseri divini, e persino di Dio. Questo non succede con grande facilità. Ma quando le persone lavorano seriamente sulla via mistica, arriva un momento in cui anche questo si verificherà senz’altro.

DOMANDA: Può essere indotto da droghe?

RISPOSTA: Non in quel modo; quella è falsa estasi. Nel vostro mondo avete delle piccole e insignificanti “estasi”. Potreste definire estatica l’esperienza di mangiare un buon cibo, per quel che conta, o quando bevete un buon vino, o quando provate piacere per qualcosa. E’ solo una questione di gradi. L’estasi intesa in quel senso non può mai essere indotta da mezzi artificiali. E solo una persona che l’abbia sperimentata può confermare l’enorme e tremenda differenza tra l’estasi dovuta all’esperienza di Dio e quella data da qualsiasi altra cosa sulla terra o in cielo. Questa estasi non ha niente a che fare con l’immaginazione o il subconscio, né può essere riprodotta con mezzi artificiali. Sarebbe completamente privo di senso, illogico e contro ogni legge dell’universo. Potete avere solo dei surrogati molto miseri, davvero molto miseri. Solo attraverso lo sforzo personale, l’evoluzione e la purificazione può sopraggiungere la vera estasi. Quando il vostro sé superiore si libera dagli strati del sé inferiore, esso risplende tutt’intorno in modo così potente da potersi unire alle forze divine; in questo modo diventa ricettivo agli influssi delle correnti divine. Solo allora può aversi la vera estasi, non altrimenti.

DOMANDA: Una dimostrazione della vera estasi può essere il miglioramento costante e permanente della vita di chi raggiunge quello stato?

RISPOSTA: Sì, certamente! Ma questo costante miglioramento inizia spesso molto prima di raggiungere l’estasi. Chiunque avanzi seriamente sul sentiero della purificazione e della perfezione, entro un lasso di tempo relativamente breve, breve persino secondo la vostra stima umana, deve giungere al punto in cui questo miglioramento viene percepito. Questo si riscontra prima come stato mentale e successivamente in tutte le manifestazioni esterne, permanentemente e definitivamente, nonostante certe occasionali ricadute e prove, inevitabili all’inizio. Nel complesso, un miglioramento, costante, permanente e reale si noterà molto prima di raggiungere uno stato d’estasi, e persino prima dell’esplorazione delle facoltà psichiche.

DOMANDA: Mi piacerebbe sapere se le persone che sono trapassate nutrono ancora sentimenti d’amore per i loro bambini o i loro parenti.

RISPOSTA: Questa non è una domanda a cui posso rispondere con un “sì” o con un “no”. Molto dipende dall’individuo, e non si può generalizzare. Certi spiriti si sentono legati ai loro parenti per un tempo lunghissimo, sempre che quell’amore sia esistito durante la loro vita. Ma questo non è necessariamente un bello stato in cui trovarsi. Più l’evoluzione spirituale procede, più un essere imparerà a distaccarsi dai suoi parenti e dai suoi passati legami. Questo non significa che l’amore svanisca, ma la crescita spirituale significa imparare gradatamente ad includere nel proprio amore tutte le creature, non solo quelle care e vicine. Il bambino spirituale deve imparare ad amare gradualmente. Quanto più la crescita procede, tanti più esseri potranno essere inclusi in quell’amore. Amare i molti nel modo giusto non diminuisce l’amore che si prova per i pochi. E dovete considerare anche qualcos’altro: quando ritornerete nel mondo spirituale, per prima cosa incontrerete tutti i vostri cari di questa vita.

E a seconda di ciò che volete e desiderate, rimarrete nello stato in cui eravate al tempo della cosiddetta morte. Ma quando inizierete a progredire ulteriormente, incontrerete molti altri spiriti, e alcuni di loro li riconoscerete per essere stati molto vicini nelle vite precedenti, o in vite su altri piani di esistenza, non solo su quello terreno. Là riscoprirete relazioni, esseri amati e vecchi amici. E quando la reincarnazione non sarà più necessaria, l’amore che ora siete capaci di dare solo ad alcuni, lo proverete per tutte le creature. Così, alcune persone decedute provano ancora un legame molto profondo con i parenti dell’ultima vita. Anche altri provano questo amore, ma senza più esserne attaccati. Essi vanno avanti verso altri compiti. E questa condizione è decisamente la migliore in cui trovarsi.

DOMANDA: Vorrei sapere se le entità nel mondo spirituale sono ancora legate al loro paese e ai loro nomi.

RISPOSTA: Si potrebbe applicare la stessa risposta data all’ultima domanda. Dipende moltissimo dall’individualità. Naturalmente gli spiriti legati alla materia, o quelli che non sono ancora molto evoluti, si aggrappano spesso ai loro trascorsi legami terreni, sia che si tratti di un patriottismo fanatico, di un orgoglio familiare, di una professione o di qualunque altra cosa. Non dovete immaginare che con la morte, il vostro statosi trasformi completamente solo perchè avete abbandonato l’involucro fisico. La vostra personalità complessiva, il vostro modo di pensare, i vostri sentimenti e le vostre opinioni, qualora profondamente radicate, le vostre idiosincrasie e le vostre fissazioni, tutto questo non fa parte del corpo fisico; è parte invece dei corpi sottili che continuano a vivere.

E qualunque sia attualmente l’aspetto della vostra personalità, così sarà dopo la morte. Perciò, quando una persona muore con un sentimento fanatico di patriottismo, dopo la morte non si sentirà affatto diversa, e vi rimarrà legata. Ma se una persona ha iniziato a distaccarsi e ad acquisire una visione più ampia delle cose, ella sarà capace di progredire spiritualmente molto meglio nell’altrove. Potrà essere guidata più facilmente e vivere perciò una vita più gradevole. Se, ad esempio, morite in uno stato di paura, vi ritroverete in uno stato di paura. Morendo in uno stato di serenità, vi ritroverete sereni. Qualunque cosa siate al momento del trapasso, voi lo proverete, lo sperimenterete e lo vivrete da disincarnati, e questo costituirà il vostro mondo perché i vostri pensieri, opinioni, sentimenti e comportamenti creano il mondo intorno a voi. Potrei dire che si tratta di un mondo psicologico, il che non significa che sia un mondo di fantasia. E’ reale. Per voi, le idee astratte sono senza forma. Nel mondo spirituale tutte le idee astratte hanno forma e sostanza. Ecco come le entità costruiscono i loro mondi tramite la loro personalità.

DOMANDA: Vorrei sapere se questo si applica anche a un genio, per esempio l’uomo che ha inventato lo Sputnik. Intendo per un motivo che può non essere buono.

RISPOSTA: Si applica a tutti, miei cari. Se un genio inventa qualcosa di grande e lo utilizza per uno scopo deleterio, è un’altra questione. Alla fine se ne terrà conto. Le sue motivazioni reali e più profonde saranno messe a nudo, non ci sarà alcun pretesto o falsa giustificazione che tenga. Sarà giudicato in un modo molto più esatto e profondo di quanto potreste mai fare voi umani. Ma quello di cui stavamo discutendo qui era lo stato d’essere dopo la morte. Questo si applica anche qui, naturalmente, dal momento che è valido per tutti. In un caso come questo, l’entità potrebbe essersi convinta di aver avuto motivazioni diverse da quelle che effettivamente l’hanno spinta all’azione, e anche tale falsità creerà una forma spirituale corrispondente. Ma che cosa, quando e come una persona sarà giudicata nell’aldilà, è per un essere umano impossibile da determinare. Qualche volta potreste farvene una vaga idea, ma anche allora non potrete assolutamente sapere che cosa entri in gioco in queste considerazioni. Non potete veramente guardare nell’anima di una persona. Non ne conoscete lo sviluppo complessivo, le passate esistenze, i suoi attuali ostacoli interiori ed esteriori, i suoi meriti, etc. Voi vedete solamente una piccolissima parte di una persona; tutto il resto della sua storia vi è preclusa.

DOMANDA: Una persona legata alla sua nazione ritornerà nello stesso paese?

RISPOSTA: Intendi come spirito o nella successiva incarnazione? [Entrambe le cose.] Dipende. Come spirito, potrebbe. Se si tratta di uno spirito non organizzato o legato alla materia, diciamo, se non appartiene al mondo divino, entro certi limiti potrebbe avere la libertà di andare dove vuole e scegliere quindi il luogo al quale si sente legato. Le tendenze più accentuate in lui determineranno il suo destino nell’altrove. Se il suo amore per Dio è più forte di tutto il resto, grazie a questo amore potrà superare l’attaccamento al suo paese, ma se il suo attaccamento alla nazione è più forte, sarà quello a determinare il suo destino. Possono esserci anche casi in cui, per qualche ragione, questa libertà di movimento gli sarà negata. E’ troppo complicato ora entrare nel dettaglio. Se uno spirito si ritrova nella sua vecchia nazione, per quanto a lungo potrà trattenervisi dipenderà ancora dal suo atteggiamento. Qualora cambi atteggiamento, potrà procedere verso un destino migliore.

La situazione è ovviamente diversa se si tratta di uno spirito appartenente all’ordine delle forze divine, con un compito da adempiere in relazione ad una certa popolazione, o ad una nazione. Ma se uno spirito è così attaccato ad un luogo da scegliere di ritornarci di sua volontà, non sarà molto felice. Per quanto concerne la reincarnazione, è altamente improbabile che uno spirito si reincarni nella stessa nazione. Questo può occasionalmente accadere, se ci sono delle buone ragioni. Ma proprio in un caso del genere esiste un motivo più che valido per reincarnarsi da qualche altra parte, magari proprio nel paese che odiò maggiormente nella sua ultima vita. Le ragioni del ciclo di reincarnazione sono lo sviluppo spirituale e il perfezionamento, e se questi sono ancora carenti, è necessario armonizzarsi attraverso varie esperienze.

Siate benedetti, mie cari, siate in Dio.

*Traduzione in Italiano di Simona Fossa Margutti, rilettura di Mimma Salandin.

Anno 29.03.2016. – Marzo 2016.

 

Edite da Judith e John Saly.

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Traduzione italiana

Questa traduzione è stata prodotta gratuitamente da Simona Fossa Margutti, in accordo con il Gruppo degli Aiutanti del Sentiero Italiano. (Coordinatrici: Hedda Koehler, Donatella Morelli, Anna Orsini) e la Pathwork® Foundation americana.

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